La proposta di un lettore: "Votare solo volti nuovi"

La proposta di un lettore: “Votare solo volti nuovi”

La proposta di un lettore: “Votare solo volti nuovi”

lunedì 17 Settembre 2012 - 15:52

Un lettore di Tempostretto, Andrea Bellantone, ha inviato un'analisi della situazione cittadina, invitando i messinesi a seguire una proposta: non votare chi finora è stato eletto, dando prova poi di non aver fatto nulla. Spazio solo ai volti nuovi.

Diverse tornate elettorali si avvicinano: circostanze difficili per noi cittadini, chiamati a fare scelte decisive per il nostro futuro.
Mi permetto di abusare della vostra attenzione per fare una confessione, seguire con una considerazione e formulare alla fine una proposta.

1. Una confessione. Pur avendo una cultura di destra, negli ultimi anni non ho fatto mancare il mio voto anche ai candidati di sinistra. Sia al comune di Messina che alla Provincia regionale e alla Regione. Dico questo per confessare una prima cosa: non ho pregiudiziali ideologiche nel voto amministrativo e credo che – come me – la maggioranza dei cittadini siano disponibili a sostenere i candidati migliori, indipendentemente dalle loro appartenenze. La seconda confessione riguarda le elezioni del 2008, quando votai per lo schieramento di centrodestra e sostenni al consiglio comunale un caro amico, giovane, persona specchiata, che ben presto si è fatto notare nelle sue battaglie in consiglio comunale. In breve, la mia confessione riguarda il fatto che ho creduto – fino all’ultimo – nella classe politica di Messina.

2. La considerazione che segue è amara. Quando mi sono avvicinato alla vita politica messinese, agli inizi degli anni Novanta, la città scontava già arretratezze e vuoti programmatici, tutti addebitati a quel tempo alla classe politica della Prima Repubblica. Dopo vent’anni le cose non stanno meglio: nessuna amministrazione ha saputo invertire la parabola discendente della vita cittadina. Alcune cose sono state fatte – e sarebbe ingiusto negarlo – ma è l’insieme della città che ha subito una decandenza difficile da riassumere in poche parole. In breve, è l’intera classe dirigente ad avere fallito: coloro che sono stati amministratori pubblici, che a vario titolo hanno mancato gli obiettivi che si erano posti; e coloro che hanno avuto compiti di rappresentanza consiliare, che non hanno inciso in modo determinante negli orientamenti dell’amministrazione.

3. Infine, come promesso, la proposta. Sarebbe l’ora che i cittadini prendessero coscienza del fatto che l’intera classe dirigente di questa città non è stata all’altezza dei doveri che ha assunto. Occorre quindi un segnale forte e determinato: non votare per nessuno tra coloro che abbiano già ricoperto incarichi in consiglio comunale o di assessore. Badi bene: non sto consigliando ai miei concittadini di non votare, né di votare partiti nuovi (sotto le cui vesti, spesso, si nascondono solo operazioni di riciclaggio politico), ma solo di votare candidati che non abbiano mai avuto un’esperienza politica.

Una proposta rischiosa? Forse. Ma non c’è da temere che la (probabile) poca esperienza dei nuovi amministratori ci faccia rimpiangere l’incompetenza (assodata, dopo vent’anni di fallimenti) di quelli vecchi. In compenso, avremo almeno ritrovato la speranza. Le pare poco?

Cordialmente, Andrea Bellantone

15 commenti

  1. sarei d’accordo, ma il problema si ripropone anche votando facce nuove che però militano nei soliti partiti.

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  2. ” In breve, la mia confessione riguarda il fatto che ho creduto – fino all’ultimo – nella classe politica di Messina” Ed in questo hai sbagliato. La classe politica è una casta con la sindrome della sopravvivenza e dell’autodifesa. Se esistono le preferenze, come nel caso delle regionali e delle Comunali collezionano le liste appositamente per agevolare gli appartenenti alla casta, mentre in campo nazionali, stiano assistendo ad una lotta sorda ed in malo modo occulta per mantenere il famigerato ed illegittimo metodo elettorale denominato, giustamente, il “Porcellum” ossia i deputati vengono scelti dal padrone della Casta e non eletti dai cittadini. Non esiste rimedio se non si sveglia l’orgoglio e la dignità politica dei cittadini. E sta in questo il successo dei “grillini” che prendono i voti di protesta e del mal contento. Il rimedio e quello di dare luogo ad iniziative nuove sostenute da uomini e donne non compromessi dalla politica . Insomma accanto ai “grillini” affiancare “IL grillo” aperto a personaggi nuovi della politica praticata, costituito non solo da giovani ma da quanti intendono portare una ventata di innovazione nei palazzi politici che contano. Auguri, io ti seguo

