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La Tares ha premiato 10 mila famiglie, più di 6 mila hanno usato le isole ecologiche

Francesca Stornante

La Tares ha premiato 10 mila famiglie, più di 6 mila hanno usato le isole ecologiche

martedì 16 Settembre 2014 - 23:22
La Tares ha premiato 10 mila famiglie, più di 6 mila hanno usato le isole ecologiche

Riduzioni e agevolazioni della Tares saranno mantenuti anche nella Tari e anzi si stanno apportando alcuni correttivi. I messinesi virtuosi che hanno usato le isole o le compostiere troveranno lo sconto sulle bollette Tasi. La lotta all'evasione ha portato circa 2 mila nuove utenze in più rispetto al 2013. E' il quadro che emerge da una relazione dell'assessore Signorino allegata al piano tariffario Tasi.

Il regolamento è stato approvato in fretta e furia una decina di giorni fa perché c’era da rispettare la scadenza fissata dal Ministero dell’Economia e della Finanza per la parte che riguardava la Tasi, tassa sui servizi indivisibili. Il Consiglio comunale sembrava deciso a chiudere anche la partita Tari, la dolente tassa sui rifiuti, nel giro di pochi giorni ma la confusione su piano di riequilibrio, i ritardi sul bilancio consuntivo 2013 e la nomina del commissario ad acta, hanno scombussolato l’aula. Questa sera alle 19 tornerà a riunirsi il Consiglio, il primo punto all’ordine del giorno è proprio il resoconto finanziario 2013, al momento però non ci sono ancora quegli emendamenti che l’amministrazione ha assicurato per rimodulare quei punti che hanno causato il parere negativo del collegio dei Revisori dei conti. A quanto pare però servono ancora dei giorni. Dunque questa sera in aula, a parte discutere, si potrà fare poco su questo fronte.

Resta invece in ballo la Tari. Il Consiglio deve dare il via libera al piano tariffario, un passaggio importantissimo per i messinesi che così scopriranno a quanto ammonterà la nuova tassa sui rifiuti. Si sa già che il risparmio rispetto alla Tares sarà quasi impercettibile, poiché il costo totale del servizio da coprire ammonta a 43,9 milioni, contro i 44 dello scorso anno. Amministrazione e Consiglio, in sede di approvazione del regolamento, hanno cercato di prevedere sconti e riduzioni per aiutare quanto più possibile il maggior numero di famiglie e attività imprenditoriali, molto però passerà proprio dal piano tariffario.

In attesa quindi di scoprire quanto pagheranno i messinesi e soprattutto quante e quali riduzioni ci saranno a disposizione, proviamo a spulciare alcune cifre che fotografano la situazione lasciata dalla Tares che di sicuro ha avuto un merito: far crescere il numero dei messinesi che usano le isole ecologiche e che pian piano si sono avvicinati alla raccolta differenziata, grazie all’incentivo degli sconti inseriti per premiare i comportamenti virtuosi.

Secondo le informazioni rese dal Dipartimento Tributi con la Tares 2013 sono state concesse esenzioni totali che hanno raggiunto 1.252 famiglie in difficoltà economica. Oltre mille nuclei dunque non hanno pagato un centesimo di Tares. Ci sono state poi 1.771 famiglie che hanno beneficiato di una esenzione parziale per i 2/3 della tariffa, quindi hanno pagato una Tares super scontata. Per quanto riguarda invece i comportamenti virtuosi sono state circa 700 le famiglie, censite dall’Ato3, che grazie al compostaggio domestico possono usufruire dello sconto, mentre sono state registrate 6.510 famiglie che hanno utilizzato le isole ecologiche. La Tares prevedeva il 25% di riduzione sulla quota variabile del tributo per le famiglie che hanno portato l’immondizia alle isole ecologiche, a patto che si dimostrasse una quantità non inferiore a 7 kg mensili per ogni singolo componente del nucleo. 30% in meno, sempre sulla parte variabile, per chi ha invece usato la compostiera. Per questo 2014 quelle percentuali sono cambiate, con la ferma intenzione di andare ulteriormente incontro alle esigenze dei messinesi e incentivare così ancor di più quella raccolta differenziata che purtroppo oggi è ancora ferma al 5%. Con la Tari 35% di sconto per i nuclei familiari che conferiranno i rifiuti nelle isole ecologiche e novità rispetto allo scorso anno: dai 7 kg mensili a persona necessari per usufruire dello sconto si scende a 5 kg. Per il compostaggio domestico invece detrazione del 35% sulla quota variabile per chi dimostra di avere una compostiera.

