Sospiro di sollievo per i sette messinesi rimasti bloccati a Colombo a causa delle tensioni in Medio Oriente
Si chiude positivamente l’odissea dei musicisti messinesi rimasti bloccati nello Sri Lanka. Dopo giorni di incertezza e timori legati al blocco delle rotte aeree verso Dubai, causato dall’attacco statunitense in Iran, il gruppo composto da quattro docenti e tre allievi del Conservatorio “Corelli” ha finalmente una via d’uscita.
I sette messinesi facevano parte di una delegazione più ampia di cinquanta artisti dell’Orchestra dei Conservatori di Sicilia e Sardegna. Il gruppo era volato nella capitale Colombo per l’esecuzione dell’opera lirica “Furioso”, un evento che aveva riscosso un grande successo di pubblico prima che la situazione geopolitica precipitasse, rendendo impraticabile la rotta del ritorno inizialmente prevista.
Lo stallo e il ruolo della diplomazia
Nelle ore più critiche, i musicisti erano stati costretti a trasferirsi in una struttura alberghiera sicura, su indicazione dell’Ambasciata, mentre le agenzie di viaggio tentavano di trovare rotte alternative attraverso l’India o la Cina. Il direttore d’orchestra Michele Amoroso, descrivendo lo stato d’animo del gruppo, aveva sottolineato la difficoltà di rimanere sospesi in un clima di incertezza internazionale, pur rassicurando le famiglie sulle condizioni di salute di tutti i partecipanti.
Il ritorno via Cina
La svolta è arrivata oggi con una comunicazione dello stesso maestro Amoroso. La complessa macchina organizzativa, coordinata direttamente dal Conservatorio di Messina, è riuscita a sbloccare la situazione. Il piano di rientro prevede uno scalo in Cina, con arrivo previsto all’aeroporto di Milano nella serata di lunedì.
“Finalmente si rientra”, ha scritto Amoroso, ringraziando il Conservatorio per la vicinanza costante e per aver affrontato direttamente il problema. Una volta atterrati a Milano, il gruppo dei sette messinesi potrà finalmente fare rotta verso lo Stretto, lasciandosi alle spalle un’esperienza professionale straordinaria trasformatasi, per cause di forza maggiore, in una vicenda dai contorni imprevisti.
