I dati rilevati da Cittadinanzattiva nell’annuale indagine dell’Osservatorio prezzi e tariffe
Le famiglie stentano ad arrivare alla fine del mese e tra le molteplici cause che concorrono ad aumentare il peso delle imposte ha un ruolo non trascurabile il costo dei servizi che aumenta sempre più.
Il caro bollette, infatti, incide in maniera rilevante sulle spese e da un’indagine de Il Sole 24 Ore risulta che ogni nucleo, tra Imu, tassa rifiuti ed utenze domestiche pagherà mediamente il 20% in più rispetto all’anno scorso, che diventa almeno il 30% nel caso di una seconda abitazione, una serie di balzelli che andrà ad incidere per circa 2.200 euro a famiglia.
Dopo il nuovo aumento delle tariffe elettriche, che da questo mese subiranno il secondo rincaro pari al 4,3%, Cittadinanzattiva, nell’annuale indagine dell’Osservatorio prezzi e tariffe, ha reso noto le nuove stime degli aumenti dei costi del servizio idrico rilevati negli ultimi cinque anni, un dato che vede Messina attestarsi su una percentuale del 12,3% con una spesa media riferita al 2011 di 237 euro.
Peggio del capoluogo peloritano stanno le altre province siciliane che, tranne Catania, hanno fatto registrare aumenti superiori: Palermo (315 euro, +34%), Enna (389 euro, +27,1%), Caltanissetta (348 euro, +27%), Ragusa (237 euro, +20,9%), Trapani (302 euro, +18,9%), Siracusa (208 euro, +14,9%), Catania (190 euro, +3,3%) mentre Agrigento, pur non avendo apportato alcun aumento, è la decima città italiana dove il servizio è più oneroso con una tariffa di 445 euro.
Per ciò che riguarda la dispersione idrica in base ai rilevamenti del 2010, è Catania, la nona città colabrodo d’Italia, ad occupare il primo posto in Sicilia con il 53%; seguono Siracusa (50%), Palermo (49%), Agrigento (40%), Enna (34%), Ragusa (32%), Trapani (19%) mentre non sono stati resi disponibili i dati di Messina e Caltanissetta.
Nel 2011, rispetto all’anno precedente, l’aumento delle tariffe su base nazionale si attesta mediamente al 5,8% mentre in Sicilia l’incremento è stato del 2,1% con il primato regionale che spetta a Trapani (+14,4%).
In Italia il record dei rincari tocca a Lecco (+126%) seguita da Benevento (+79,8%), Massa e Carrara (+64,3%), Aosta (+57,1%), Lodi (+56,5%), Viterbo (+53,1%), Parma (+52,5%), Macerata (+52,2%) e Pordenone (+51,1%); la Toscana è la Regione dove si paga di più la fornitura d’acqua con ben 7 città tra le prime 10 più care mentre Isernia, Trento e Milano sono i capoluoghi in cui il servizio è più economico.
L’indagine è stata effettuata ne i capoluoghi di provincia e si riferiscono al servizio idrico integrato per uso domestico: acquedotto, canone di fognatura, canone di depurazione, quota fissa mentre i dati riportati sono stati commisurati ad una famiglia tipo di tre persone, con un consumo annuo di 192 metri cubi di acqua. (Giuseppe Spano’)
In allegato dossier acqua 2012
