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Calanna: inserire la Città Metropolitana al centro dell’agenda elettorale

Francesca Stornante

Calanna: inserire la Città Metropolitana al centro dell’agenda elettorale

giovedì 26 Aprile 2018 - 14:24
Calanna: inserire la Città Metropolitana al centro dell’agenda elettorale

L'ex commissario della Città Metropolitana Francesco Calanna ha fondato un movimento che non a caso si chiama "Riscossa Metropolitana" che oggi ha lanciato un messaggio rivolto a tutti i candidati sindaco e a tutte le forze politiche in campo

Ripartire dalla Città Metropolitana. Mettere al centro del dibattito elettorale l'importanza di un ente di area vasta che abbraccia tutto il territorio della provincia di Messina, che in questo momento mette alle spalle il concetto di regionalismo a cui siamo stati abituati e che è interlocutore diretto del Governo nazionale e dell'Unione Europea. Tutto questo partendo da un concetto di fondo che sembra sfuggire in questa fase di turbolenta e urlata campagna elettorale: il sindaco di Messina sarà anche sindaco della Città Metropolitana, almeno fino a quando non ci sarà il pronunciamento della Corte Costituzionale. Quindi il ruolo della Città Metropolitana è e dovrà essere cruciale.

È stato questo il messaggio che oggi ha voluto lanciare Francesco Calanna, ex commissario della Città Metropolitana, a nome di un movimento che non a caso è stato ribattezzato "Riscossa Metropolitana". Un appello rinvolto indistintamente a tutti i candidati sindaco e a tutte le forze politiche che si stanno contendendo il governo della città per i prossimi cinque anni. Un'occasione che, ha ripetuto più volte Calanna, voluta non per ufficializzare schieramenti o annunciare appoggi politici nei confronti di uno o di un altro candidato, ma per provare a stimolare un dibattito che deve riguardare tutti indistintamente. L’invito, ha assicurato Calanna, è stato rivolto a tutti i candidati e a tutte le forze politiche ma nell'aula consiliare di Palazzo dei Leoni è risultata ben visibile la massiccia presenza della coalizione di centrosinistra con il Pd che ha risposto a questa chiamata di Calanna: c'erano il candidato sindaco Saitta, i deputati Pietro Navarra e Franco De Domenico, Filippo Panarello, Alessandro Russo, Francesco Palano Quero. Accanto a Navarra anche Giampiero D’Alia, ma anche Michele Bisignano e Michele Limosani. Qualcuno era assente perché impegnato a Palermo con la finanziaria come Cateno De Luca che però si è fatto rappresentare da Roberto Cerreti e da Carlotta Previti, uno degli assessori designati, mancava Dino Bramanti perché contemporaneamente impegnato a presentare un'iniziativa elettorale, ma Calanna non ha esitato a dire che c’era anche qualche assenza “colpevole”.

«Riscossa metropolitana è un movimento d’opinione, di dibattito confronto nato dalla necessità di riaccendere i riflettori sulla riforma che ha portato alle Città metropolitane. Mi sono reso conto, avendo ricoperto il ruolo di commissario, che il dibattito politico amministrativo sulla Città Metropolitana è carente sotto tanti punti di vista, a cominciare da quello culturale. La politica deve rispondere e dire se vogliamo percorrere questo modello di area vasta, ma nell’attesa che arrivi un responso dalla Corte costituzionale che ci dirà se sindaco e consiglio della Città Metropolitana devono essere frutto di elezione diretta oppure no, dobbiamo guardare all’oggi. E oggi il sindaco di Messina sarà il sindaco metropolitano. Il Patto per Messina è un contenitore di risorse per 800 milioni di euro e 25 progetti per lo sviluppo del territorio. Da qui passa gli interventi nei settori strategici, dal dissesto idrogeologico alle scuole, fino alla viabilità. Dunque che cosa hanno intenzione di fare i candidati sindaco? Bisogna rinsavire e bisogna che tutte le forze politiche raccolgano questo messaggio: reinseriamo nell’agenda del confronto la Città metropolitana» ha detto Calanna.

L’ex commissario, fedelissimo di Rosario Crocetta, ha ricordato il lavoro fatto per evitare il dissesto ma ha suonato la sveglia a chi pensa che ogni problema sia stato superato: «Se si ferma questa macchina si fermano tutti gli interventi infrastrutturali. La classe politica di Messina deve rendersi conto che da questo ente passa lo sviluppo di un territorio che comprende 108 comuni e 600 mila cittadini».

Adesso toccherà ai candidati scegliere se raccogliere questo input e farlo diventare prioritario nel dibattito della campagna elettorale.

Francesca Stornante

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