Da nord a sud le richieste dalle periferie ai vertici di Palazzo Zanca - Tempo Stretto

Da nord a sud le richieste dalle periferie ai vertici di Palazzo Zanca

Sara Faraci

Da nord a sud le richieste dalle periferie ai vertici di Palazzo Zanca

martedì 17 Settembre 2013 - 11:06
Da nord a sud le richieste dalle periferie ai vertici di Palazzo Zanca

Innumerevoli le emergenze che affliggono le periferie di Messina. Da Castanea con le sue strade ricoperte di sterpaglie a S. Lucia sopra Contesse, al buio da sei anni, fino alla mancanza di un servizio di raccolta rifiuti a Bordonaro e alla sospensione del trasporto pubblico a Catarratti e Bisconte dopo solo una settimana dal suo riavvio

Rimangono irrisolte le problematiche che affliggono i quartieri. Dalla zona nord a quella più meridionale di Messina, risuonano gli appelli all’amministrazione comunale affinché ponga un freno a quelle endemiche questioni che sviliscono le periferie cittadine.

E’ di oggi l’interrogazione dei consiglieri comunali Francesco Pagano, del gruppo Progressisti Democratici, e Piero Adamo, di SiAmo Messina, ai vertici di Palazzo Zanca per provvedere all’incuria della strada comunale “San Michele – Portella”, snodo strategico peraltro anche per il collegamento con la città dei villaggi collinari di Castanea, Salice e Masse.

Invasa da sterpaglie ed erbacce, l’attraversamento si sta infatti trasformando in una coltre impenetrabile di verdura e nonostante la disponibilità dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste Demaniali di Messina ad adoperarsi per mettere in atto le indifferibili operazioni di scerbatura, il loro intervento appare ancora lontano.

Difatti, a fronte dell’orario di svolgimento delle attività degli operatori della Forestale – che per ragioni di servizio è contenuto dalle 6 alle 10 – non fa riscontro una flessibilità da parte dei Vigili Urbani il cui ausilio è indispensabile per provvedere alla regolamentazione del traffico durante le ore dei lavori e che – probabilmente per altrettanto valide ragioni di servizio – prestano la loro opera solo a partire dalle 8.30.

E’, dunque, intuibile il timore dei consiglieri che prospettano il vanificarsi degli sforzi profusi e, nella peggiore delle ipotesi, anche il venir meno della disponibilità degli operatori della Forestale i quali, peraltro, presterebbero un servizio del tutto gratuito, agevolando così le casse ormai magre del Comune.

Si va, quindi, dalla mancata coordinazione delle autorità nella zona nord, ai problemi di illuminazione che affliggono da ben sei anni la zona di S. Lucia sopra Contesse. Come infatti denuncia Maria Perrone, Consigliera Comunale del gruppo Udc, dal 2007 a oggi il Viale Case Arcobaleno e le strade comunali limitrofe, versano in una situazione di inaudito disagio imputabile al mancato ripristino dell’impianto di pubblica illuminazione che contribuisce al verificarsi di eventi di disordine sociale e rappresenta un pericolo non soltanto per gli stessi residenti ma anche per chiunque sia costretto a praticare quell’obbligato percorso per accedere alle vicine aree abitative.

Situazione non meno allarmante a Bordonaro, dove le voci di Alessandro Iannello, consigliere della III Circoscrizione, e di Massimo Minutoli, dell’Associazione Mari e Monti 2004, denunciano l’assenza di un operatore ecologico che, in maniera stabile, si occupi della raccolta dei rifiuti nella zona. Dal trasferimento dell’ultima figura professionale sono trascorsi diversi mesi, durante i quali si è cercato di sopperire alle necessità del quartiere in occasione di particolari eventi o al raggiungimento dei limiti massimi di sopportazione per l’accumulo di immondizia nelle strade anche più centrali, attraverso chiamate “una tantum” a Messinambiente oppure grazie alla stessa associazione Mari e Monti 2004 che si è occupata di preservare lo stato delle palme adiacenti al monumento ai caduti.

Amaramente ironica, infine, la vicenda di Catarratti e Bisconte che, pronti a ringraziare l’Amministrazione Comunale per il ripristino della linea ATM 41, si sono visti sospendere nuovamente il servizio di trasporto pubblico dopo appena una settimana. Un provvedimento che ha acuito il malcontento, soprattutto in prossimità della stagione invernale con la ripresa delle lezioni scolastiche e le cattive condizioni meteorologiche che rendono ulteriormente disagevole l’impresa di recarsi in centro anche solo per fare la spesa, considerato d’altronde, che il quartiere non gode di negozi o centri commerciali in grado di rendere ovviabile il problema.

Svariati appelli, una realtà in comune: il collasso di una città sull’orlo del baratro. (Sara Faraci)

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