Caso Armao. Chi sono i nuovi indagati, al vaglio la presunta tangente al Senato

Caso Armao. Chi sono i nuovi indagati, al vaglio la presunta tangente al Senato

Alessandra Serio

Caso Armao. Chi sono i nuovi indagati, al vaglio la presunta tangente al Senato

venerdì 09 Ottobre 2026 - 11:40

Tutti i nomi coinvolti nei due nuovi filoni di indagine, da Palermo e Agrigento alla Puglia

Palermo – Sono diversi i filoni di indagine seguiti dalla Squadra mobile palermitana, coordinata dall’ex capo della Mobile di Messina Antonio Sfameni, che ruotano intorno al caso Gaetano Armao, sfociato nella richiesta di arresto per l’ex vice presidente della Regione. Uno porta dritto al Senato e coinvolge un imprenditore pugliese, un altro porta all’iscrizione nel registro degli indagati di altri protagonisti del mondo politico e affaristico palermitano.

I nuovi indagati palermitani, l’inchiesta si allarga

Antonio Sfameni
Antonio Sfameni capo Squadra Mobile di Palermo

Il filone siciliano si allarga quindi ad una gara da 147,1 milioni per la raccolta rifiuti ad Agrigento e altri 9 comuni. Gli investigatori intercettano Armao e Valentina Matta a parlarne ad aprile scorso e ipotizzano la corruzione. La nuova ipotesi coinvolge il deputato regionale di Fi Gaspare Vitrano, presidente della commissione Attività produttive dell’Ars, l’avvocata Valentina Matta. Si tratta della cugina di Pierluigi Matta, indagato nel filone principale dell’inchiesta e tra quelli convocati per gli interrogatori di garanzia preventivi insieme ad Armao, che cominceranno il prossimo 12 ottobre.

Tutti nomi

Pierluigi Matta è stato sospeso dal Csm da componente di una commissione. Coinvolti in questo filone di indagine anche gli imprenditori Giuseppe Gaglio e Pietro Alongi di Porto Empedocle, attivi nel settore rifiuti. Il loro ruolo è ancora al vaglio degli inquirenti palermitani titolari dell’inchiesta, i pubblici ministeri Andrea Zoppi e Alessandro Macaluso.

Dalla Puglia al Senato per un lavoro nel ragusano, il pagamento di Doronzo

Sotto la lente della Procura c’è anche un pagamento da 5 mila euro sospettata di essere una tangente per corruzione, e che passa dal Senato della Repubblica. La somma per Armao, risalente al 2025, arriva dall’imprenditore pugliese Mario Doronzo e sarebbe legato all’intervento del politico per la risoluzioni di alcune questioni legati ad un appalto a Santa Maria del Focallo nel ragusano. Il lavoro era stato appaltato dal Commissario di governo per il contrasto del dissesto idrogeologico in Sicilia.

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Un commento

  1. quando de luca diceva armao meravigliao

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