Pestato a sangue davanti ad una focacceria: “Tutti guardavano ma nessuno mi ha aiutato” - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Pestato a sangue davanti ad una focacceria: “Tutti guardavano ma nessuno mi ha aiutato”

Veronica Crocitti

Pestato a sangue davanti ad una focacceria: “Tutti guardavano ma nessuno mi ha aiutato”

martedì 17 Febbraio 2015 - 23:02

E' accaduto martedì sera, davanti ad una focacceria, non lontano da Piazza del Popolo. Fabrizio ha voluto raccontare la sua storia, dopo aver già sporto denuncia in Procura per aggressione contro ignoti.

“Mi hanno preso a pugni, graffi e calci solo perché, secondo loro, uscendo dal posteggio, avevo urtato lievemente la loro macchina”. Fabrizio, 32 anni, ha ancora il volto segnato da ferite mentre racconta quel che gli è capitato lo scorso martedì, dinnanzi ad una nota focacceria messinese, non lontano da Piazza del Popolo. Fabrizio è l’ennesima vittima del silenzio, di quelli che vedono ma poi preferiscono girarsi dall’altro lato ed andarsene piuttosto che parlare, chiamare le Forze dell’Ordine, difendere chi si trova a terra e sta per esser preso a calci.

E’ martedì 10 febbraio. Non sono ancora passate le 22 che Fabrizio riceve una brutta notizia per telefono, una notizia che lo costringe ad alzarsi velocemente dal tavolo ed uscire dalla focacceria per prendere la macchina e andarsene. “Da quel momento – racconta – è stato un attimo. L’urto, la proprietaria che si avvicina e mi prende le chiavi, io che esco dall’auto e cerco di parlare spiegando che non c'è stato nessun graffio sulle macchine, lei che mi aggredisce, altri due che si avvicinano e mi buttano a terra. E poi il calcio all’altezza del naso. In tutto erano in tre, due donne ed un uomo più grande. Attorno si era creata un po’ di folla ma nessuno ha chiamato polizia o carabinieri. Guardavano tutti, quasi stessa andando in scena uno spettacolo. Poi ricordo solo che ero disteso a terra, sanguinante”.

Escoriazioni, varie contusioni e 6 giorni di prognosi è stato il referto dell’Ospedale Papardo di Messina. “Ho già depositato una denuncia in Procura per aggressione contro ignoti – continua ancora Fabrizio – e mi auguro davvero che qualcuno possa aiutarmi a capire chi mi ha fatto questo in una città che ho sempre reputato tranquilla ma che, evidentemente, non lo è. Se c’è qualcuno che ha visto o che può aiutarmi, lo faccia”.

E quasi a voler confermare le parole di Fabrizio sull’escalation di violenza che sta travolgendo Messina, negli scorsi giorni, un giovane pregiudicato di soli 19 anni, Vincenzo Burrascano, è stato arrestato poiché, dopo un banale incidente, si è scagliato contro la conducente dell’altra macchina minacciandola ed insultandola. Quel giorno però, al contrario di Fabrizio, la vittima è stata fortunata poiché proprio in quel momento, in quella stessa via, stava passando una pattuglia dei carabinieri della Stazione di Gazzi. Notando quel che stava accadendo, i militari sono subito intervenuti per sedare gli animi. Il giovane Burrascano, non contento, si è allora scagliato anche contro i carabinieri, insultandoli e minacciandoli. Come se non bastasse, è poi emerso che il 19enne guidava senza patente, su un motorino senza assicurazione ed anche con una targa contraffatta. (Veronica Crocitti)

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14 commenti

  1. Ad aiutare purtroppo si finisce come al povero Stacchio o ai due giovani marocchini della rissa in stazione di cui avete parlato qualche giorno fa.

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  2. Ad aiutare purtroppo si finisce come al povero Stacchio o ai due giovani marocchini della rissa in stazione di cui avete parlato qualche giorno fa.

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  3. ma fare il 113?

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  4. ma fare il 113?

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  5. Ormai vige la legge che bisogna farsi i c..zi propri e lasciare che si ammazzino da soli o in compagnia. Nessuno vuole intervenire perchè poi rischia di essere denunciato e non solo ma anche di essere picchiato a posto dell’altro.

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  6. Ormai vige la legge che bisogna farsi i c..zi propri e lasciare che si ammazzino da soli o in compagnia. Nessuno vuole intervenire perchè poi rischia di essere denunciato e non solo ma anche di essere picchiato a posto dell’altro.

