Città Metropolitana, 181 lavoratori a De Luca: "Non giochi sulla nostra pelle"

Città Metropolitana, 181 lavoratori a De Luca: “Non giochi sulla nostra pelle”

Francesca Stornante

Città Metropolitana, 181 lavoratori a De Luca: “Non giochi sulla nostra pelle”

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giovedì 07 Febbraio 2019 - 20:49

De Luca ha bloccato gli stipendi e ha deciso di mettere in ferie d'ufficio i dipendenti della Città Metropolitana per protestare contro Stato e Regione per le condizioni dell'Ente. 181 lavoratori hanno firmato una lettera per chiedere che non si calpestino i loro legittimi diritti

181 firme. 181 nomi e cognomi che chiedono al sindaco metropolitano Cateno De Luca di non calpestare dignità e diritti dei lavoratori. I dipendenti della Città Metropolitanahanno risposto così ai provvedimenti che il sindaco ha messo in campo per accendere i riflettori regionali e nazionali sulla drammatica situazione finanziariadell’ex Provincia. In principio lo stop al pagamento degli stipendi, poi la decisione di mettere in ferie d’ufficioben 700 lavoratori sugli 840 della Città Metropolitana. Per i lavoratori però non può essere questo il modo di fare una protesta, seppur giusta e sacrosanta.

Oggi De Luca, tra l’altro, ha rotto il suo silenzio da ritiro spirituale rilanciando proprio le decisioni prese sulla Città Metropolitana. E dunque 181 lavoratori hanno deciso di rispondere con una lettera inviata anche al Prefetto.

I dipendenti considerano gli atti adottati dal sindaco De Luca “quantomeno inopportuni” perché ledono legittimi diritti, come stipendi e ferie, riconosciuti e sanciti dalla Carta Costituzionale e dalla Legge. Condividono le motivazioniche spingono il sindaco ad una giusta e opportuna azione di protesta, che però ritengono debba caratterizzarsi solo ed esclusivamente sul piano politico/istituzionalee non sulla “pelle” dei dipendenti. Dicono no alla strumentalizzazione della sofferenza e del malcontento dei dipendenti. Chiedono di non essere esasperati “oltre ogni limite e decenza”.

La richiesta a De Luca è chiarissima: revocare gli atti con cui sono stati bloccati gli stipendi e sono state ordinate le ferie d’ufficio.

Si rivolgono anche ai dirigenti di Palazzo dei Leoni, diffidandoli a dare seguito a quegli atti di indirizzo che “non trovano alcun fondamento nell’interesse legittimo delle funzioni dell’Ente. Sono pronti a tutelare i propri diritti in ogni sede e se servirà chiederanno ogni legittimo risarcimento morale e materiale per i danni subiti o che potrebbero scaturire da queste scelte.

F.St.

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