Forze dell’ordine e associazioni antiracket insieme nella giornata nazionale contro un fenomeno che oggi è più facile da sconfiggere
Dire no al pizzo si può. Purché ci sia la collaborazione di chi il pizzo lo subisce e, al tempo stesso, mostrino la propria presenza fattiva le forze dell’ordine e le associazioni antiracket, che svolgono, in questo senso, un ruolo fondamentale. Tutte componenti che ieri pomeriggio si sono ritrovate insieme a piazza Cairoli prima, nei negozi del viale San Martino poi, nella giornata nazionale antiracket, svoltasi con il motto “A Pasqua che fai, paghi il pizzo?”. Il questore Carmelo Gugliotta ed il comandante dei carabinieri Claudio Domizi hanno partecipato alla “passeggiata antiracket” insieme alla Fai (Federazione associazioni antiracket), all’Asam (Associazione antiracket Messina) ed al comitato Addiopizzo, che ha avviato, a piazza Cairoli, anche una raccolta firme.
Non è un caso che l’evento si sia svolto in molte città d’Italia nel periodo di Pasqua. Periodo di festa ma anche, per le organizzazioni criminali mafiose, periodo di riscossione del pizzo. Quest’anno la Pasqua coincide con il periodo di maggiore crisi economica che si ricordi. Le famiglie e le aziende sono tutte in grande difficoltà soprattutto sul nostro territorio dove l’economia è meno fiorente, la macchina pubblica meno efficiente e la disoccupazione dilagante. Una delle ragioni di tanta crisi e sottosviluppo sta nella presenza delle organizzazioni mafiose che alterano le regole del mercato con imposizioni come il pizzo. Con la Pasqua, ogni anno, arrivano anche gli estorsori ma questa volta la crisi rende ancora più insopportabile la sottomissione al racket. L’estorsione del periodo festivo, frequente anche a Natale, si manifesta con la “finta” colletta per i carcerati bisognosi. Bisognosi, però, di pagare gli avvocati dei loro processi.
Per questo ieri i rappresentanti delle forze dell’ordine, in testa il questore ed il comandante dei carabinieri, e le associazioni hanno voluto sensibilizzare gli esercenti del cuore pulsante dell’economia commerciale messinese, il viale San Martino. Con un messaggio preciso: oggi, soprattutto con i nuovi strumenti normativi a disposizione, sconfiggere il pizzo si può.
(FOTO STURIALE)
