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Portorosa, al Marina Yachting l’asta per il porto

Alessandra Serio

Portorosa, al Marina Yachting l’asta per il porto

mercoledì 24 Giugno 2020 - 08:20
Portorosa, al Marina Yachting l’asta per il porto

La società Marina Yachting da gestore in concessione diventa proprietaria del porto di Portorosa, aggiudicandosi l'asta fallimentare per 6 milioni e mezzo di euro

E’ stata aggiudicata alla Portorosa Marina Yachting gestita dall’imprenditore Bombaci l’asta per il porto di Portorosa e le unità immobiliari annesse, a cominciare dalla tribunetta.

L’asta è stata celebrata ieri mattina ed a presentarsi, insieme alla società che fino ad oggi ha gestito il porto in concessione e che ora è aggiudicataria provvisoria della società, c’era un’altra cordata rappresentata da un avvocato che si è presentato “per persona da nominare”. Nell’ambiente imprenditoriale si vociferava di soggetti impegnati nella grande distribuzione tra Messina e l’area di Milazzo.

L’importo a base d’asta era stato fissato 4 milioni 200 mila euro e e la Marina se l’è aggiudicata per poco meno di 6 milioni e mezzo. Il curatore fallimentare di quello che era una volta il patrimonio della Bazia Garden è l’avvocato Massimo Basile, giudice delegato il presidente Giuseppe Minutoli.

L’area totale andata all’asta è di circa 93 mila metri quadri e comprende il porto canale privato, quindi escluso l’avamporto, circa 600 posti barca, e i locali della tribunetta. Alcuni posti barca sono noleggiati fino al 2034 e una parte di questi ultimi al centro di contenzioso con gli ormeggiatori dopo il fallimento della Bazia Garden. Se dovesse versare l’intero importo e aggiudicarsi la proprietà, la Portorosa Marina Yachting subentrerà in tutti i rapporti e i contenziosi

Dopo la sentenza della CGA che nel 2009 ha risolto il contenzioso stabilendo che l’area non è demaniale, con la vendita di ieri Portorosa diventa in massima parte un porto privato.

Il Tribunale fallimentare di Messina sembra così essere riuscito a chiudere una vicenda decennale con la vendita. Fin qui la si è andati avanti a concessioni annuali. La prima asta è stata bandita nel 2017, ieri forse l’epilogo.

Resta tutta aperta, invece, la questione del rilancio turistico del comprensorio e del port di Portorosa, una struttura fortemente condizionata da “fattori ambientali negativi” ormai storici, dai tentativi di appropriazione da parte della mafia alle speculazioni attirate dalle difficoltà gestionali legate al fallimento di Bazia Garden, passando per le latitanze dorate di criminali internazionali e nostrani.

Malgrado tutto, Portorosa resta un porto tecnicamente di livello e assolutamente competitivo, anche oggi che sulla costa tirrenica sono sorti diversi approdi. Prima di parlare di rilancio turistico del comprensorio trainato dalla struttura, però, bisognerà rilanciare la cittadella portuale stessa appunto.

Oggi a parte un bar in ristrutturazione – lo ha acquisito una ditta che sta effettuando ulteriori acquisizioni – ed un altro locale, sopravvive poco e niente. Non ci sono segnali di riapertura del resort mentre la sorte dell’ex Hilton, chiuso da anni, resta legata alla procedura davanti al giudice. La Eurocostruzioni è stata ammessa al concordato preventivo a condizione che paghi i canoni arretrati al Comune di Furnari, che si è insinuato al passivo all’epoca della sindacatura Foti. Ad oggi la vicenda è ancora aperta. Non è decollato il progetto del piccolo night . Intanto gli immobili vanno all’asta, in diversi lotti, a prezzi sempre più bassi.

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