"Carburante fuori controllo", i pescatori pronti a "bloccare lo Stretto"

“Carburante fuori controllo”, i pescatori pronti a “bloccare lo Stretto”

Redazione

“Carburante fuori controllo”, i pescatori pronti a “bloccare lo Stretto”

sabato 18 Aprile 2026 - 21:43

La Federazione armatori siciliani conferma lo stato di agitazione del comparto della pesca marittima professionale

SICILIA – “Senza interventi siamo pronti a proteste eclatanti nello Stretto di Messina”. Il caro carburanti agita anche i pescatori e si valuta pure il blocco dello Stretto. La Federazione Armatori Siciliani “conferma lo stato di agitazione del comparto della pesca marittima professionale, nonostante la sospensione dello sciopero degli autotrasportatori a seguito della convocazione per il 22 aprile, al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il ministro”.

“Per la pesca non è cambiato nulla: i costi restano insostenibili e il prezzo del carburante continua a mettere in ginocchio le imprese. Con questi costi si lavora in perdita. Non è più una crisi temporanea ma una condizione strutturale che rischia di cancellare un intero comparto produttivo”, dichiara il presidente della Federazione armatori siciliani (Fas) Alfio Fabio Micalizzi.

La Federazione evidenzia “come il comparto, composto prevalentemente da piccole e medie imprese della pesca artigianale, sia esposto in modo diretto alle oscillazioni del costo del carburante, aggravate dalle tensioni internazionali e dalle recenti criticità”.

Le proposte della Fas contro il caro carburante

Nel dettaglio, “vengono avanzate tre richieste al governo, ritenute non più rinviabili: 1) Introduzione immediata di un tetto massimo al prezzo del carburante tra 0,60 e 0,70 euro al litro nei periodi di emergenza; 2) definizione di un prezzo calmierato strutturale tra 0,40 e 0,50 euro al litro per garantire la sostenibilità economica della pesca; 3) attivazione urgente degli strumenti straordinari di sostegno previsti dall’Unione europea per i settori colpiti da crisi eccezionali”.

“Senza risposte pronti ad azioni eclatanti”

Aggiunge Micalizzi: “In assenza di risposte rapide e concrete, la Federazione annuncia nuove iniziative di protesta “visibili e ad alto impatto”, già in fase di valutazione, tra cui una possibile mobilitazione con il coinvolgimento della flotta peschereccia nazionale.

“Non chiediamo privilegi ma condizioni minime per poter lavorare. Se il governo non interviene subito, saremo costretti a farci sentire con azioni eclatanti”, conclude il presidente della Federazione.

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