Dopo traumatologia, si teme il trasferimento di altri reparti. A rischio Nefrologia e Cardiologia. Giuffrida garantisce: «Non è prevista una diminuzione di posti letto».
All’indomani della visita dell’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, con la quale a Messina si sono aperti spiragli (o presunti spiragli) sul futuro della riforma sanitaria in Sicilia, a Palazzo Longano si fa ancora fatica a “digerire” il procedimento amministrativo finalizzato al trasferimento dell’attività di Traumatologia dal presidio barcellonese al vicino ospedale di Milazzo. Una manovra, l’ennesima, indirizzata all’esecuzione del piano di rientro sanitario della Regione. Ma il sindaco Nania vuole vederci chiaro sul futuro del “Cutroni Zodda”. E «a difesa dell’ospedale», ha convocato per domani, alle ore 18.30, di comune accordo con il presidente del consiglio comunale, Francesco Crinò, assessori, consiglieri e operatori del settore. È invitata a partecipare anche la cittadinanza. Si temono, infatti, ulteriori tagli e il trasferimento di altri reparti. In particolare, sono a rischio Nefrologia e Cardiologia, due unità che si sono costituite senza l’autorizzazione dell’assessorato regionale. Sempre in conformità col piano di rientro, dovrebbe poi attuarsi quell’unificazione di unità similari tra strutture sanitarie prossime, che prevede la definitiva istituzione di una branca medica presso il presidio di Barcellona, con il trasferimento di Medicina e Neurologia da Milazzo, e di una branca chirurgica presso il presidio di Milazzo. Anche se l’Asp non ha ancora prodotto nessun atto ufficiale, presso il nosocomio barcellonese – anticipa il direttore generale Giuffrida – si intende mantenere una divisione di chirurgia in grado di garantire le funzioni di traumatologia e cardiologia per 12 ore al giorno (con reperibilità per la notte). «Non è prevista, però – garantisce Giuffrida – una diminuzione di posti letto». Secondo le direttive della riforma, anche presso il presidio di Barcellona, dovrà sorgere inoltre un’unità territoriale di assistenza primaria (UTEP) in cui integrare le prestazioni sanitarie di specialisti, medici di famiglia, guardie mediche e infermieri.
