I difensori chiedono al Tribunale la libertà del chirurgo coinvolto negli accertamenti sulle forniture agli ospedali cittadini
Messina – Nuovo confronto tra accusa e difese in vista, sul caso del professor Francesco Stagno d’Alcontres. L’ex primario ha infatti chiesto al Tribunale del Riesame di valutare l’ordinanza del giudice Salvatore Pogliese che lo ha posto ai domiciliari, nell’ambito dell’inchiesta sui contatti con i fornitori del Policlinico e le sponsorizzazioni ai convegni della società di chirurgia che presiede. Sul tavolo c’è la richiesta di revoca del provvedimento cautelare o la sostituzione con una meno afflittiva. Gli avvocati SalvatoreSilvestro e Nico D’Ascola, che chiederanno al Collegio di rimettere in libertà totalmente Stagno d’Alcontres, puntano però ad entrare anche nel merito degli indizi raccolti dalla Guardia di Finanza di Messina durante le indagini, ancora aperte.
Nuovi sviluppi in vista?
L’udienza non è ancora stata fissata ma non è escluso che in quella data la Procura non porti all’esame del Tribunale altri e nuovi elementi, scaturiti nel prosieguo degli accertamenti.
Il calderone delle indagini sul Policlinico di Messina e sui rapporti tra fornitori e medici, che coinvolge anche i sanitari di altri ospedali cittadini, è infatti ancora tutto aperto e gli sviluppi in fìeri, come dimostra il “caso Franza”. Ovvero l’apertura di un nuovo filone di inchiesta, nato dalle conversazioni intercettate tra il professor Stagno d’Alcontres e Vincenzo Franza, relativo all’infortunio di un marittimo in servizio sulla nave Nerea della Caronte&Tourist, avvenuto durante le operazioni al porto di Lipari.
Dal caso Franza alla versione di Stagno
Mosse della Procura di Messina a parte, è certo che Stagno d’Alcontres è decisissimo a dimostrare la sua innocenza e sta valutando tutti i passaggi procedurali necessari da compiere in questo senso. Al primo confronto col giudice Pogliese, nelle quasi due ore di interrogatorio di garanzia, l’ex primario di Chirurgia plastica si è difeso e ha respinto con forza l’ipotesi di aver commesso reati, come gli contestano invece gli investigatori, e ha reso la sua versione delle conversazioni intercettate e delle reali dinamiche tra il reparto del Policlinico e i fornitori.
