I gruppi della curva sud non seguiranno più il Messina: "Non c'è futuro" - Tempostretto

I gruppi della curva sud non seguiranno più il Messina: “Non c’è futuro”

I gruppi della curva sud non seguiranno più il Messina: “Non c’è futuro”

lunedì 07 Gennaio 2019 - 12:03
calcio
I gruppi della curva sud non seguiranno più il Messina: “Non c’è futuro”

I gruppi della curva sud, Fedelissimi, Testi Fracidi, Nocs, Uragano cep, Vecchia Maniera, hanno deciso di non seguire più il Messina sia nelle gare casalinghe sia in trasferta. "La difficile ed amara presa di posizione – scrivono – si è resa necessaria a fronte di una situazione divenuta oramai insostenibile. Non sono certamente soltanto i catastrofici risultati del terreno di gioco (purtroppo ci siamo abituati) ma soprattutto la totale assenza di qualsiasi prospettiva futura che ci impone questa drastica decisione. Una scelta che facciamo nella speranza che si possa dare una scossa al calcio cittadino che da un decennio, se si escludono effimeri bagliori di luce, è sprofondato nella vergogna più totale vuoi per millantatori senza scrupoli, vuoi per veri e propri farabutti, vuoi per incompetenti che non hanno fatto altro che infangare, giorno dopo giorno, la nostra storia e distruggere un patrimonio preziosissimo come la passione della nostra tifoseria".

"Per oltre dieci anni – proseguono -, con alle spalle società fantasma, siamo sempre stati presenti ovunque, abbiamo sempre sperato che ci potesse essere la svolta, ci siamo aggrappati a tutto pur di vedere le nostre maglie in campo. Abbiamo pagato di tasca nostra trasferte alla squadra, improvvisato collette, protestato con calciatori e tecnici che non venivano pagati, presenziato ad aste fallimentari, cercato di coinvolgere quanto più possibile politica ed imprenditoria. I risultati sono purtroppo sotto gli occhi di tutti. A questo punto ci fermiamo. Non possiamo continuare ad essere umiliati in questo modo, non possiamo tollerare più questi spettacoli indegni che infangano colori e città. Ci fermiamo a tempo indeterminato. Ci fermiamo fino a quando non ci sarà un progetto serio, sostenibile, appassionato, competente, lungimirante che riesca a coinvolgere nuovamente la città intera in tutte le sue componenti. Non vogliamo avventurieri, sciacalli, gente in cerca di celebrità o che crede di poter trovare il suo minuto di gloria fregiandosi di essere un dirigente del Messina calcio. Adesso basta, il tempo dei voli pindarici è finito. Meglio il nulla a progetti inconsistenti e senza futuro".

Gli ultras riconoscono all'attuale proprietà l'impegno economico ma "diciamo che il calcio serio è altra cosa. Il calcio è coinvolgimento popolare, programmazione, rispetto della storia e dei colori, competenza e ripartizione dei compiti. L'arroganza, la presunzione, la mancanza di dialogo con la piazza oltre ad una manifesta incapacità gestionale dell'attuale dirigenza hanno fatto sprofondare la nostra realtà calcistica nel baratro, in un punto di non ritorno. Per questo diciamo che è meglio che Sciotto e figli investano tempo e denaro in altro. Invitiamo quei "malati"rimasti , che come noi non hanno mai mollato, a seguire la nostra sofferta, ma necessaria, scelta di disertare nella speranza che possa essere il segnale che dia il via ad una vera rinascita. Ci auguriamo inoltre, cosa purtroppo non avvenuta in passato, che la classe politica tutta, con il primo cittadino in testa, si faccia parte diligente per coinvolgere soggetti seri e competenti che vogliano investire in un progetto importante cosicché le tante promesse fatte non restino, come sempre, solo slogan elettorali. Pretendiamo un grande Messina!".

Voce fuori dal coro la Gioventù Giallorossa: "Nel pieno rispetto della decisione degli altri club della curva Sud, Gioventù Giallorossa 1980 ritiene, coerentemente con l'idea principale della fondazione dello stesso gruppo, di non poter disertare lo stadio e conseguentemente, pur condividendo il disprezzo per chiunque abbia portato la gloriosa biancoscudata in questa melma, precisiamo che saremo presenti per Messina contestando Sciotto e le sue scelte sbagliate e difendendo a modo nostro il vessillo scudato".

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