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  7. La morte in discoteca del giovane palermitano causata da un giovanissimo diciassettenne, quasi un bambino, e questo pestaggio di Messina mi inducono a riflettere e fare un passo indietro nella mia memoria. Sono stato un bambino-ragazzo del secondo dopoguerra, giocavamo a combattere e le battaglie finivano sempre con il duello tra i campioni dei due fronti, un duello leale, tra due di pari forza, al massimo finiva con un occhio nero e non c’era bisogno di dividersi, c’era un autocontrollo frutto di una educazione ferrea dei nostri genitori, la riassumo in una frase, IL PIU’ DEBOLE DEVE ESSERE SEMPRE RISPETTATO, altrimenti ci aspettava l’ira dei nostri padri.Oggi molti giovani palestrati sono VIGLIACCHI, non sarebbero stati i nostri CAMPIONI.

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  8. La morte in discoteca del giovane palermitano causata da un giovanissimo diciassettenne, quasi un bambino, e questo pestaggio di Messina mi inducono a riflettere e fare un passo indietro nella mia memoria. Sono stato un bambino-ragazzo del secondo dopoguerra, giocavamo a combattere e le battaglie finivano sempre con il duello tra i campioni dei due fronti, un duello leale, tra due di pari forza, al massimo finiva con un occhio nero e non c’era bisogno di dividersi, c’era un autocontrollo frutto di una educazione ferrea dei nostri genitori, la riassumo in una frase, IL PIU’ DEBOLE DEVE ESSERE SEMPRE RISPETTATO, altrimenti ci aspettava l’ira dei nostri padri.Oggi molti giovani palestrati sono VIGLIACCHI, non sarebbero stati i nostri CAMPIONI.

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  9. QUI NON SI TRATTA DI GIOVANI PALESTRATI MARIEDIT MA DI BULLISMO VERO E PROPRIO NESSUNO SPORT TI INSEGNA AD ESSERE MALEDUCATO E FARE IL BULLO E NON AVERE RISPETTO VERSO IL PROSSIMO LA VERITA’ DIPENDE DAI GENITORI E QUEL CHE SI INSIGNA E VERO…. IL ,PROBLEMA E CHE DOBBIAMO AVERE A CHE FARE CON QUESTE PERSONE E PURE CON GLI OMERTOSI CHE SCHIFO SI DOVREBBERO VERGOGNARE TUTTI

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  10. QUI NON SI TRATTA DI GIOVANI PALESTRATI MARIEDIT MA DI BULLISMO VERO E PROPRIO NESSUNO SPORT TI INSEGNA AD ESSERE MALEDUCATO E FARE IL BULLO E NON AVERE RISPETTO VERSO IL PROSSIMO LA VERITA’ DIPENDE DAI GENITORI E QUEL CHE SI INSIGNA E VERO…. IL ,PROBLEMA E CHE DOBBIAMO AVERE A CHE FARE CON QUESTE PERSONE E PURE CON GLI OMERTOSI CHE SCHIFO SI DOVREBBERO VERGOGNARE TUTTI

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  11. Il punto è un altro. Perchè nessuno ha chiamato il 113/112? Nessuno ricorda neanche una targa degli autori del pestaggio? Hanno paura? E se domani capitasse ad uno di loro oppure a qualcuno dei loro familiari essere vittima di questa gentaglia?

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  12. Il punto è un altro. Perchè nessuno ha chiamato il 113/112? Nessuno ricorda neanche una targa degli autori del pestaggio? Hanno paura? E se domani capitasse ad uno di loro oppure a qualcuno dei loro familiari essere vittima di questa gentaglia?

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  13. Carissimo FIORENZO ti posso assicurare che i tanti mariedit della mia generazione sarebbero intervenuti, anche oggi, con i loro sessantanni suonati da un pezzo. Non c’entra niente il coraggio o la nostra abitudine di giocare a darcele di santa ragione, nel secondo dopoguerra c’erano pochi giocattoli in circolazione, solamente eravamo educati dai nostri padri, usciti per fortuna vivi dalla guerra, ad aiutare i più deboli e a non sederci MAI sui pochi autobus per lasciare il posto agli anziani e alle donne con bambini. Chi lo fa oggi? NESSUNO. Di chi sono le responsabilità educative? FAMIGLIA e SCUOLA.

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  14. Carissimo FIORENZO ti posso assicurare che i tanti mariedit della mia generazione sarebbero intervenuti, anche oggi, con i loro sessantanni suonati da un pezzo. Non c’entra niente il coraggio o la nostra abitudine di giocare a darcele di santa ragione, nel secondo dopoguerra c’erano pochi giocattoli in circolazione, solamente eravamo educati dai nostri padri, usciti per fortuna vivi dalla guerra, ad aiutare i più deboli e a non sederci MAI sui pochi autobus per lasciare il posto agli anziani e alle donne con bambini. Chi lo fa oggi? NESSUNO. Di chi sono le responsabilità educative? FAMIGLIA e SCUOLA.

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