In generale con la Tares le agevolazioni, riduzioni ed esenzioni hanno raggiunto oltre 10.000 utenze domestiche. Chi però rientra tra i virtuosi non ha ancora visto concretizzarsi quello sconto. Il Dirigente del Dipartimento Tributi Romolo Dell’Acqua ha spiegato che questa quota verrà automaticamente detratta dalle bollette della Tasi. Dunque, per esempio, basta prendere i bollettini della vecchia Tares, leggere a quanto ammontava la quota variabile e calcolare il 25% su quella quota (per chi ha portato i rifiuti alle isole) per conoscere quanto si risparmierà. Giusto per fare esempio, se la parte variabile della Tares ammontava a 200 euro, il risparmio sarà di 50 euro.

Dando uno sguardo invece alle utenze non domestiche si scopre che sono state 146 ad aver fruito di riduzioni per autosmaltimento dei rifiuti, per un importo complessivo di circa 56.000 euro. Senza dimenticare che le utenze domestiche sono state agevolate anche con riduzione del 40% della quota variabile della tariffa in relazione alla superficie dell’immobile destinata alla produzione di rifiuti speciali assimilabili. Una riduzione che non solo è stata confermata anche nella Tasi ma estesa, in modo da riguardare anche la componente fissa della tariffa.

Un altro tassello su cui nei giorni scorsi l’assessore al Bilancio Guido Signorino ha fortemente puntato è stata l’attività di contrasto dell’evasione che dovrebbe dare qualche risultato. Salta fuori che nel 2014, rispetto allo scorso anno la platea dei contribuenti ha visto un incremento di 1.932 utenze domestiche, con un aumento della superficie tassabile di mq 189.280 e di 42.678 mq per le non domestiche. Tale incremento, ha spiegato l’assessore, è dovuto sia all’attività di accertamento sulle utenze, sia all’autodenuncia di nuovi utenti. Tutti questi fattori dovranno inevitabilmente consentire una maggiore ripartizione del carico tariffario.

I messinesi aspettano in trepidazione e con un inevitabile velo di preoccupazione. Ma l’attesa non dovrebbe essere lunga, considerato anche che dilatare ulteriormente i tempi significa ritardare il momento in cui il gettito della tassa inizierà a entrare nelle casse del Comune, dando linfa e risorse che ad oggi non ci sono.

Francesca Stornante

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8 commenti

  1. Come sappiamo Francesca STORNANTE si occupa di economia,i suoi articoli sono puntuali e ricchi di numeri,sicuramente ha analizzato a fondo la relazione di SIGNORINO allegata al piano tariffario,di cui non c’è ancora traccia nel sito di Palazzo Zanca.Perchè Francesca STORNANTE non ci da alcuni numeri? La risposta è semplice,non li trova nella relazione.Sarebbe interessante per i messinesi conoscere il numero delle utenze non domestiche UND,distinto per categoria di attività,sono TRENTA;di quelle domestiche UD sappiamo il numero del 2013, 92.881 + 2.045 autodenunciati 2014 = 94.926. Perchè Romolo Dell’Acqua NASCONDE i numeri delle UND? I messinesi vogliono conoscere accanto al valore della superficie di ogni singola categotia di attività il numero di utenti di quella categoria.Faccio due esempi,per la categoria 11 (uffici,agenzie,studi professionali)fu conteggiata nel 2013 una superficie pari a 576.165 mq,non sappiamo il corrispondente numero utenti censiti, per la 24 (bar,pasticcerie) 54.869 mq, ma il numero? In ogni caso autodenunce per 42.679 mq delle UND sono un misero 2,% del valore censito nel 2013 pari a 2.094.214 mq, mentre i 189.280 mq delle UD sono il 2,3% degli 8.129.375 mq censiti sempre l’anno scorso.I numeri delle UD sono credibili statisticamente,il rapporto con le UND è 3,8, cioè a 100.000 mq di UD corrispondono 26.315 mq di UND, su 100% di superficie il 79,6% sono UD e il 20,4% UND. BRAVA Francesca, pubblica i documenti in tuo possesso, come sai bene l’IGNORANZA UCCIDE LE MENTI.

