Il comitato "Non sono indifferente" e le associazioni ambientaliste lanciano una raccolta firme: "A rischio la tenuta dei costoni e la salute dei cittadini"
Una mobilitazione per fermare le motoseghe lungo le autostrade siciliane. Dopo le tante proteste e le diffide inviate al Cas, Consorzio Autostrade Siciliane, le principali sigle ambientaliste — tra cui Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Associazione Serapide e Wwf — insieme al comitato “Non sono indifferente”, hanno lanciato una raccolta firme online per bloccare l’abbattimento massivo di migliaia di alberi ad alto fusto.
“Un patrimonio di 70 anni a rischio”
A dare voce alla protesta è il messinese Vincenzo Jannuzzi, che ha inviato una lettera all’assessore regionale Alessandro Aricò e ai vertici del Cas. “In questi ultimi mesi ho assistito al taglio massivo di alberi ad alto fusto lungo tutto il percorso della A20, sulla tangenziale di Messina e anche sulla Messina – Catania”, scrive Jannuzzi. Si tratta di un intervento finanziato con oltre 3 milioni di euro, motivato dal Cas come necessario per “eliminare potenziali pericoli a persone o cose”.
Ma gli ambientalisti non ci stanno: “È incredibile che il consorzio autostradale, che non riesce a garantire un efficiente stato della rete, abbia stanziato più di 3 milioni di euro non al fine di riparare le buche ma quello di privare la comunità di un grande patrimonio”.
Battaglia legale e rischi idrogeologici
Il cuore della protesta riguarda la legittimità dei tagli e le possibili conseguenze sul territorio. Secondo il comitato, l’abbattimento indiscriminato nelle mezzerie, sui costoni e nelle piazzole di sosta violerebbe diverse sentenze: La perizia obbligatoria: “Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 9178 del 2022, ha sancito che prima di procedere all’abbattimento sia necessaria per legge una perizia per ogni albero, che ne attesti l’irreversibilità delle condizioni fitosanitarie”; il Diritto alla salute: Viene citata la sentenza del Tribunale di Torino del 2024, secondo cui “gli alberi non sono arredo, non sono variabili sacrificabili, non sono un dettaglio tecnico. Sono infrastrutture ambientali essenziali, direttamente connesse al diritto alla salute”.
Le associazioni avvertono inoltre sui pericoli concreti: “Gli alberi servono a evitare frane e dissesti geologici. Tagliarli dai costoni comporta gravi rischi di smottamenti del terreno”.
La tutela della fauna e il periodo di nidificazione
Un altro punto critico sollevato riguarda il tempismo dei lavori. Da metà marzo, infatti, la legge 157/1992 vieta la distruzione dei nidi: “Gli alberi sono l’habitat naturale per uccelli ed altri animali. La distruzione dei nidi è vietata e in questo periodo è sconsigliato persino potare per proteggere la nidificazione”.
