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Arcidiocesi Reggio Calabria – Bova: ufficializzato stemma

Elisabetta Marcianò

Arcidiocesi Reggio Calabria – Bova: ufficializzato stemma

martedì 18 Maggio 2021 - 19:51

Don Morrone da notizia e spiega la simbologia, i contenuti del nuovo stemma dell'Arcidiocesi Reggio Calabria - Bova, legati alla fede, ma anche al mare

Arcidiocesi Reggio Calabria – Bova ha un nuovo stemma, è proprio il presule crotonese a darne notizia; in particolare – rispetto al motto,monsignor Morrone ha scelto un versetto della Lettera di San Paolo ai Corinzi, «collaboratori della vostra gioia». Come sottolinea don Antonio Pompili, vicepresidente dell’Istituto araldico genealogico italiano, con questa espressione «l’apostolo Paolo cerca di assolvere al compito di collaborare con Dio per favorire la gioia dei corinzi. Un programma di vita che vuole assumere anche monsignor Morrone nel suo porsi al servizio della Chiesa affidata alle sue cure pastorali». 

Il ricordo dell’origine

I riferimenti a San Paolo, però, sono anche nella scelta dello stemma episcopale, infatti, monsignor Morrone ricalca il legame inscindibile tra l’Apostolo delle genti e l’arcidiocesi reggino-bovese. «Lo stemma di monsignor Fortunato Morrone si ispira a un preesistente stemma vescovile. A questo sono state apportate opportune modifiche e un’aggiunta di valore simbolico-teologico» spiega don Pompili. Un ricordo, quindi, della diocesi d’origine, ma proiettato alla Chiesa di Reggio.

Richiamo a Reggio

A spiegarne il perché è ancora il vicepresidente dell’Istituto araldico genealogico italiano: «Lo stemma di monsignor Morrone vuole richiamare i luoghi della sua origine e anche la sede che è chiamato a servire come arcivescovo. Reggio Calabria, circondata da un mare intenso e cristallino, da sempre crocevia di popoli, luogo di incontro e di scambi culturali.

Il mare come simbolo

Il mare, nella vastità che esso naturalmente richiama, è simbolo dell’annuncio del Vangelo che Gesù risorto affidò ai suoi apostoli e ai loro successori, un annuncio che è per tutti i popoli». Ed ecco, come anticipato, il riferimento a San Paolo: «Animato dal desiderio di portare a tutti questo annuncio, l’apostolo Paolo navigò tutto il Mediterraneo, per giungere infine a Roma, costeggiando Reggio, come testimoniato dagli Atti degli Apostoli: “Circumlegentes Devenimus Rhegium” (“Costeggiando giungemmo a Reggio” – Atti 28,13)».

Il simbolo del chicco

Sotto il profilo teologico “il cuore di questo annuncio è il mistero pasquale di Gesù Cristo, morto e risorto. Egli è il chicco di grano che caduto in terra muore per produrre frutto, cioè la vita in abbondanza per quelli che credono in lui. L’immagine del chicco di grano che con la sua morte rivela una fecondità inaudita si trova nel Vangelo secondo Giovanni» evidenzia don Pompili.«Nella composizione araldica il chicco di frumento che si spacca produce un germoglio di aspetto cruciforme, proprio per ricordare Cristo che si è offerto sulla croce che si è manifestata la sua gloria ed è esplosa la vita per tutti quelli che credono in lui. – conclude.

Infine le tre stelle

La piantina si innalza verso le tre stelle che richiamano il mistero della Santissima Trinità. Cristo che con la sua croce ha glorificato il Padre ed è innalzato a quella gloria che aveva accanto al Padre prima della creazione del mondo, innalza con la vitalità dello Spirito Santo il cristiano, introducendolo nel mistero dell’amore trinitario di Dio».S


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