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  3. Riflessioni serie, ben argomentate e in larga misura condivisibili.
    Vado oltre e formulo due considerazioni critiche (ma costruttive):
    Premetto che chi scrive ha adesso una precisa collocazione politica – maturata negli ultimi anni dopo espressioni di voto quasi sempre orientate al centro dx.
    La prima critica, per quanto banale ma necessaria, è che non si può fare di tutta l’erba un fascio e, come credo saprà il dott. Bellantone, ci sono casi rari di impegno, serietà e servizio alla politica e al territorio che non possono essere ignorati.
    Non possono dicevo essere ignorati perchè diversamente si rischia di generalizzare e d’indurre in errore chi decide democraticamente di andare a votare per coloro che hanno saputo onorare il mandato elettorale o che, in continuità con quanto fatto sinora chiedono la fiducia per proseguire il lavoro svolto ( e a mio avviso qualche esperienza positiva c’è anche nel nostro territorio).
    La proposta: stiamo attenti al nuovo, specie laddove non si tratta di nuovo bensì solo di “ricostruzione di verginità”.. Chi fa politica – quelli che credono di farla onestamente e con competenza – e chi la segue con passione non può farsi raggirare da chi – oggi – dice di essere nuovo e di voler “resettare” il sistema.
    Buona parte dell’attuale classe politica ha fallito e con essa abbiamo fallito noi cittadini che non siamo stati in grado di incidere non solo tramite coloro che abbiamo scelto per farci rappresentare, ma anche per il tornaconto personale di molti che si son seduti al tavolo dei potenti per mire personali e tornaconti professionali..
    Conclusione: diffidiamo da chi ha tradito le nostre attese, ricostruiamo la fiducia nei partiti che, nel bene o nel male a mio avviso possono ancora dare tanto al Paese e, da ultimo attenti al nuovo che molto spesso è solo un travestimento di tanti “trombati” della politica o mediocri espressioni del mondo delle professioni che credono, sol perchè fuori dal cerchio della politica (per scelta o per incapacità) di poter raggirare gli scontenti e cavalcare il dissenso..
    Non bastano i contenitori e gli slogan accattivanti..

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  4. Condivido pienamente considerazioni e conclusioni.
    Come si può continuare a dare credito a persone che si sono dimostrate quanto meno di un’inettidudine straripante?
    Cosa si può sperare dai tanti voltagabbana che cambiano partito ad ogni tornata elettorale per trovare una qualche poltrona più comoda di quelle di casa sua, semmai ne avessero avuta una?
    Poichè non è possibile incidere concretamente sulla formazione delle liste mi permetto di segnalare sempre il più giovane della lista purchè non abbia occupato precedenti poltrone.

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  5. sono d’accordissimo ma se non si va a votare e meglio ci hanno umiliato abbastanza e vergognoso dico a tutti i messinesi svegliamoci ora o mai più facciamo sentire la nostra dignità cosa che loro non ne hanno mai avuta quindi non andate a votare

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  6. scusi sig.Bellantone,ma lei se c’è qualcuno che da 20 anni lavora 365 giorni l’anno,feste comandate comprese,che fa lo rottama? e quello che fa’,va a zappare la terra per altri 20 anni 365 giorni l’anno? ma lo vuole morto

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  7. Sono d’accordo sulla analisi elaborata dal Sig. Bellantone.
    La proposta garbata ed equilibrata è assolutamente condivisibile.
    Spero che i lettori di TempoStretto ne tengano conto.

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  8. E che ci facciamo con i volti …….. o voti……… parliamo di programmi e mettiamoli nero su bianco, con lettera di dimissioni già firmata se non si raggiungono gli obiettivi via a casa, e forse possiamo parlare di voti ……….

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  9. Osservatore, spero che il tuo appunto non sia strumentale. Conosci benissimo il sistema elettorale e sai quali sono i metodi per raccogliere i consensi. Chi si è proposto e non ha raggiunto lo scopo, nella quasi totalità dei casi è perchè ingenuamente ha creduto che il sistema fosse democratico e pulito. La verità è tutt’altra. Ricordi le schede buttate nei cassonetti? Hai mai sentito parlare di voti di scambio? di schede rese nulle e di quelle bianche trasformate? Di morti che votano o firmano le liste elettorali? Dai non diciamo idiozie, siamo in un paese che tutti sanno e nessuno parla.

