Le intercettazioni della Squadra Mobile sui rapporti dell'ex vice presidente della Regione
Palermo – Una videocamera della Squadra Mobile riprendeva l’ex vice presidente della Regione Gaetano Armao nel suo ufficio e lo ha immortalato a nascondere qualcosa in un orologio a pendolo. Secondo gli investigatori quelle immagini lo inchiodano all’ipotesi di reato di corruzione. Il Giudice per le indagini preliminari deciderà la prossima settimana, dopo gli interrogatori preventivi fissati per il 12 e 13 ottobre.
Indagine sulla corruzione alla Regione, attesa per gli interrogatori
In quella sede Armao potrà decidere se avvalersi della facoltà di non rispondere o chiarire la sua posizione, raccontando la sua versione dei fatti. Tra gli indagati che saranno ascoltati c’è anche l’imprenditore del settore cure palliative Lugi Zancla, originario di Castroreale nel messinese. Sono questi i più recenti sviluppi dell’indagine della Procura di Palermo su una serie di ipotesi di corruzione alla Regione che ha portato alla richiesta di misura cautelare per 9 persone.
Perquisizioni a casa degli indagati, cosa è stato sequestrato
Intanto gli investigatori a lavoro sull’ipotesi corruzione esaminano la mole di documenti e gli altri elementi sequestrati nelle abitazioni e gli uffici di tutti gli indagati per i quali è stata chiesta la misura cautelare. Gli indizi che troveranno saranno incrociati con quel che se ne desume dalle indagini della cam spia, che inquadra Armao mentre nasconde in un orologio a pendolo il denaro che – è l’ipotesi della Procura – è il frutto della corruzione.
Il video di Armao che nasconde i soldi
Al vaglio anche i contenuti delle intercettazioni telefoniche, effettuate negli stessi giorni in cui l’occhio nascosto degli investigatori spiava Armao. Il 9 febbraio del 2026 le cimici della Polizia riprendono prima la presunta consegna della mazzetta, scrive l’Ansa. “Lasciami il cappotto in macchina … io non ….!!! lasciami il cappotto in macchina ….. me lo lasci in macchina”, dice Armao a Matta. Il legale obbedisce e dopo aver raggiunto l’autovettura di Armao ripone sul sedile posteriore il soprabito scuro che gli era stato affidato e una busta di carta color marrone e verde (la stessa che aveva con sé all’uscita da una filiale della banca in cui, per l’accusa aveva prelevato il denaro fatto avere dalla società in cambio di favori e “mascherato” da corrispettivo di una consulenza); subito dopo, richiude lo sportello.
Le intercettazioni telefoniche
Gli agenti della Mobile presenti sul posto annotano che Armao, dopo aver indossato il cappotto, inizia a toccarne le tasche come a verificare la presenza di qualcosa; Matta a quel punto indica con il dito della mano una delle tasche. Dopo aver trovato l’oggetto che era stato riposto all’interno di una tasca dice a Matta “grazie di tutto”. Nel tardo pomeriggio Armao torna nel suo studio dove le telecamere installate consentono di documentare il prelevamento dalle tasche del cappotto di un involucro di carta poi nascosto all’interno di un contenitore cilindrico che era dentro un orologio a pendolo.
foto Ansa

