Castanea: un pezzo di storia sta per sparire. Dal vincolo al restauro, all'abbandono - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Castanea: un pezzo di storia sta per sparire. Dal vincolo al restauro, all’abbandono

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Castanea: un pezzo di storia sta per sparire. Dal vincolo al restauro, all’abbandono

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martedì 20 Ottobre 2020 - 08:14
Castanea: un pezzo di storia sta per sparire. Dal vincolo al restauro, all’abbandono

Giovanni Quartarone ci racconta la storia di un cimelio del '400 a Castanea e delle fasi dal vincolo, al restauro e all'incuria

Saranno cinque secoli abbondanti e forse più, a detta degli esperti, che questo insolito e raro finestrone, contornato da pomice nera, si staglia nel piccolo slargo dell’antico quartiere di Piazzicella di Castanea. Robusto e solido come l’antichissima chiesa della Portella, distante in linea d’aria meno di un chilometro, e purtroppo “deceduta”, per nostra incuria, nell’ultimo ventennio del secolo scorso.

Testimonianze del passato

Indenni erano riusciti a superare i due catastrofici terremoti che colpirono tutta l’area dello Stretto e se non si interviene con tempestiva urgenza anche questa, forse unica, testimonianza di un tempo lontano presto verrà cancellata. Il prezioso manufatto è incastonato nel prospetto principale di un complesso edilizio residenziale che presenta interventi e rifacimenti postumi ma si conserva e ne attesta il periodo di costruzione la cornice marcapiano, con una funzione puramente decorativa, posta a livello del parapetto che si estende per l’intera facciata. La pietra nera utilizzata come rifascio la ritroviamo in loco solo nelle mezzelune poste sopra le porte della cinquecentesca chiesa di San Giovanni, nel rosone e nei due oculi della stessa e nelle due vicine chiese situate nelle campagne attorno a Castanea di Santa Maria del Bosco (XII – XIII sec.) e di San Nicola (VIII- IX sec.?).

Un simbolo per Castanea

Questa costruzione diventa per Castanea e forse per il circondario un simbolo, in tono minore, come lo sono le rinomate bifore dell’Osterio Magno di Cefalù, del Palazzo dei Duchi di Santo Stefano di Taormina o quella di Savoca.  Con un provvedimento datato 1 ottobre 1997 l’Assessore Regionale ai BBCC dietro segnalazione del la Soprintendenza ai beni storico artistici di Messina pose l’intero stabile sotto tutela in quanto costituisce una significativa testimonianza di architettura residenziale databile fra il XV e il XVI secolo.

Il vincolo

“L’edificio inserito nel tessuto urbano di Castanea, antico e importante casale del messinese, si distingue dall’edilizia circostante per il carattere signorile e per gli elementi architettonici presenti in facciata databili fra il 15° e 16° secolo, come il limitrofo palazzetto prospiciente la stessa via Piazzicella. La facciata principale si sviluppa su due elevazioni . Al piano terra sono posti ai lati due portali a arco a tutto sesto di cui quello ovest è in pietra bugnata con in chiave uno stemma consunto mentre quello ad est è in semplici conci di pietra calcarea. Al piano superiore si osserva un balcone di poco aggettante  con lateralmente due finestre architravate con davanzale in pietra sagomata. La muratura, di notevole spessore, è costituita da blocchi di pietra irregolare di varia pezzatura legati con malta, visibile in larghi tratti privi di intonaco. La copertura è a tetto con manto in tegole….il palazzetto oggetto del presente provvedimento conserva intatta la composizione volumetrica e ed architettonica del passato racchiudendo in sé elementi quattro – cinquecenteschi e per tali considerazioni si ritiene meritevole di tuela”.

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Due monumenti sotto tutela

Altri due monumenti posti sotto tutela, uno la chiesa della Visitazione nel 1967 e l’altro il gruppo marmoreo del Calamech in essa conservato corrono grave pericolo. Il tetto della chiesa sta per cadere mentre il palazzetto, sopra descritto, per metà è scoperto, il solaio è crollato, la porta d’ingresso divelta che proprio in questi giorni mi ha permesso di fotografare gli interni e nelle due pareti, quella di destra e di sinistra si evidenziano due archi murati. Entrambi in pietra. Quello della parete di sinistra, in fondo, è ben visibile ed è accostato a un sottoscala in legno di recente costruzione. Si trova sotto il solaio a un metro circa da terra e per le dimensioni, circa un metro e sessanta di altezza, stranamente potrebbe essere una porta e considerando l’edificio addossato costruito in un secondo tempo, un finestrone di quella mole, ubicato al piano sottostante del sopra citato finestrone sarebbe alquanto insolito. Portali coevi e di simili dimensioni, e per giunta murati, li troviamo in zona nella vicina chiesa di Santa Caterina e in quella di Sant’Antonio Abate del villaggio di Massa San Giorgio.

Giovanni Quartarone

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