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Brogli alle Comunali di Reggio Calabria, l’ira di de Magistris

Mario Meliadò

Brogli alle Comunali di Reggio Calabria, l’ira di de Magistris

mercoledì 03 Marzo 2021 - 19:58
Brogli alle Comunali di Reggio Calabria, l’ira di de Magistris

E la Sinistra radicale? Dopo gli arresti per i presunti brogli elettorali alle Comunali di Reggio Calabria, si fa vivo l’ex candidato sindaco e oggi consigliere comunale di minoranza Saverio Pazzano. E lo fa, soprattutto, chi l’appoggiò alle Amministrative del settembre 2020 e ora, a pochi mesi di distanza, gioca in proprio un’impervia scalata all’ultimo piano del Palazzo “Jole Santelli” di Germaneto: il sindaco di Napoli ed ex pm della Procura di Catanzaro Luigi de Magistris.

Giovani? Per de Magistris, non basta

Non rinuncia certamente a dire la sua sul fatto del giorno l’arrembante candidato alla Presidenza della Giunta regionale calabrese per le forze di Sinistra radicale, Luigi de Magistris. Lo fa dalla sua pagina Facebook; e, come si dice, “la tocca piano”, centrando una delle questioni extrapenali (apparentemente curioso, per un ex magistrato…) dell’intera vicenda: il rinnovamento generazionale.

Nell’analisi dell’ex pm della Procura di Catanzaro, «l’argomento non è essere giovani, ma essere liberi, onesti, competenti, coraggiosi, trasparenti»: a chi vorrebbe svecchiare la classe dirigente, de Magistris risponde che «la questione non è affatto anagrafica, ma morale».

Mentre Antonino Castorina, affonda il sindaco di Napoli, «parrebbe vertice di un sistema come minimo moralmente disgustoso», epperò «è anagraficamente giovane, rappresenta anzi un figlio del Pd reggino, primo degli eletti del centrosinistra, già capogruppo del partito in Consiglio comunale, delegato al Bilancio della Città metropolitana, membro della Direzione nazionale del Pd, insieme a diversi altri incarichi che ne sanciscono un ruolo di primo piano in Calabria. Se non altro – e qui, de Magistris sviscera con forza un’altra vexata quaestio –, bisogna che una classe dirigente s’interroghi almeno sulla capacità o l’incapacità di scegliere i propri rappresentanti e di dare loro ruoli apicali e, perfino, di controllo».

Ragioni per le quali da un lato il «caso Castorina» per l’aspirante Governatore calabrese «non può essere derubricato a semplice fatto isolato, né il Pd può pensare di limitarsi a una sospensione», perché tanti calabresi «vedono tradito il proprio diritto al voto». Cionostante, il primo cittadino partenopeo invita a non perdere la fiducia nella politica: «Dobbiamo invece dire No a chi la politica l’ha tradita e la tradisce, a chi ne ha fatto merce di scambio. A chi si volta dall’altra parte e finge che basti ringiovanire le facce per cambiare il sistema. Queste persone tradiscono la Calabria e il suo popolo, sono loro gli unici veri stranieri».

Pazzano: «I controlli funzionano»

Per parte sua, il consigliere comunale di minoranza e già candidato sindaco (appoggiato tra gli altri proprio da Luigi de Magistris) Saverio Pazzano definisce «ombre, oscure e inquietanti» il portato dell’inchiesta della Procura reggina sulle Comunali del settembre scorso. Non senza rammentare che a seguito di quella tornata elettorale «abbiamo, mediante un esposto, segnalato agli organi competenti delle precise irregolarità», per cui l’indagine «non ci lascia affatto sorpresi. Qualora i capi d’accusa venissero confermati, noi risulteremmo parte lesa».

Il consigliere Saverio Pazzano, già candidato alla sindacatura

Da qui nasce però l’impellenza di «lanciare un forte messaggio di fiducia e di speranza» perché proprio a chi «ha sudato – a suon di comizi, programmi, idee, impegno – ogni singolo voto ottenuto» non sfugge che in una Democrazia un elemento-chiave è«la presenza di meccanismi di controllo. E sono proprio questi che adesso stanno operando, e bene. Ciò ci dà speranza, ci dà fiducia, ci toglie l’amaro in bocca lasciatoci dall’esperienza ai seggi dello scorso settembre, dal caos osservato in quella circostanza, dalla mancanza di trasparenza. Quest’indagine ci garantisce, comunque vada».

Al contempo, pur senza anticipare giudizi di sorta, «non possiamo non sottolineare – così Pazzano insieme alle due liste civiche che ne hanno accompagnato il cammino elettorale cinque mesi fa, La Strada e Riabitare Reggio – come quest’indagine getti discredito sull’attuale Amministrazione, in qualche modo delegittimandola. Dagli ultimi sviluppi, in particolare, emerge un quadro ambiguo,desolante e di sciatteria amministrativa. E se inizialmente si parlava di “mele marce”, adesso si parla di “sistema”».

In questo senso, Saverio Pazzano chiede al sindaco Giuseppe Falcomatà di rassicurare i cittadini «sulla sua intenzione di fare assoluta chiarezza» e,allo stesso tempo, «di assumersi, fino in fondo, le proprie responsabilità». Specie considerando che «se perde fiducia nel voto, Reggio muore»,mentre il cambiamento «passa necessariamente dal coinvolgimento della cittadinanza e da una scelta di rottura nelle urne».

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