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Caruso: “Messina, bellezza sommersa. Obiettivo: ripopolarla”

Rosaria Brancato

Caruso: “Messina, bellezza sommersa. Obiettivo: ripopolarla”

giovedì 28 Novembre 2019 - 07:05
Caruso: “Messina, bellezza sommersa. Obiettivo: ripopolarla”

Palacultura gremito per l'incontro voluto dall'assessore Caruso con gli operatori della cultura, della scuola e del turismo. (foto e video)

Una città bellissima, ma i suoi figli non riescono ad amarla. Un territorio ricco di storia, arte, paesaggi maestosi, ma che si è spopolato. Una perla nel Mediterraneo, ma che i suoi abitanti non hanno imparato a guardare con altri occhi.

Karuso: ripopolare Messina

Se la premessa è: “Messina, bellezza sommersa”, la priorità deve diventare: “ripopolare Messina”. Ed è su questi due binari che l’assessore Karuso (con la k come appare nel profilo facebook) intende muoversi, consapevole che “non c’è una lira”, almeno al momento. In fondo, se la logica ci porta da A a B, l’immaginazione, diceva Einstein, ci fa arrivare ovunque.

Nella poltrona che molti anni fa, quando c’erano le risorse, era comodissima, l’assessore Enzo Caruso si è seduto da due mesi appena, con il fiato della Corte dei conti sul collo, una città in ginocchio e le casse semi vuote.

Ma da operatore culturale, da scout, da docente, da promotore di iniziative, da studioso appassionato di Messina, l’assessore Karuso non si è perso d’animo. E’ abituato a piantare semi e a farlo senza soldi.

Palacultura gremito

E ieri pomeriggio, in un Palacultura gremito, ha presentato le linee programmatiche di un percorso che o si fa in squadra o Messina muore. All’appello hanno risposto in tantissimi: associazioni, imprenditori, istituzioni, scuole, studenti. E’ a loro che ha parlato, senza fronzoli, da assessore ma anche “da membro di un’associazione affollatissima: genitori di figli a Milano”.

Gli studenti del Verona Trento

Una città che si spopola diventa automaticamente sempre più povera. Ma i giovani, come chiarito nel corso dell’incontro, non sono il futuro: SONO IL PRESENTE. Non a caso l’evento, presentato in modo elegante ed impeccabile dalla giornalista Valeria Brancato, si è aperto con gli studenti dell’Istituto tecnico Verona Trento che hanno inventato un robot che li ha portati a vincere il primo posto in Italia tra i progetti del settore.

Dopo i saluti del sindaco Cateno De Luca: “Oggi vediamo i turisti girovagare smarriti, senza meta, oppure vengono prelevati dai taxi e dai pullman per andare a Taormina”, la parola è passata all’assessore per un lungo intervento programmatico.

L’analisi

Con l’ausilio di slide efficaci Caruso ha tracciato un’analisi dei punti di debolezza che hanno finito con il prevalere sui punti di forza (che sono tutto quello che madre natura e madre storia ci hanno dato).

Messina non è stata amata dai messinesi, soprattutto da chi aveva compiti di responsabilità e ruoli di potere. Basterebbe imparare a guardarla con altri occhi per capire quanta di questa bellezza sia finita sommersa.

Rassegnazione e invidia

Lo spopolamento, l’assenza di logistica, la cultura del posto fisso e dell’assistenzialismo, hanno causato danni ingentissimi, così come l’aver perso memoria della nostra identità, l’invidia e la gelosia, l’atavica rassegnazione, l’indole incline al lamento.

Un popolo d’ indomiti

Eppure eravamo un popolo d’indomiti e di ribelli”. L’assessore ha poi elencato i punti di forza, quelle risorse inesauribili che la storia, la natura, i nostri avi ci hanno lasciato e che abbiamo coperto di polvere e rifiuti. Ma è dai punti di forza che si deve ripartire per “ripopolare Messina” non solo di messinesi ma anche di turisti.

Nella parte programmatica, c’è il lungo elenco dei nostri tesori: dalle spiagge alle chiese e monasteri, dalle Biblioteche e Musei ai Palazzi storici (e Liberty), dai Casali alla Real Cittadella, dai Forti ai percorsi naturalistici. Il turismo non può essere solo crocieristico, c’è quello Universitario, sportivo, convegnistico, religioso, esperenziale, etc. etc.

I Grandi eventi, il Calendario

Dobbiamo far restare i turisti qui fino ad una settimana. Vogliamo creare l’ufficio Grandi eventi perché è da questi che l’economia ricomincia, attraverso l’indotto. Un altro obiettivo è stilare un calendario di eventi annuali in tempo realistico per farli diventare fissi e promuoverli nel mondo. Chiedo aiuto a tutte le associazioni, parrocchie, organizzazioni, perché il calendario deve essere predisposto in anticipo. La sfida è creare il brand Messina, tornare ad essere protagonisti”.

Censire, ascoltare, fare

Ci sarà lo sportello dell’ascolto, si lavorerà con le agenzie e per una serie d’interventi che vanno dalla segnaletica agli info point passando per il censimento di associazioni, gruppi artistici, musicali. Saranno censiti piccoli musei, biblioteche, eccellenze storiche, artistiche, eventi, manifestazioni.

Per Santa Rosalia il Comune di Palermo stanzia mezzo milione di euro. A Messina ci sono polemiche persino sui soldi per i fuochi pirotecnici”.

Ai dirigenti scolastici si chiederà di portare nel cuore dei giovani la storia e l’orgoglio di un’identità che è andata perdendosi nei decenni, come la memoria.

La montagna va da Maometto

Dobbiamo lavorare in squadra ed arrivare, tra un anno, due, non a partecipare alle fiere per promuovere Messina ma a far venire qui tour operator e agenzie, farli restare, far fare loro quei percorsi che avremo costruito”.

Il Palacultura è gremito e quando l’assessore Caruso chiude il suo discorso si registrano anche alcuni interventi dalla sala. Da domani saranno avviati tavoli tematici.

Dalla platea

Il primo a parlare è un giovane di “se resti arrinesci” che dipinge un quadro drammatico degli atenei siciliani depotenziati da scelte nazionali. Poi è la volta di Vincenzo Franza, che parla da imprenditore, Orazio Miloro, presidente del Teatro, Tosi Siragusa direttrice della Biblioteca regionale Giacomo Longo che lancia un appello per salvarla da una situazione strutturale di grande disagio. Dalla platea si chiede attenzione per i bambini “che sono i giovani di domani”, si parla di Shakespeare, di Antonello, ma si è fatta sera e di carne al fuoco, per i prossimi mesi, ce ne sarà tantissima.

Purtroppo ci sono un paio di secoli da recuperare e il vento non è a favore, ma l’importante è cominciare. Zaino in spalla, senza guardare chi c’è dietro ma la strada davanti.

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Publiée par Tempostretto.it – Quotidiano online di Messina e provincia sur Mercredi 27 novembre 2019

Rosaria Brancato

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