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  2. Come sappiamo Francesca STORNANTE si occupa di economia,i suoi articoli sono puntuali e ricchi di numeri,sicuramente ha analizzato a fondo la relazione di SIGNORINO allegata al piano tariffario,di cui non c’è ancora traccia nel sito di Palazzo Zanca.Perchè Francesca STORNANTE non ci da alcuni numeri? La risposta è semplice,non li trova nella relazione.Sarebbe interessante per i messinesi conoscere il numero delle utenze non domestiche UND,distinto per categoria di attività,sono TRENTA;di quelle domestiche UD sappiamo il numero del 2013, 92.881 + 2.045 autodenunciati 2014 = 94.926. Perchè Romolo Dell’Acqua NASCONDE i numeri delle UND? I messinesi vogliono conoscere accanto al valore della superficie di ogni singola categotia di attività il numero di utenti di quella categoria.Faccio due esempi,per la categoria 11 (uffici,agenzie,studi professionali)fu conteggiata nel 2013 una superficie pari a 576.165 mq,non sappiamo il corrispondente numero utenti censiti, per la 24 (bar,pasticcerie) 54.869 mq, ma il numero? In ogni caso autodenunce per 42.679 mq delle UND sono un misero 2,% del valore censito nel 2013 pari a 2.094.214 mq, mentre i 189.280 mq delle UD sono il 2,3% degli 8.129.375 mq censiti sempre l’anno scorso.I numeri delle UD sono credibili statisticamente,il rapporto con le UND è 3,8, cioè a 100.000 mq di UD corrispondono 26.315 mq di UND, su 100% di superficie il 79,6% sono UD e il 20,4% UND. BRAVA Francesca, pubblica i documenti in tuo possesso, come sai bene l’IGNORANZA UCCIDE LE MENTI.

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  3. PIANO DI EQUILIBRIO o DISSESTO,cosa deciderà la Corte dei Conti?Le criticità sono note pure alle pietre.ELENCHIAMOLI. 1)Una persistente difficoltà nel riscuotere le entrate proprie. 2)Il cronico ricorso all’anticipazione di tesoreria,rivela una incapacità strutturale di far fronte ai normali pagamenti. 3)Il mantenimento in bilancio di una quota elevata di residui attivi dei Titoli 1 e 3 di dubbia esigibilità e in grado di incidere in misura determinante sul risultato d’amministrazione. 4)La mancanza di una fedele rappresentazione contabile dei rapporti con le società partecipate,MessinAmbiente e ATM in particolare. 5)La presenza di debiti fuori bilancio di rilevante ammontare e di passività ancora da riconoscere. 6)Un consistente indebitamento. Mi fermo per non infierire.Le misure correttive del PIANO soddisferanno la Corte? Mettiamoci nei panni dei magistrati contabili,e facciamo un elenco di misure auspicate e non presenti nel piano. 1)Il numero delle MISURE è sufficiente,sono 11,appare insufficiente quello delle AZIONI,sono soltanto NOVE riassunte in due MISURE,la Corte è abituata a piani con oltre TRENTA AZIONI. 2)Manca la PERCENTUALE relativa alla RIDUZIONE della spesa corrente per l’INTERVENTO 03,sono PRESTAZIONI DI SERVIZI. 3)Manca l’IMPEGNO di finanziare gran parte dell’INTERVENTO 05,sono TRASFERIMENTI,con entrate proprie. 4)Sulla spesa per il PERSONALE mancano le riduzioni sui BUONI PASTO e su una parte della RETRIBUZIONE ACCESSORIA. 5)Il piano non associa alcun valore agli eventuali introiti provenienti dalla cessione delle partecipazioni societarie,questo è l’impegno che la Corte voglia leggere tra le misure destinate al risanamento.Parlo di dismissione della partecipazione del Comune,mi riferisco ai pezzi da novanta,MessinAmbiente e ATM. La Messina di oggi non ha la forza economica e politica per reggere un VERO piano di risanamento,ma anzitutto non ha la coesione sociale necessaria, siamo individualisti egoisti,l’interesse generale ci è sconosciuto,l’isola pedonale,i tir,l’evasione dei tributi,l’aggressione legale,il cesso sui marciapiedi,ne sono la prova provata.Non sono compiaciuto a scrivere queste riflessioni. DISSESTO? CHE DISSESTO SIA,il prezzo salato sarà pagato democraticamente da tutti.

