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Progetto edilizio Pompei, il Tar dà ragione al “territorio”: rigettata la richiesta di sospensiva della concessione

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Progetto edilizio Pompei, il Tar dà ragione al “territorio”: rigettata la richiesta di sospensiva della concessione

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sabato 11 Febbraio 2012 - 09:56
Progetto edilizio Pompei, il Tar dà ragione al “territorio”: rigettata la richiesta di sospensiva della concessione

Alla base della decisione del Tribunale, l’inadeguatezza di via delle Mura come unica via d’accesso al nuovo edificio: non potrebbe sopportare il carico veicolare

La giustizia è stata dalla parte del territorio. Sono in tanti, questa mattina, a festeggiare per il “verdetto” dei giudici del Tar di Catania che hanno rigettato la richiesta di sospensiva del provvedimento di diniego della concessione edilizia per l’area dei campetti di Pompei, avanzata dal ditta Bombaci e dall’Ordine dei Frati Minori Cappuccini. La vicenda è ormai nota (vedi articoli correlati), “azzerare” uno dei pochi spazi verdi e società rimasti nel territorio cittadino, per costruire l’ennesima, mastodontica palazzina. Lunga e “centrale” l’operazione svolta dal IV quartiere che, in piena collaborazione con gli abitanti della zona, ma non solo, ha avviato una battaglia sociale che ha pian piano coinvolto territorio e istituzioni.

«La legittimità amministrativa dell’atto di Diniego prodotto dal Comune di Messina – afferma con soddisfazione il presidente della circoscrizione Quero – è la conferma che la lunga azione di stimolo effettuata con i cittadini per la sostenibilità degli interventi di nuova edificazione in assenza di infrastrutture viabilistiche, per la tutela delle aree destinate alla socialità e allo sport, per la riduzione del consumo di suolo e non in ultimo per l’attenzione agli elementi di pregio architettonico rappresentati dal santuario di Pompei. Quando il buon senso delle analisi, la correttezza delle ragioni e la linearità procedurale riescono a coniugarsi, sicuramente è l’intera comunità Messinese che ne trae vantaggio per il presente e per suo futuro».

A commentare anche il consigliere Armando Hyerace, che coordina il Comitato Pro Pompei nell’azione legale: «Seppur è stato inferto un primo e simbolico “colpo” all’imponente progetto residenziale, è comunque necessaria una seria riflessione non solo sullo stato dell’intera zona, ma anche su tutte quelle aree della Circoscrizione violentate in questi anni da sproporzionati interventi edilizi – si pensi ai complessi residenziali di via del Pozzo o al complesso realizzato alle spalle dell’Archimede – non supportati da quelle opere viarie necessarie e funzionali, in primo luogo, alla sicurezza di tutti i residenti».

Secondo quanto emerso, alla base della decisione dei giudici, l’inadeguatezza dell’unica via d’accesso al nuovo edificio, la via delle Mura, per sostenete il carico veicolare derivante dal nuovo insediamento. A difendere la ditta Bombaci, il legale Carmelo Briguglio, cui si sono opposti il Comune, difeso dall’Avv. Bonaventura Candido e da un gruppo di cittadini residenti in Via delle Mura, costituiti in Comitato civico, difesi dal Prof. Avv. Antonio Saitta, che non nasconde il suo compiacimento: «Sono soddisfatto per questa prima risposta del Tar, si tratta di un riconoscimento significativo per una battaglia condotta in questi anni dai residenti della zona e dal Consiglio circoscrizionale, per impedire un intervento edilizio che, non solo avrebbe privato la comunità di uno storico luogo di aggregazione, ma avrebbe aggravato notevolmente le già precarie condizioni di transitabilità dell’unica strada di accesso agli edifici esistenti, con tutte le conseguenze del caso in tema di sicurezza pubblica. Si tratta – prosegue il difensore del Comitato civico –, di una pronunzia destinata ad affermare un importante precedente interpretativo del P.R.G. di Messina perché, in mancanza di adeguate opere di urbanizzazione, non è possibile rilasciare concessioni edilizie ancorché il Piano indichi i terreni interessati come astrattamente edificabili». (EDP)

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4 commenti

  1. rossetti mariano 11 Febbraio 2012 12:31

    Tanto tempo e spreco di denaro per qualcosa che era chiaro sin dall’inizio.
    I Fraticelli tornino all’umiltà ed alla vita di carità e lascino perdere gli investimenti immobiliari.

