Due gallerie naturali di 300 metri intervallate da un ponticello di 30 metri e poi due gallerie artificiali per riparare dalla caduta di massi. Ma intanto il costo è salito da 30 a 50 milioni
“Reti paramassi logore, versanti instabili, manto stradale dissestato, segnaletica deteriorata e presenza di un metanodotto a rischio. La situazione della SS114 al Capo Alì, tra Itala e Alì Terme, è ormai insostenibile”.
Francesco Aloisi, attivista del Comitato Nazionale “La scuola che respira”, e Giacomo Di Leo, Coordinatore del Comitato No Frane No Precarietà, sono chiari: “La SS114 non può continuare a essere una trazzera pericolosa. Servono interventi strutturali immediati, non più soluzioni tampone”.
Il problema è che il progetto per la messa in sicurezza risulta bloccato per carenza di fondi, conseguenza del forte rincaro dei materiali da costruzione.
La denuncia dei comitati
Dopo anni di segnalazioni e oltre 500 firme raccolte dal 2019, i cittadini lamentano che “nulla è stato fatto per mettere in sicurezza il tratto più fragile della Riviera Jonica Messinese.”
A peggiorare il quadro della viabilità, si aggiungono le chiusure e le limitazioni: il senso unico ad Alì Terme lato monte, il traffico pesante generato dai lavori del nuovo doppio binario Rfi e, da pochi giorni, la chiusura della passerella Alì Terme – Nizza, che evitava l’imbuto nel centro abitato.
Il progetto bloccato: da 30 a 50 milioni di euro
Il progetto esecutivo di variante, necessario per superare l’attuale tratto pericoloso a Capo Alì, è fermo.
L’opera, che prevede la realizzazione di due gallerie e un ponte per un nuovo percorso di circa tre chilometri, era stata stimata inizialmente sui 30 milioni di euro e presentata da Anas nel 2022. A causa del forte aumento dei costi delle materie prime nel triennio successivo, la stima è salita a quasi 50 milioni di euro.
La necessità di reperire i circa 20 milioni di euro mancanti ha di fatto bloccato l’iter. in attesa che i fondi per l’opera definitiva vengano sbloccati, i cittadini chiedono alle istituzioni un piano straordinario che preveda la messa in sicurezza del Capo Alì, gallerie paramassi, rifacimento del manto stradale e il monitoraggio geologico permanente, oltre alla valutazione di un percorso alternativo provvisorio.
