Barcellona, si apre uno spiraglio per l'edilizia giudiziaria ma le carenze d'organico rimangono - Tempo Stretto

Barcellona, si apre uno spiraglio per l’edilizia giudiziaria ma le carenze d’organico rimangono

Alessandra Serio

Barcellona, si apre uno spiraglio per l’edilizia giudiziaria ma le carenze d’organico rimangono

mercoledì 19 Giugno 2019 - 07:30
Barcellona, si apre uno spiraglio per l’edilizia giudiziaria ma le carenze d’organico rimangono

Vertice a Roma col sottosegretario alla giustizia Ferraresi dopo l'allarme lanciato dal procuratore capo Crescenti

Si apre uno spiraglio per l’edilizia giudiziaria a Barcellona. C’è infatti uno studio di fattibilità per un palagiustizia satellite che andrebbe ad affiancarsi all’edificio già esistente che ospita Tribunale e Procura insieme agli altri uffici giudiziari del circondario. Studio di fattibilità che deve però ancora arrivare al Demanio. Il progetto non sembra però impossibile da realizzarsi e potrebbe trovare sbocco concreto.

La novità è venuta fuori durante il confronto a Roma tra i “vertici”giudiziari di Barcellona e il Ministero della Giustizia. Pochi giorni fa il presidente del Tribunale Giovanni De Marco e il procuratore capo Emanuele Crescenti hanno incontrato il  sottosegretario Vittorio Ferraresi per affrontare il problema delle difficoltà ad amministrare la giustizia nel circondario, che Crescenti ha illustrato a noi in una intervista di qualche settimana fa (l’intervista)

All’incontro erano presenti anche  insieme al sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa e la senatrice Grazia D’Angelo. I magistrati hanno ribadito le grosse carenze d’organico, in particolare quelle relative alla Procura, dove sono “in partenza” 3 sostituti su quattro. Carenze che si manifestano ciclicamente. I rappresentanti del Governo si sono impegnati ad affrontare il problema, ed hanno invitato sia il presidente del Tribunale che il Procuratore a formalizzare le loro richieste, alle quali sarà data risposta.

“Il problema – ribadisce Crescenti – non sono soltanto le carenze d’organico. Il settore amministrativo è per lo più a pieno rango – spiega – il problema è che il personale previsto non basta a fare fronte alle esigenze. Quindi o si ridisegnano le piante organiche o si ridefinisce la geografia giudiziaria avendo il coraggio di cancellare una sede. Se invece la si vuole mantenere perché si ritiene utile ed essenziale, soprattutto per alcune materie importanti come quelle ambientali e di pubblica amministrazione, allora bisogna farla funzionare”.

La nota ufficiale della D’Angelo e di Villarosa, diffusa dopo l’incontro, è di tono più ottimista: “I problemi affrontati sono stati numerosi, dalla ormai critica carenza di personale amministrativo e di magistrati sia per il Tribunale che per la Procura, alle preoccupanti statistiche legate ai trasferimenti di giudici che dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto preferiscono sempre altre strutture superati i 3 anni ed infine le gravissime problematiche legate alla struttura in sé che andrebbe ristrutturata e sul quale, insieme al MEF, stiamo cercando di intervenire.”

“Già sono arrivate le prime risposte – annunciano – perché è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.136 del 12 giugno 2019 il provvedimento che dispone lo scorrimento della graduatoria per 903 assistenti giudiziari e l’assunzione attraverso un nuovo concorso di circa 1850 funzionari giudiziari. Sarà una risposta importante alle carenze di personale, che purtroppo sono comuni a tutte le strutture italiane, per potenziare nel minor tempo possibile gli uffici giudiziari e assicurarne la piena funzionalità”.

Uno scorrimento di graduatoria importante per tutte le sedi di giustizia, ma che non riguarda specificamente il caso Barcellona.

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