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La Uil: “Il Salva Messina è l’Ammazza Messina”

La Uil: “Il Salva Messina è l’Ammazza Messina”

sabato 13 Ottobre 2018 - 10:34
La Uil: “Il Salva Messina è l’Ammazza Messina”

Durissimo il segretario generale Ivan Tripodi: "Il sindaco De Luca vuole sfasciare la città". Sulla stessa linea Pippo Calapai e Laura Strano, rispettivamente segretario generale e responsabile Terzo settore della Uil-Fpl Messina

La Uil Messina non ha sottoscritto il documento “Salva Messina” proposto dal sindaco De Luca e lo ha rinominato "Ammazza Messina", per "non avallare il conseguente massacro della città. Il piano, che è stato definito dallo stesso sindaco lacrime e sangue – dice il segretario generale Ivan Tripodi – rappresenta la pietra tombale sul futuro occupazionale dei lavoratori e sulla stessa esistenza dei servizi cittadini, a partire da quelli erogati da Atm, Messina Servizi e Amam, aziende che rischiano la chiusura o la privatizzazione come reiteratamente sbandierato dal sindaco. Insomma, siamo alla liquidazione coatta della città di Messina ed a farne le spese saranno gli incolpevoli cittadini messinesi” ha proseguito Tripodi.

“Inoltre, anche per i dipendenti comunali e per i lavoratori dei servizi sociali, al di là della brevissima proroga bimestrale della ingiusta e cinica chiusura di Casa Serena e al netto dei sofismi dialettici presenti nel documento proposto dal sindaco, non vi è alcuna reale o concreta certezza per il futuro. Abbiamo, pertanto, detto no semplicemente perché siamo contrari all’ineluttabile macelleria sociale che inevitabilmente il piano “Ammazza Messina” produrrà nell’ipotesi in cui dovesse essere approvato” ha continuato il segretario della Uil.

“Al sindaco De Luca, che sembra vivere con l’ossessione del sindacato e dei lavoratori, rispondiamo che gli sfascisti sono coloro i quali distruggono irrazionalmente ogni cosa e i fatti concreti di questi giorni ci dicono con chiarezza che il primo a volere sfasciare la città è proprio lo stesso De Luca attraverso scelte nefaste che contribuiranno ad inaridire sempre più la già fragile economia del nostro territorio” ha affermato Tripodi.

“Pertanto, con grande garbo e rispetto istituzionale, ci appelliamo a tutti i consiglieri comunali, affinchè non si rendano corresponsabili di questo disegno e, pertanto, riflettano profondamente in merito all’opportunità di approvare un atto amministrativo miope e senza ritorno. E’ del tutto evidente che inizia una fase di forte mobilitazione che vedrà in prima linea il sindacato per difendere il mondo del lavoro e, soprattutto, per salvare la città di Messina” ha concluso Ivan Tripodi.

A proposito di Casa Serena e servizi sociali, interviene anche la sezione Fpl dello stesso sindacato. “Il taglio dei servizi sociali, decisione unilaterale inaccettabile, è conseguenza di pregresse scelte amministrative errate che hanno responsabilità ben individuabili, e che adesso rischiano di essere pagate solo da utenti e operatori. Non crediamo che i cittadini messinesi abbiano eletto un commissario liquidatore, le chiacchiere non ci interessano e non ci interessa nemmeno il gioco politico, non abbiamo il problema di andarcene a casa. Probabilmente al sindaco sfugge che la città di Messina è tra i Comuni siciliani e nazionali quella che spende meno per i servizi sociali (dati Istat)”. Così Pippo Calapai e Laura Strano, rispettivamente segretario generale e responsabile Terzo settore della Uil-Fpl Messina.

“Anche il sindaco conosceva le problematiche della città e in campagna elettorale aveva garantito che nessuno si sarebbe mai dovuto preoccupare di perdere il posto di lavoro, e adesso a rischiare non sono quelle che lei definisce ‘cricche politiche’ che hanno garantito il clientelismo con inutili e onerose consulenze, ma coloro che ogni mattina hanno erogato servizi, come testimoniato dagli stessi utenti, servizi che possono e devono essere potenziati e migliorati ma non tagliati. La capacità di sapere amministrare si esprime non con i tagli (tagliare è semplice) ma con l’efficiente e coraggiosa organizzazione e gestione delle risorse a disposizione. Come mai, dato che ci sono tanti sprechi, l’unica cosa che non è stato ancora toccato è il Dipartimento dei servizi sociali il cui Dirigente è stato assunto proprio per ovviare a questi problemi? Chi scrive ha già denunciato la dotazione organica di Casa Serena rimodulata con due determinazioni dirigenziali frutto di un compromesso scellerato che porta la firma di dirigenti del Comune che hanno garantito la permanenza nella struttura di inutili profili professionali (tre caldaisti, due elettricisti, tre portieri). Ma la struttura non va chiusa. Al contrario va potenziata, resa più efficiente e implementata dal momento che il Comune vi ha investito quasi 1 milione di euro. L’appalto dell’assistenza domiciliare anziani definito ‘vuoto per pieno’ abbia la capacità il sindaco di di farlo diventare pieno, garantendo pubblicità e trasparenza dei servizi sociali. Come mai i procedimenti dei servizi sociali non sono ancora stati pubblicati per garantire uniforme e trasparente l’erogazione dei servizi?”.

La Uil-Fpl chiede infine che vengano garantiti i servizi a tutta la collettività: “L’unica mission del Comune è garantire servizi a tutta la collettività, e questo è un suo preciso dovere, soprattutto ai più deboli perché il Comune non è un azienda privata, non deve garantire utili e lei non è un Manager, e i servizi sociali sono lo specchio della civiltà di una comunità. Si dica tutta la verità ai cittadini messinesi quantificando il costo del piano di riequilibrio in termini di interessi passivi e che con i soldi degli interessi (decine di milioni di euro circa) invece potremmo implementare i servizi sociali garantendo il soddisfacimento di bisogni , e mantenendo i posti di lavoro. Altro che sognare Messina bella e produttiva! Da un sogno stiamo precipitando in un incubo. Non vorremmo che il salva Messina che in verità è un piano di riequilibrio che comporta taglio di servizi e lacrime e sangue per cittadini e lavoratori, comporti alla fine solo il salvataggio delle cricche”.

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Un commento

  1. La verità è che i sindacati a Messina hanno funzionato solo per Alcuni…tutelato Alcuni e fatto lavorare Alcuni…!!!

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