Calderone: "Con il sì al referendum più garanzie per i cittadini"

Calderone: “Con il sì al referendum più garanzie per i cittadini”

Redazione

Calderone: “Con il sì al referendum più garanzie per i cittadini”

giovedì 19 Marzo 2026 - 15:47

Il parere dell'avvocato e deputato di Forza Italia. Per il sì pure la Camera penale di Messina con il presidente Alberto Gullino

MESSINA – “Con il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo sulla giustizia ci sarà una svolta garantista. Votiamo sì per la separazione delle carriere, tra giudici e pubblici ministeri, per porre fine agli abusi della magistratura e per una svolta garantista. Come Forza Italia, rivendichiamo anche la riforma delle intercettazioni. Io stesso sono stato vittima di soprusi. L’indipendenza della magistratura non è mai stata messa in discussione dalla riforma. Si vogliono dare i correttivi per arrivare a un sistema giustizia più giusto e contro l’orrore degli errori giudiziari”. Così il deputato di Forza Italia e avvocato Tommaso Calderone, presidente della Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità, più volte ha espresso il suo sostegno al sì.

Tra i sostenitori pure l’avvocato Alberto Gullino; l’avvocato Daniele Arrigo, presidente della Camera Civile di Messina, l’avvocata Enza Bontempo, presidente Aiga Messina; l’avvocato Bonaventura Candido, responsabile regionale dipartimento Giustizia di Forza Italia. Per Gullino, presidente della Camera Penale di Messina “P. Pisani – G. Amendolia”, “bisogna votare sì se si vuole che il cittadino (cioè ciascuno di noi), sia davvero tutelato nei suoi diritti fondamentali; che i magistrati siano effettivamente protetti, nell’esercizio delle loro altissime funzioni, dall’ingerenza esterna della politica, ma anche da quella interna delle correnti dell’Associazione nazionale magistrati; che si limiti lo strapotere non solo dei politici ma anche quello dei pubblici ministeri; che si riequilibri il rapporto tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario, così da evitare che la politica prevarichi il potere giudiziario, ma anche che avvenga il contrario. Se si vuole tutto ciò, bisognerà votare sì”.

Le ragioni del comitato “Sì separa”

A sua volta, per il comitato “Sì separa”, “votare sì significa scegliere una giustizia davvero terza, in cui chi accusa e chi giudica percorrono strade diverse, con responsabilità chiare e non sovrapponibili. La riforma mette in Costituzione la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti: due percorsi distinti che si incontrano solo nel processo, nel rispetto dei ruoli, per garantire al cittadino un giudice imparziale e un pubblico ministero forte e autonomo. È una scelta di civiltà istituzionale, pensata per restituire fiducia nella giustizia senza indebolire l’azione penale. Questa architettura si regge su un doppio pilastro di garanzie: due Consigli superiori della magistratura, uno per la magistratura giudicante e uno per quella requirente, entrambi presieduti dal presidente della Repubblica. Non c’è frattura dell’ordine giudiziario, ma un rafforzamento della sua autonomia interna. La massima istituzione di garanzia resta al vertice, mentre ciascun Consiglio si occupa della propria funzione, con regole disegnate per evitare sovrapposizioni e zone d’ombra”.

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Un commento

  1. In qualsiasi stato democratico governa e decide chi vince le elezioni, in Italia invece decide la magistratura in base alla corrente di appartenenza, col Si al referendum forse le cose potrebbero cambiare in meglio. Considerando anche che peggio di così è proprio difficile.

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