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Il Comune di Messina “salvo” dalla rata di Gennaio dell’Imu: i messinesi NON pagheranno

Danila La Torre

Il Comune di Messina “salvo” dalla rata di Gennaio dell’Imu: i messinesi NON pagheranno

sabato 30 Novembre 2013 - 19:11
Il Comune di Messina “salvo” dalla rata di Gennaio dell’Imu: i messinesi NON pagheranno

Lo conferma l’assessore al bilancio Signorino, che spiega: «La norma vale solo per quei Comuni che hanno portato al massimo l’aliquota base nel 2013, mentre il Comune di Messina ha aumentato l’Imu nel 2012». Intanto, il bilancio di previsione 2013 approda in Consiglio comunale e prevede spese ed entrate per circa 415 milioni di euro

In questi giorni, i sindaci di mezza Italia sono sul piede di guerra perché l’abolizione della seconda rata dell’Imu rischia di trasformarsi in una beffa. In base a quanto stabilito dal decreto approvato dal Consiglio dei Ministri , infatti, l’extra gettito previsto sarà risarcito solo per il 60% dallo Stato, mentre il restante 40% resterà a carico dei cittadini. Fortunatamente, il Comune di Messina non rientra tra i circa 600 enti locali che si sono trovati inaspettatamente con questa patata bollente in mano.

«La normaspiega l’assessore al bilancio Guido Signorinovale solo per quei Comuni che hanno portato al massimo l’aliquota base, a volte anche furbescamente intuendo le intenzioni del Governo, nel 2013; mentre il Comune di Messina ha aumentato l’Imu nel 2012».

Ed in effetti, a Palazzo Zanca, l’imposta sulla casa “lievitò” ad ottobre 2012, in piena gestione commissariale: il provvedimento proposto dal commissario straordinario Luigi Croce ed istruito dal dirigente ai tributi Romolo Dell’Acqua ( prima di essere rimosso e trasferito all’Avvocatura) si rese necessario per via dello stato di deficitarietà in cui si trovava e si trova ancora adesso il nostro Comune (vedi correlato) .

Tra tante brutte notizie di natura economica, finalmente una notizia che fa tirare un sospiro di sollievo ai messinesi, i quali non dovranno più pensare all’odiosa tassa sulla casa, almeno sino a quando non entrerà in vigore la IUC (imposta unica comunale). I governi nazionali che si susseguono si dilettano infatti a cambiare nomi e sigle, ma sempre di tasse si tratta e gli italiani lo sanno bene.

Ma torniamo a Messina, dove – al di là dell’Imu e della Tares, su cui in queste ore sta decidendo il Consiglio comunale – è la situazione economico-finanziaria generale a preoccupare.

Il dissesto non è ancora scongiurato e molto dipenderà anche dall’approvazione da parte del Civico Consesso del bilancio di previsione 2013. Il documento economico finanziario di previsione, di previsione si fa per dire visto che siamo a Novembre, è già stato incardinato all’Ordine del giorno dell’organo consiliare e nei prossimi giorni dovrà essere discusso e votato dall’Aula. Nel primo vero bilancio dell’era Accorinti (il consuntivo 2012 si riferisce alle gestioni Buzzanca- Croce) sono previste spese ed entrate per euro 415. 739.841,00 (Danila La Torre)

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