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  10. puzza di bruciato 17 Settembre 2012 21:43

    Io sono d’accordo invece per un voto di protesta m5stelle idv forconi ecc. ecc. i quali devono inserire un tetto massimo alle pensione dei nullafacenti che ci hanno massacrati, un tetto massimo ai dirigenti,consulenti; attuare i dettami dei loro programmi di partito, vedi: fuori i condannati, fuori dopo due legislature no ai doppi incarichi ritirare le auto-blu ecc. ecc.

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  11. Condivido perfettamente anche a costo di buttare l’eventuale bambino con l’acqua sporca…

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  12. Sarà pure vero quello che dici e lo rispetto.. anche se non mi è chiaro cosa c’entri con quanto ho affermato io!!

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  13. I professiosti della politica con me hanno chiuso. Mai e poi mai daro’ il mio voto a personaggi che da oltre 20 anni ruotano come avvoltoi attorno alla carcassa pronti ad ammazzarsi per un pezzo di carne putrida.

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  14. Argomento naturalmente tosto – caldo e difficile da trattare.
    Volti nuovi, come fare ad essere sicuri che si tratti proprio di “nuovi” alla prima esperienza/candadatura e non di furbi che cambiano casacca perchè da dove vengono hanno la strada sbarrata? Candidati “vergini” con la fedina penale “linda” come facciamo a saperlo? Io un’idea la lancio: nella lista candidati presentata dai partiti non sarebbe male indicare:
    1° candidatura – 2° candidatura – 3° candidatura. ecc. di qualsivoglia casacca si indossasse.
    La scelta sarebbe (forse) più onesta.

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  15. Votare volti nuovi. Nuovi amici dunque. Questa città, anzi meglio dire questa Regione è una regione di amici, conoscenti, amici degli amici. Mi spiego meglio quello che non si ci è mai entrato bene in testa in sostanza è come funziona il sistema. Abbiamo letto migliaia di volte ed in migliaia di pagine di cronaca giudiziaria, che sistematicamente il meccanismo delle tangenti è legato a doppio filo al favore ricevuto e al favore dato, csi come il voto di scambio. Molti hanno parlato di regalie, qualcuno di finanziamenti ai partiti, che è diventato un illecito, ridicolo! Ma il vero cancro di questa popolazione è la posizione sociale che spesso ha un candidato, esempi ne abbiamo avuti tanti. Per esempio: se il candidato lavora in una struttura pubblica o comunque privata, di una certa importanza, che ha una buona disponibilità di posti di lavoro, è avvantagiato rispetto al candidato giovane ed intelligente, e disocupato,che ovviamente non può promettere un posto di lavoro, anche temporaneo. Ed ecco allora che lo scambio di voti diventa cosa unn fenomeno reale, clientelare e da noi è molto diffuso. Bene, esistono per questioni di opportunirtà delle categorie di lavoratori, che si presume sia onesti e deontologicamente coretti, (vedi le FF.OO. per esempio) vista la natura del lavoro che svolgono, che se si candidano, perdono la sede di lavoro cioè vengono trasferiti d’Ufficio, a prescindere se vincono o perdono le elezioni. Molti invece opportunamente nella P.A. si candidano proprio perchè lavorano lontano dalla propria città e quindi se vengono eletti hanno ovviamente diritto a lasciare il proprio posto di lavoro ma anche il diritto di continuare a percepire lo stipendio, per un lavoro che non svolgono più. Quindi il voto di scambio è costume sociale ti prometto che se salgo….., bisognerebbe ben monitorare i candidati e le loro posizioni sociali e, riformare radicalmente il sistema elettorale nel nostro paese. Quindi io suggerirei di fare una scelta radicale: se fai un lavoro che può essere collegabile apparato della funzione pubblica, perdi qualunque tipo di potere amminisdtrativo e di controllo dal momento che vieni eletto e comunque in caso contrario perdi vieni comunque avvicendato in altro ufficio o collocato in altra sede.Fare politica non deve essere un piacere ma un sacrificio. Chi non è propenso a farli i sacrifici per il popolo continui liberamente a fare il proprio lavoro. Andare al voto è necesario, lo sappiamo tutti ma solo se rinnoviamo seriamente ” il sistema” al contrario non basta dire “io non mi sento rappresentato da nessuna classe politica in questo paese”.

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