Appuntamento dal 23 al 30 aprile
Più che una ripresa del classico, Cavalleria rusticana. La legge dei Rasoterra si presenta come una riscrittura scenica che attraversa il nucleo tragico dell’opera verghiana per restituirlo in una forma contemporanea, aspra, tesa, radicale. Al centro non c’è soltanto la vicenda dei singoli, ma la forza del gruppo, il controllo esercitato dalla comunità, il peso di un codice non scritto che tutti conoscono e nessuno osa mettere in discussione.
In questo nuovo allestimento, la tragedia prende corpo in un mondo in cui il privato diventa immediatamente fatto pubblico, e ogni gesto viene osservato, assorbito, giudicato. La scena si fa così luogo umano e simbolico insieme: spazio di desiderio, di possesso, di colpa, ma anche di esclusione, vergogna e vendetta. È dentro questa pressione costante che emerge la “legge dei Rasoterra”, titolo e chiave dell’intero spettacolo: una legge che non appartiene allo Stato e non coincide con quella religiosa, ma nasce dal branco, dallo sguardo degli altri, dalla necessità di difendere un ordine collettivo fino alle sue estreme conseguenze.
Il lavoro di Vincenzo Tripodo evita ogni compiacimento folklorico e ogni citazione ornamentale, per cercare invece nella materia verghiana la sua urgenza più viva. Ne nasce uno spettacolo che non guarda al classico come a un oggetto da conservare, ma come a un campo di forze ancora attivo, capace di interrogare il presente e di restituire, con durezza e precisione, i meccanismi profondi dell’appartenenza e della condanna.
Date e orario
SALA LAUDAMO
dal 23 al 30 aprile ore 21
26 aprile ore 17:30
Biglietti
Intero € 5 | Ridotto abbonati € 3