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  2. A PROPOSITO DI TERRITORIO. Invio un messaggio ai giovani di ZDA e ai meno giovani di RESET,ci metto anche la stampa messinese.Venerdi scorso,Mino Licordari ci informa del convegno di LegAmbiente dei Peloritani,dal titolo ” A CENT’ANNI DAL PIANO BORZI’,QUALE FUTURO URBANISTICO PER MESSINA.”Cita i relatori,fra i quali i presidenti degli Ordini degli Architetti e Ingegneri,la dirigente della sezione archeologica della Soprintendenza,l’architetto Carmelo Celona storico critico dell’urbanistica,ma soprattutto il prof.ing.Pippo Trombino dell’Università di Palermo e presidente dell’Istituto Nazionale delll’Urbanistica Sicilia,un grande esperto di piani regolatori.Era un’occasione ghiotta da non perdere,infatti il teatro è pieno,ma sono assenti i messinesi a cui è rivolto il mio messaggio.Ci tenevo a sentire le loro idee e proposte nel dibattito,che generalmente segue a questi convegni,ma il pregiudizio ideologico li ha tenuti lontano da chi come loro ama il nostro territorio,cioè LEGAMBIENTE.
    E’ come se i palazzinari avessero raggiunto l’obiettivo di DIVIDERE le forze della società civile,che vogliono custodire e valorizzare Messina.Il nostro individualismo e i nostri pregiudizi politici ci hanno reso deboli,rispetto a chi vuole devastare la nostra città.Sul nuovo piano regolatore non commettiamo l’errore di dividerci,l’obiettivo comune è salvare le nostre colline,la nostra costa,il nostro ambiente e paesaggio.

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  3. Se ci fossero stati tanti COMITATI PRO POMPEI,insieme a circoscrizioni più attente al territorio,come ha fatto il quartiere di Pompei,ci saremmo evitati la colata continua di cemento armato sui nostri pendii,che sta scollinando i nostri Peloritani.Si è costruito escludendo un disegno omogeneo ed armonico per Messina,senza opere di urbanizzazione,e quelle poche fatte non sono conformi alle leggi,infatti nessuna strada è consona alle norme funzionali e geometriche previste per la costruzione delle strade.Il provvedimento del TAR è di buon auspicio, un segnale di ribellione e di riscossa dei messinesi.BRAVI TUTTI QUELLI DI POMPEI.

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  4. Caro Dino Di Leo,presidente del circolo LEGAMBIENTE
    Messina,nemmeno voi scherzate per pregiudizi ideologici,prova ne è il comunicato stampa di presentazione del convegno” QUALE FUTURO URBANISTICO PER MESSINA”,dove fate appello SOLO alle forze politiche e sociali del NO PONTE,facendo un durissimo attacco a BUZZANCA,reo di essersi recato nella sede romana della STRETTO DI MESSINA. Adesso mi spiego l’assenza della Gazzetta del Sud,dei partiti di governo,che ad onor del vero,con le Linee Guida di Corvaja,si sono espressi per salvare colline e fermare l’abnorme densità costruttiva,a fronte del silenzio ASSORDANTE del PD di GENOVESE,rimasto sempre nel vago.Mi spiego pure l’assenza dei giovani di DESTRA di ZDA e di quelli meno giovani di RESET.Si,la sala era abbastanza piena,ma poteva essere stracolma,caro Di Leo,bastava avere l’umiltà e il coraggio di staccarsi dal furore ideologico anacronistico di RIFONDAZIONE COMUNISTA,e contrattare personalmente quelle associazioni,che si sono espressi con documenti e disegni,per salvaguardare il nostro territorio.DIVISI VINCONO FACILMENTE PALAZZINARI,RENDITA FONDIARIA E IMMOBILIARE PARASSITARIA.

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