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La procreazione medicalmente assistita, tra giurisprudenza, scienza ed etica

Letizia Salvo

La procreazione medicalmente assistita, tra giurisprudenza, scienza ed etica

domenica 08 Maggio 2016 - 06:12
La procreazione medicalmente assistita, tra giurisprudenza, scienza ed etica

“La procreazione medicalmente assistita. Bilancio di un’esperienza, problemi e prospettive” , due giorni di dibattiti dedicati alla tematica affrontandola sotto i diversi aspetti.

Si è concluso nell’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza, il terzo incontro della due giorni dedicata al tema caldo de “La procreazione medicalmente assistita. Bilancio di un’esperienza, problemi e prospettive”, organizzata dal Prof. Stefano Agosta e dal Prof. Giacomo d’Amico, docenti del Dip. di Giurisprudenza dell’Università di Messina, in collaborazione con il C.U.M.I. e l’Ordine degli Avvocati di Messina. ‘ Anche l’Ordine ha accolto con entusiasmo la proposta di compartecipazione – afferma Giovanni Villari, delegato della Formazione permanente dell’Ordine degli Avvocati di Messina -Il dialogo su temi così importanti, può favorire una proposta formativa completa verso la collettività, che dia anche la possibilità del confronto reciproco.’ Il convegno, realizzato con il patrocino dell’Ordine provinciale dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri e del Kiwanis club Peloro di Messina, ha preso in esame le numerose pronunce della Corte Costituzionale, dei Giudici amministrativi e di quelli ordinari, in seguito alla entrata in vigore della legge n. 40 del 2004, evidenziando gli effetti che tali interventi hanno avuto ad oggi. L’analisi sviluppata attraverso il Convegno si propone di assumere una doppia utilità: per un verso, orientare l’operatore e l’interprete nella soluzione dei casi dubbi che dovessero ancora prospettarsi; per altro verso aggiornare la legge n. 40 del 2004, eliminando le residue incongruenze e adattandola al mutato contesto medico-scientifico. Nella prima giornata, le sessioni sono state incentrate sui profili medici, sociologici e bioetici; nella giornata di venerdì invece, il tema della fecondazione assistita è stato preso in analisi su una linea prettamente giuridica. I lavori sono stati introdottii dal Professor Stefano Agosta, che ha dato spazio agli interventi dei due civilisti: il Professore di Diritto Civile presso l’Università di Messina, Vincenzo Scalisi, ed il Professore Ugo Salanitro, ordinario di Diritto Civile dell’Università di Catania. A seguire sono intervenuti l’Avv. e Professore Pietro Luccisano, che in passato si è occupato di casi di responsabilità in campo medico, e l’Avv. Civilista Sebastiano Papandrea , il quale si è impegnato nel seguire dei casi che hanno portato alla sentenza sul divieto della Legge n.151 sulla fecondazione eterologa. ‘La particolarità del Convegno- sottolinea il Prof. Agosta- è stata quella di ricorrere a testimonianze provenienti da diverse realtà professionali sul tema della procreazione medicalmente assistita, poiché si tratta di un argomento che non può essere esaminato solo da una prospettiva. Servono infatti competenze differenti (bioeticisti, filosofi, giuristi, medici e sociologi), così da poter dare adeguato risalto a tutte le esigenze emerse in questi anni di vigenza della disciplina. Tale convegno – continua il Prof. Agosta – assume un significato rilevante, perché si tiene in un momento nel quale la Sentenza della Corte Costituzionale n.84 del 2016 è stata svuotata del suo contenuto, ma riguarda temi ancora caldi, come quello della possibilità di effettuare una sperimentazione su quegli embrioni eccedenti, o non destinati. Il problema riguarda tutti gli embrioni cosiddetti malformati, non destinati all’impianto. Lasciarli in uno stato di crioconservazione non prevede comunque una durata illimitata, poiché l’indebolimento delle membrane cellulari non garantisce una conservazione permanente; l’alternativa è quella di utilizzarli per la ricerca sulle cellule staminali, necessarie per combattere alcune malattie degenerative , come il Morbo di Parkinson. A questi, come ad altri interrogativi, non c’è una risposta certa, ma vi si può arrivare.’ ‘La ragione, che ci ha spinto ad organizzare questa iniziativa sul tema della procreazione medicalmente assistita, – dice il Professor Giacomo D’Amico– è quella di provare ad analizzare la vicenda della Legge 40 del 2004, accostando professionalità e sensibilità diverse, che possano essere vicine ad una visione laica, ma anche cattolica. Un esempio è stato l’intervento nell’ambito del Convegno, del Professore Don Russo, insegnante di bioetica all’Istituto Teologico San Tommaso. A fronte di queste problematiche la Corte Costituzionale ha assunto una posizione diversa rispetto al passato, sul divieto di accesso alla maternità assistita non per le coppie fertili, ma per le coppie portatrici di malattie trasmissibili (come ad esempio l’anemia mediterranea, e altre). La Corte Costituzionale ha poi dichiarato inammissibile la questione, sostenendo di non poter entrare nel merito della complessità del dato scientifico. Questo è un segnale piuttosto grave, poiché è come se la Corte volesse tirarsi indietro rispetto all’esigenza di affrontare la questione. Al contempo, questa è una condizione impossibile, poiché il mondo scientifico è caratterizzato dall’incertezza. Nel mondo del diritto, si hanno delle certezze relative, provvisorie; ma in ambito scientifico, vi è una contraddizione nel parlare di ‘evidenze scientifiche’ – come ammesso dalla Corte Costituzionale – poiché ‘ogni affermazione scientifica deve poter essere falsificata (Metodo di Popper), quindi il metodo scientifico stesso mette in discussione le certezze e ciò è contraddittorio. ‘ A tirare le somme dell’evento, il prof. Antonio Ruggeri , Professore ordinario di Diritto Costituzionale , che insieme al Professor Gaetano Silvestri, Presidente emerito della Corte Costituzionale, è stato precursore dell’argomento in questione. ‘ Da questo Convegno è emersa una conferma, – dice il professore Ruggeri – la questione è irrisolta e va analizzata e regolamentata. Recentemente , la Corte Costituzionale ha emesso la Legge n.84 del 2016, riguardante il caso degli embrioni crioconservati in eccesso; il legislatore ha il dovere di scegliere e perseguire una direzione. In alternativa saranno i Giudici, nel rapportarsi alle singole istanze che verranno presentate, a svolgere il lavoro che compete il legislatore, cioè creare delle regole per colmare i vuoti prodotti, interni alla Legge 40 del 2004, con effetti di ‘Supplenza innaturale’ dei giudici nei confronti del legislatore. Questo porta a pareri e soluzioni diverse e possibilmente discordanti, ma necessari. Un ruolo importante è anche quello svolto dalle Corti Europee, che anche nel campo della fecondazione assistita, hanno incoraggiato la giurisprudenza costituzionale nel prendere una posizione nel rispetto dei Diritti dell’Uomo. L’Italia ha comunque reagito per tempo alla questione eterologa, muovendosi già nel 2004. Essendo la legge in questione, fortemente restrittiva, ha determinato una reazione da parte di soggetti penalizzati da tali ristrettezze, che hanno sollevato un meccanismo di elaborazione di una ‘cattiva’ legge. A volte è meglio una non-Legge che una cattiva Legge. Prima o poi il legislatore dovrà intervenire concretamente. Questo è quello che si spera avvenga.’ LETIZIA SALVO

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