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Il Cirs: “Da 30 anni operiamo con correttezza nella formazione ma siamo stati tagliati fuori”

Il Cirs: “Da 30 anni operiamo con correttezza nella formazione ma siamo stati tagliati fuori”

sabato 15 Ottobre 2016 - 22:06
Il Cirs: “Da 30 anni operiamo con correttezza nella formazione ma siamo stati tagliati fuori”

La presidente Maria Celeste Celi scrive alla Regione chiedendo la modifica della riforma: "A testa alta possiamo dire che siamo rimasti indenni da qualsiasi provvedimento giudiziario e godiamo di stima, fiducia e apprezzamento. Abbiamo 50 anni di storia alle spalle, ma la riforma si è rivelata una falcidia insensata che causerà danni sociali"

La presidente del Cirs (Comitato Italiano reinserimento sociale) Maria Celeste Celi scrive al presidente Crocetta, al presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, all’assessore regionale alla formazione Marziano, al sindaco Accorinti ed al prefetto Francesca Ferrandino per segnalare le drammatiche conseguenze dell’esclusione del Cirs dalla graduatoria dell’Avviso 8 e quindi dai finanziamenti europei.

“La riforma della Formazione, che avrebbe dovuto essere la panacea e, comunque, il riconoscimento delle buone prassi, si è rivelata una falcidia senza criterio. Il nostro comitato, attivo da cinquant’ anni nel recupero della marginalità, e da oltre trenta nella campo della formazione professionale ha sempre operato in modo puntuale e corretto e ciò è testimoniato dalla stima che godiamo tra la gente e, soprattutto, dal riconoscimento unanime delle migliaia di formati che, grazie ai nostri corsi, hanno trovato lavoro a Messina e in altre città. Eppure tutto questo è stato ripagato dalla Regione siciliana con il totale disconoscimento, seppur con una valutazione ancora provvisoria, dei nostri corsi e in particolare di sei corsi progettati nelle aree professionali agro-alimentare, turismo e sport e servizi alla persona.Il Cirs di Messina lo possiamo dire a testa alta è rimasto indenne da qualsiasi provvedimento amministrativo e giudiziario e godiamo della stima, della fiducia e dell’apprezzamento di tutti gli enti territoriali con i quali abbiamo lavorato e lavoriamo: tribunali, Comune di Messina, Asp, servizi sociali, centri per tossicodipendenti, scuole di ogni ordine e grado, ospedali e anche tantissime famiglie. Oggi, invece,veniamo tagliati fuori . Tutto questo dovrebbe fare riflettere le istituzioni che devono assumersi la responsabilità delle ripercussioni sociali, decidendo di togliere alla città e alle famiglie un servizio di prevenzione. Questo provocherà danni gravissimi a oltre un centinaio di cosiddetti giovani ‘Neet’, che non lavorano e studiano, i quali con interesse si sono avvicinati ai nostri corsi per avere una concreta possibilità di apprendere nuove competenze spendibili nel mondo del lavoro. Enormi disagi avranno, inoltre, le famiglie coinvolte nel circuito della dispersione, fenomeno con recrudescenza importante a Messina, che perdono uno tra i pochi strumenti messi a disposizione dalle istituzioni per supportarle nel percorso di regolarizzazione della frequenza scolastica. Senza dimenticare il mondo della diversa abilità che viene minato dalla scomparsa di un’offerta variegata in cui ritrovare la corretta risposta alle multiformi istanze di questa fascia debole e quasi per nulla protetta dalla società. La macelleria sociale è servita: non possiamo dimenticare quello che si sta facendo con i lavoratori espulsi dalla formazione che, dall’oggi al domani si ritroveranno senza occupazione lavorativa, diventando improvvisamente categoria a rischio sociale per l’incapienza del mercato del lavoro a reimpiegarli in altro. A questo punto chiediamo con forza al presidente Crocetta e all’assessore Marziano riveda la riforma”

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2 commenti

  1. MessineseAttenta 17 Ottobre 2016 10:05

    Hanno fatto benissimo.

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  2. MessineseAttenta 17 Ottobre 2016 10:05

    Hanno fatto benissimo.

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