"E' uno scherzo di Carnevale", tuona Forza Italia. "Il 4 dicembre ha dimostrato che c'è la volontà degli italiani di tornare a votare e di non delegare" scrive Sicilia Futura Psi. Per il rinvio del voto e per il ritorno all'elezione diretta dei vertici delle ex province anche Ncd e Lista Musumeci.
Crocetta conferma le elezioni ma l’Ars va in direzione opposta e con ogni probabilità non si andrà al voto il 26 febbraio per i Consigli Metropolitani ed i Liberi Consorzi.
Anzi, l’orientamento dell’Assemblea non è un nuovo rinvio (il quarto) ma una modifica della riforma con l’introduzione dell’elezione diretta invece che quella di secondo livello prevista dalla norma-pasticcio varata in 3 anni di chiacchiere.
La “tentazione” di un rinvio nei giorni scorsi è stata supportata da un motivo più che valido: il sindaco metropolitano di Palermo, Leoluca Orlando, con una nota ha evidenziato come, confermare le elezioni per il Consiglio Metropolitano il 26 febbraio, sarebbe uno spreco di denaro e di tempo. A giugno infatti si terranno le amministrative a Palermo, pertanto il Consiglio Metropolitano sarebbe in carica appena 90 giorni, e si dovrebbe tornare al voto subito dopo.
A questo punto si è posto il problema di rinviare le elezioni solo per Palermo o anche per Catania e Messina o infine pure per i Liberi Consorzi.
Nel frattempo il fronte di chi è contrario anche all’elezione di secondo livello si è ampliato e i capigruppo Ars stanno ipotizzando una “riforma della riforma” che metta anche una pezza ad una delle normative più pasticciate che si siano viste nell’isola.
Crocetta però, che considera la riforma delle ex Provincie una sua “creatura” sin da quando la annunciò come cosa fatta a L’Arena di Giletti nel marzo del 2013, non intende cedere e la giunta ieri pomeriggio ha “ fissato per il 26 febbraio la data
delle elezioni come previsto dalla legge regionale vigente. Eventuali proposizioni di modifiche legislative non possono interferire sulle decisioni dell'esecutivo, che deve rispettare le leggi.Si rappresenta che la legge nazionale, pur prevedendo la possibilità di elezioni dirette di primo grado, esclude tale possibilità in fase di prima
applicazione per cui chi oggi propone la modifica della data, di fatto nega
questa possibilità. La legge Delrio parla chiaro, in fase di prima applicazione l'elezione è di secondo grado”.
Il governo lancia quindi il guanto della sfida all’Ars che però già attraverso la conferenza dei capigruppo ha deciso di procedere in direzione opposta. Se parte del Pd è con il governatore, Forza Italia, Musumeci, Ncd sono contrari e adesso anche Sicilia Futura-Psi con una nota dice stop alle urne di febbraio. L’idea non è solo quella di un rinvio ma anche di una profonda modifica alla riforma elefantiaca, partorita dopo una serie di bozze e provvedimenti impugnati dal governo Renzi ed in estremo ritardo rispetto sia agli annunci che alla Delrio. Il nodo centrale resta l’elezione diretta dei sindaci metropolitani e dei presidenti dei Liberi Consorzi, che invece attualmente è lasciata in mano ai consiglieri dei comuni degli Enti intermedi. Il meccanismo del voto ponderato inoltre è farraginoso e di non semplice applicazione.
“Non c’è alcun vincolo disposto dalla legge nazionale per impedire in Sicilia l’elezione diretta dei presidenti dei Liberi consorzi e dei Sindaci metropolitani, nonché dei consiglieri di questi Enti. commenta il vicecapogruppo di Forza Italia Vincenzo Figuccia-. La potestà normativa in materia elettorale in Sicilia è esclusiva, il presidente della regione dovrebbe saperlo. Piuttosto appare risibile e poco credibile la fissazione delle elezioni il giorno di carnevale, come ha deciso oggi
Crocetta. Si deduce che sarà uno scherzo. Le elezioni nelle ex province sono state rinviate parecchie volte durante questa legislatura per l’inefficienza di questo governo regionale. Ora abbiamo invece una possibilità concreta, con il ddl che ho già
depositato, di reintrodurre l’elezione diretta nei Liberi consorzi e nelle Città metropolitane. Facendo partire sin da subito l’iter, la nuova legge potrebbe consentire di votare con il suffragio universale già a giugno con il turno delle amministrative”.
Favorevoli al rinvio ed all’elezione diretta anche gli Ncd. Del resto il deputato regionale Nino Germanà in questi anni non ha mai fatto mistero di essere contrario sia all’elezione di secondo livello che alla stessa abolizione delle province così com’è stata concepita e che in Sicilia sta portando solo disagi e disservizi ai cittadini. Per Germanà la Regione, oggi troppo elefantiaca, dovrebbe invece decentrare maggiormente nel territorio.
A dire no alle elezioni il 26 febbraio è anche l’intergruppo Sicilia Futura-Psi che proprio su questo tema ha tenuto la prima riunione congiunta.
"Nella recente consultazione referendaria la maggioranza degli italiani, e dei siciliani, ha bocciato, tra le altre, la riforma che aboliva le Province, con ciò evidentemente intendendo confermarle- scrivono in una nota firmata dagli 11 deputati dell’intergruppo, Beppe Picciolo e Giovanni Di Giacinto- Appare chiaro che i Liberi Consorzi e le Città Metropolitane così come concepiti, non rispondano al comune sentire della popolazione. Oggi pensare di votare i loro organismi con elezioni di secondo livello appare ulteriormente controproducente. Crediamo sia più rispettoso e coerente rinviare queste elezioni e garantire la rappresentanza diretta degli organismi amministrativi attraverso elezioni a suffragio universale che coinvolgano direttamente tutti i cittadini, senza distinzioni e in tutti territori delle ex province".
Più che probabile che Crocetta non vada ad una prova di forza perché i numeri a questo punto potrebbero non esserci ed in Assemblea non avrebbe la maggioranza.
Solo Sicilia Futura Ps ha 11 deputati, più gli Ncd, Forza Italia, Lista Musumeci e gli altri gruppi contrari (compresa una parte del Pd), un braccio di ferro, nell’anno delle Regionali non conviene a nessuno. Il M5S ha sempre contestato parte della riforma ed infatti nei mesi scorsi aveva annunciato di non voler presentare liste di consiglieri comunali nei Liberi Consorzi. Al di là quindi della delibera che fissa la data, quel 26 febbraio traballa visibilmente ed è destinato a durare poco.
Rosaria Brancato
