L'associazione chiama in causa le istituzioni
Durante un recente sopralluogo all’ex base militare di Campo Italia, l’associazione Map (Messina Attività Paranormali) ha riscontrato condizioni di degrado e pericolo inaccettabili. L’area è ridotta a una vera e propria discarica abusiva, con cumuli di rifiuti di vario tipo, inclusi materiali potenzialmente pericolosi. Tra questi, alcuni elementi sembrano contenere eternit, aumentando il rischio per la salute pubblica.
Secondo le segnalazioni ricevute dai cittadini, la situazione va avanti da almeno due anni, mentre la presenza di rifiuti nell’area risale a molto prima. La vecchia base, di competenza del Demanio militare, è dunque teatro di un grave stato di abbandono che mette a rischio l’ambiente e la sicurezza.
“Abbiamo deciso di muoverci subito per capire come procedere – dichiarano i membri di Map Messina –, stiamo chiedendo alle istituzioni chi sia responsabile della bonifica e quali passi siano necessari per mettere in sicurezza l’area. Stiamo anche valutando la possibilità di presentare una segnalazione ufficiale o una denuncia, così da accelerare ogni intervento”.
L’associazione sottolinea come sia inaccettabile lasciare un luogo del territorio in queste condizioni e invita le autorità competenti a intervenire con urgenza. La comunità locale, insieme a Map Messina, chiede massima trasparenza e tempestività negli interventi per tutelare la salute pubblica e l’ambiente.
Il nostro giornale ha più volte segnalato la situazione, com’è possibile vedere nei correlati. Le zone abbandonate, purtroppo, diventano terreno fertile per gli incivili. Per porre fine a queste azioni è necessario recuperare aree, come quella di Campo Italia, per troppo tempo lasciate a sé stesse.




E giusto che a campo Italia venga fatta la bonifica. Ma avete visto a Santo Bordonaro quante discariche ci sono? Qui nessuno ha interesse, zona disagiata e abbandonata, c’è di tutto e di più. Mi sono stancato di fare capire a chi di competenza di intervenire. Un ringraziamento al Sindaco e Assessori, grazie ancora. Un po’ di vergogna la dovreste avere.