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  4. PIANO DI EQUILIBRIO o DISSESTO,cosa deciderà la Corte dei Conti?Le criticità sono note pure alle pietre.ELENCHIAMOLI. 1)Una persistente difficoltà nel riscuotere le entrate proprie. 2)Il cronico ricorso all’anticipazione di tesoreria,rivela una incapacità strutturale di far fronte ai normali pagamenti. 3)Il mantenimento in bilancio di una quota elevata di residui attivi dei Titoli 1 e 3 di dubbia esigibilità e in grado di incidere in misura determinante sul risultato d’amministrazione. 4)La mancanza di una fedele rappresentazione contabile dei rapporti con le società partecipate,MessinAmbiente e ATM in particolare. 5)La presenza di debiti fuori bilancio di rilevante ammontare e di passività ancora da riconoscere. 6)Un consistente indebitamento. Mi fermo per non infierire.Le misure correttive del PIANO soddisferanno la Corte? Mettiamoci nei panni dei magistrati contabili,e facciamo un elenco di misure auspicate e non presenti nel piano. 1)Il numero delle MISURE è sufficiente,sono 11,appare insufficiente quello delle AZIONI,sono soltanto NOVE riassunte in due MISURE,la Corte è abituata a piani con oltre TRENTA AZIONI. 2)Manca la PERCENTUALE relativa alla RIDUZIONE della spesa corrente per l’INTERVENTO 03,sono PRESTAZIONI DI SERVIZI. 3)Manca l’IMPEGNO di finanziare gran parte dell’INTERVENTO 05,sono TRASFERIMENTI,con entrate proprie. 4)Sulla spesa per il PERSONALE mancano le riduzioni sui BUONI PASTO e su una parte della RETRIBUZIONE ACCESSORIA. 5)Il piano non associa alcun valore agli eventuali introiti provenienti dalla cessione delle partecipazioni societarie,questo è l’impegno che la Corte voglia leggere tra le misure destinate al risanamento.Parlo di dismissione della partecipazione del Comune,mi riferisco ai pezzi da novanta,MessinAmbiente e ATM. La Messina di oggi non ha la forza economica e politica per reggere un VERO piano di risanamento,ma anzitutto non ha la coesione sociale necessaria, siamo individualisti egoisti,l’interesse generale ci è sconosciuto,l’isola pedonale,i tir,l’evasione dei tributi,l’aggressione legale,il cesso sui marciapiedi,ne sono la prova provata.Non sono compiaciuto a scrivere queste riflessioni. DISSESTO? CHE DISSESTO SIA,il prezzo salato sarà pagato democraticamente da tutti.

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  5. I nuclei familiari “dichiarati” se nn sbaglio sono 103.000… Dunque se 6.000 famiglie hanno usato l’isola ecologica siamo sotto il 6%. Non mi pare un gran successo…

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  6. I nuclei familiari “dichiarati” se nn sbaglio sono 103.000… Dunque se 6.000 famiglie hanno usato l’isola ecologica siamo sotto il 6%. Non mi pare un gran successo…

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  7. FRANCESCA STORNANTE debbo notare che i commenti di MARIEDIT vengono pubblicati subito, anche se chilometrici!!! Quelli miei invece, in passato, in risposta a MARIEDIT sono stati non approvati e addirittura fatti scomparire, dopo essere stati elencati nei TUOI COMMENTI. Ciò dimostra che il BINOMIO MARIEDIT-STORNANTE impera ALLA FACCIA DELLA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE!!!!!!!

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  8. FRANCESCA STORNANTE debbo notare che i commenti di MARIEDIT vengono pubblicati subito, anche se chilometrici!!! Quelli miei invece, in passato, in risposta a MARIEDIT sono stati non approvati e addirittura fatti scomparire, dopo essere stati elencati nei TUOI COMMENTI. Ciò dimostra che il BINOMIO MARIEDIT-STORNANTE impera ALLA FACCIA DELLA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE!!!!!!!

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