Niente fidejussione né pagamenti delle pendenze arretrate. Così il Consiglio Federale ratificherà l’esclusione del Messina dal prossimo campionato di serie C
1993, 2008, 2017. Il Messina fallisce per la terza volta in 24 anni, spegnendo le speranze di chi sognava un ritorno a livelli accettabili. Nelle prime due occasioni, il ritorno tra i professionisti arrivò addirittura al quinto anno di serie D, ora bisognerà trovare per l’ennesima volta la forza di ripartire. E se la prima volta erano arrivati i fasti del triennio in serie A, dopo la grande scalata, gli ultimi nove anni (con l’eccezione dell’unico vincente) sono stati un calvario. Dopo quattro campionati di Lega Pro dalle mille vicissitudini, si sono accumulati i debiti e le gestioni dissennate, tanto che la nuova proprietà, arrivata a salvare la patria, non è riuscita nell’”impresa” dell’iscrizione.
Vero è che con la vecchia proprietà il fallimento sarebbe arrivato anche prima, forse già a campionato in corso nell’anno appena concluso, ma è anche vero che ora i presupposti erano del tutto diversi. Al suo arrivo, Proto non aveva certo configurato questa possibilità ma aveva parlato di risanamento dei conti, di un anno di transizione e poi, addirittura, di tentativo di scalata alla B. Proclami che sono proseguiti fino a una quindicina di giorni fa, quando è stato superato il migliaio di abbonamenti. Ed è a questi tifosi che bisognerebbe anzitutto chiedere scusa, oltre a rimborsare le somme spese.
Non ci sono colpe a non avere le possibilità economiche per mantenere una società indebitata di serie C, ma ci sono nel promettere ciò che non si può mantenere, contando troppo, evidentemente, su aiuti esterni che non sono mai arrivati.
L’ultimo periodo è stato un susseguirsi di rassicurazioni risultate poi infondate. Non è stata rispettata la prima scadenza del 26 giugno, poi neanche quella del 30 giugno, né quella del 5 luglio. Ma si trattava di inadempienze che avrebbero comportato alcuni punti di penalizzazione. La scadenza decisiva era quella di stasera alle 19, anche questa non rispettata. La società non è riuscita ad ottenere la necessaria fidejussione da 350mila euro né ad onorare le cinque mensilità arretrate con i propri tesserati, per le quali servivano circa 600mila euro.
L'unica speranza, a questo punto, è che una ennesima nuova società possa iscriversi al campionato di serie D in sovrannumero. Si saprà nel prossimo futuro, ma non c'è da stupirsi se in città l'interesse per la squadra di calcio diminuisce sempre più.

Nessuno ha il coraggio di ammettere che questa è una città sempre più impoverita ove l’unica forza imprenditoriale dipende dalla concessione pubblica del traghettamento. Il paradosso vuole invece che SOLO l’avvio e la realizzazione del ponte sullo Stretto stradale e ferroviario avrebbe potuto rilanciare il territorio e renderlo nuovo epicentro del mondo moderno, con le inevitabili ricadute ed attrazione di straordinarie risorse imprenditoriali e finanziarie. Cosa c’entra la squadra di calcio? C’entra , c’entra…
HO SCRITTO MOLTE VOLTE CHE LA CITTA’ DI MESSINA E’ L’EREDE NATURALE DELL’EGITTO DEI FARAONI AL TEMPO DI MOSE’ CON LE SUE 12 PIAGHE, HO SCRITTO CHE MESSINA HA SUPERATO LE 12 PIAGHE. IERI IL FUOCO CHE HA RESO L’ARIA IRRESPIRABILE IN CITTA’ COME MI HANNO DETTO DA MOLTO LONTANO SONO OLTRE 14. IL CALCIO NON RENDE UNA CITTA’ TRA LE PRIME O ELOGIATA NELLA NAZIONE, NE’ REGALA FABBISOGNI COLLETTIVI O PERSONALE, COME SI SUOL DIRE BENI E BISOGNI DEL SINGOLO. IL CALCIO E’ SVAGO ONESTO SE NON CI SONO IMBROGLI NELLE PARTITE, MA E’ DIVERTIMENTO UN MODO PER NON PENSARE ALLE PROPRIE “CROCI” O GIOIE, MAGARI IMMERITATE, CHE LA VITA CI SBATTE IN FACCIA. E’ UN DEPERIMENTO PASSIVO UNA AGONIA CHE NON CONOSCE FINE. COME SE CERCATE VOLONTARIAMENTE AUTO DISTRUZIONE
L’ennesimo triste fallimento della squadra e’ l’ennesimo fallimento dei messinesi; ma quali? Sicuramente no dei messinesi che con sacrifici sbarca a il lunario e segue con passione la squadra. Dico è il fallimento di quei pochi pseudo imprenditori messinesi che aspettano gli sceicchi forestieri che ca ciano i soldi: i lomonaco, i proto o il cinese ovvero il milanese di turno … Tutta gente che poi cambia citta’ e bacia la maglia di altre citra’. Ma con quale faccia restate a Messina?
L’ennesimo triste fallimento della squadra e’ l’ennesimo fallimento dei messinesi; ma quali? Sicuramente no dei messinesi che con sacrifici sbarca a il lunario e segue con passione la squadra. Dico è il fallimento di quei pochi pseudo imprenditori messinesi che aspettano gli sceicchi forestieri che ca ciano i soldi: i lomonaco, i proto o il cinese ovvero il milanese di turno … Tutta gente che poi cambia citta’ e bacia la maglia di altre citra’. Ma con quale faccia restate a Messina?