Messina abbraccia il suo compatrono Sant’Alberto Carmelitano

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sabato 05 Agosto 2017 - 06:00

Lunedì 7, alle 18.30, solenne Celebrazione Eucaristica nel Santuario della Madonna del Carmine con l’esposizione del braccio reliquiario del Santo, la tradizionale benedizione dell’acqua e l’accensione della lampada votiva

Dopo aver celebrato la Vergine Maria del Monte Carmelo, la comunità parrocchiale della Madonna del Carmine si prepara a vivere un altro intenso momento di fede e spiritualità: il 710. anniversario della “nascita al cielo” di Sant’Alberto Carmelitano. Alberto degli Abbati, patrono di Trapani (la città che gli diede i natali intorno al 1250) è, insieme a San Placido Martire, Santa Eustochia, San Francesco di Paola e San Camillo, compatrono della città di Messina, dove è vissuto molti anni, operando diversi miracoli, e dove è morto nel 1307. Lunedì 7 verrà fatta memoria del Santo nel Santuario della Madonna del Carmine, luogo che da secoli ne tramanda il culto: per tutta la giornata sarà esposto il suo braccio reliquiario e alle 18.30 si svolgerà la Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal parroco e rettore del Santuario, don Gianfranco Centorrino. Saranno presenti le comunità carmelitane di Scaletta Zanclea, Guidomandri e Santa Teresa Riva.

A Sant’Alberto, primo santo dell’Ordine Carmelitano, è legato il celebre episodio della liberazione di Messina dalla carestia nel 1301, quando la città dello Stretto era assediata da Roberto d’Angiò, duca di Calabria, e provvidenzialmente entrarono nel porto tre galee cariche di frumento per sfamare la popolazione ridotta allo stremo: un momento storico ricordato dal cosiddetto “Vascelluzzo”. Il bellissimo manufatto argenteo, che sfila ogni anno durante la processione del Corpus Domini, presenta, infatti, su uno dei due lati, proprio un medaglione raffigurante il santo carmelitano.

E per tenere memoria di questo rapporto speciale che lega il santo con la città, al termine della funzione serale, prima della benedizione dell’acqua, riprendendo un’antica tradizione, sarà accesa, a nome della cittadinanza, una lampada votiva da parte della presidente del Consiglio Comunale, Emilia Barrile, nel ricordo e in ottemperanza di una deliberazione del Senato messinese del 1629 della quale verrà data lettura.

2 commenti

  1. ORA VOGLIONO RIDURRE QUESTA FESTA E RICORDO COME LA CHIESA DI PATRI ARRIGU?

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  2. MESSINA HA MOLTI SANTI COMPATRONI PER FORTUNA CHE SONO MOLTI, MA NESSUNO ANCORA SI E’ STUFATO SIA DI ACCORINTI, SIA DI COLORO CHE LO VOGLIONO CON MOLTO ARDORE POLITICO SOSTITUIRE ED IMPORSI. IN PRATICA DOVREBBERO TUTTI QUANTI ESSERE PRESI E BUTTATI NEL FUOCO ETERNO SIA QUELLI DEL PASSATO DI CUI I NOSTRI RICORDI NON HANNO PIU’ NULLA. SIA DI COLORO CHE ANCORA ASPIRANO A DIVENTARE ANCORA UNA VOLTA ONOREVOLE RICONFERMATO OPPURE SOTTOSEGRETARIO O I NUOVI CHE CERCANO DI SOSTITUIRSI A QUESTI ATTUALI. IN PRATICA, SE ANCORA NON C’E’ NESSUN COMPATRONE SIGNIFICA CHE NESSUNO DI LORO SI VUOLE SPORCARE LE MANI TOCCANDOLI. DICONO AHI SERVA ITALIA, DI DOLORE OSTELLO, NAVE SENZA NOCCHIERO IN GRAN TEMPESTA…… PERFINO LORO NON SI VOGLIONO MACCHIARE L’ONORR

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