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Tutti i dettagli del PUDM: i criteri di redazione del piano, la suddivisione della costa e le regole di utilizzo

ELENA DE PASQUALE

Tutti i dettagli del PUDM: i criteri di redazione del piano, la suddivisione della costa e le regole di utilizzo

martedì 20 Marzo 2012 - 23:23
Tutti i dettagli del PUDM: i criteri di redazione del piano, la suddivisione della costa e le regole di utilizzo

Lo strumento di pianificazione costiera è stato realizzato suddividendo il litorale in Afo (Aree funzionali omogenee) e in Zone, ciascuna con caratteristiche differenti. Regole precise per le concessioni demaniali

Il PUDM, come detto, consentirà di effettuare un utilizzo razionale ed eterogeneo del territorio costiero, evitando che il litorale venga sottoposto ad usi ma soprattutto abusi. In particolare, il Piano ha come obiettivo quello di disciplinare gli usi, sia per finalità pubbliche garantendo la fondamentale esigenza di tutela dei tratti di costa che ancora conservano un rilevante pregio ambientale per la salvaguardia delle risorse naturali, sia per iniziative connesse ad attività di tipo privatistico, stabilendo principi, criteri e modalità per la concessione dei beni del demanio Marittimo.

CARATTERISTICHE DELLA COSTA

La porzione di territorio oggetto del piano si estende per una lunghezza complessiva di circa 60 km; si sviluppa, in particolare, per circa 34 Km da Giampilieri Marina a Capo Peloro nella fascia Ionica, e per circa 30 Km da Capo Peloro a Ponte Gallo nella fascia Tirrenica; comprende il più grande porto naturale attrezzato della Sicilia, utilizzato sia come porto commerciale che militare chiuso dalla penisoletta a forma di falce di San Ranieri ed un approdo realizzato nella zona Tremestieri. La morfologia costiera è estremamente differenziata. Il tratto di litorale che si estende da Punta San Raineri a Capo Scaletta, ricade nel versante orientale jonico della Sicilia, nel territorio che comprende la zona meridionale di Messina, Fino al confine con il Comune di Scaletta Zanclea. L'area è costituita da una pianura alluvionale, depositata in epoca protostorica dalle numerose fiumare che si originano dalla catena Peloritana che, orograficamente, limita il Comprensorio verso Ovest. La fascia costiera pressoché rettilinea, quasi completamente urbanizzata, si estende per circa 20 km, comprendendo l'intero litorale meridionale caratterizzato da coste basse, ad eccezione del tratto terminale, in corrispondenza di Capo Scaletta. Il litorale è costituito prevalentemente da spiagge caratterizzate da granulometria ghiaioso -ciottolosa e talvolta sabbiosa, intervallate dalle foci di numerose fiumare. La costa è stata soggetta, nel corso degli ultimi trent'anni, ad un impatto antropico, con regimazione dei reticoli idrografici e con un processo di urbanizzazione che ha irrigidito la fascia costiera con un susseguirsi di infrastrutture e strade litoranee.

CRITERI DI REDAZIONE DEL PUDM

Al fine di dare una corretta ed organica sistemazione agli ambiti che costituiscono il demanio marittimo di competenza territoriale del Comune di Messina, si è proceduto alla suddivisione del medesimo in Afo (Aree funzionali omogenee) e Zone, In particolare, il litorale è stato suddiviso in 7 A.F.O., ovvero l’insieme degli ambiti costieri demaniali marittimi, compresi all’interno dei confini comunali, tendenzialmente omogenei in considerazione di medesime caratteristiche ambientali, morfologiche ed infrastrutturali.

Afo 1 – la porzione di area compresa tra il torrente Gallo, che delimita il confine del comune di Messina con quello di Villafranca Tirrena, ed il Torrente Corsari nel villaggio Acqualadroni. Tale porzione ricade interamente all’interno della Zona di Protezione Speciale (ZPS ITA0300042).

Afo 2 – la porzione di area compresa tra il torrente Corsari ed il Canale degli Inglesi. L’intera area ricade interamente all’interno della Zona di Protezione Speciale (ZPS ITA0300042) e la porzione compresa tra il Torrente Tono ed il Canale degli Inglesi ricade all’interno del D.P. 705 del 1967.

Afo 3 – la porzione di area compresa tra il canale degli Inglesi ed il torrente Papardo. L’intera area ricade interamente all’interno della Zona di Protezione Speciale (ZPS ITA0300042) e del D.P. 705 del 1967.

Afo 4 – la porzione di area compresa tra il torrente Papardo ed il torrente annunziata (limite Nord dell’Autorità portuale). L’intera area ricade interamente all’interno della Zona di Protezione Speciale (ZPS ITA0300042) e del D.P. 705 del 1967.

Afo 5 – la porzione di rea compresa tra il torrente Annunziata ed il torrente Portalegni, area di competenza dell’Autorità portuale, oggetto di Piano Regolatore del Porto.

Afo 6 – la porzione di area compresa tra il torrente Portalegni ed il torrente Guidari.

Afo 7 – la porzione di area compresa tra il torrente Guidari ed il Torrente Giampilieri a confine di Scaletta.

Le Afo sono state suddivise in zone, la cui specificità è determinata sia da caratteristiche ambientali sia da specifiche scelte di recupero o sviluppo degli ambiti territoriali che risultino funzionali per il riassetto e lo sviluppo del territorio costiero. Per ciascuna zona sono state individuate le tipologie di iniziativa attuabili, le modalità di realizzazione dei manufatti e la localizzazione delle nuove concessioni.

REGOLE GENERALI

Il Piano di utilizzo del demanio Marittimo è principalmente uno strumento “programmatorio” che consente di pianificare e disciplinare le attività legate all’uso della spiaggia allo scopo di perseguire un uso sostenibile e razionale del sistema costiero. La sostenibilità della gestione delle spiagge va affrontata comunque in connessione con il contesto generale. Il P.U.D.M. indica la destinazione e l’uso delle aree della fascia litoranea, in particolare quelle destinate agli insediamenti turistici, balneari e ricreativi e, in generale, tutte le aree demaniali che possono essere assentiti con concessione anche per altri usi, oltre a quelle finalizzate all’insediamento di attività di divertimento e quelle da lasciare libere sia per gli opportuni passaggi a mare, oltre a soddisfare la pubblica balneazione. Mantiene, dove compatibili, gli insediamenti già esistenti in regime di regolare concessione; prevede che i vari impianti/strutture da installare siano realizzati sulla base del criterio della precarietà e facile amovibilità e l’impiego di materiale di ottima qualità. Individua tratti di litorale per l’eventuale realizzazione di aree a disposizione di imbarcazioni di proprietà dei pescatori, corrispondenti a tratti storicamente utilizzati dai marinai del loco, considerando le varie esigenze connesse alla fruizione del mare. Ovviamente, per organicità progettuale, non può sottrarsi dal precisare altre destinazioni di tratti costieri, come aree per la viabilità, sosta ed attività plurime d’uso collettivo. (ELENA DE PASQUALE)

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Un commento

  1. Se digitate in Google,PDUM MESSINA,sono gli articoli di Danila La Torre,prima,e quelli di oggi,di Elena De Pasquale,insieme al Rapporto Preliminare,predisposto dal dipartimento di Pianificazione Urbanistica del Comune,sempre sul Piano di Utilizzazione Urbanistica del Demanio Marittimo,la sola possibilità,ad oggi,di essere informati sulla importantissima sorte della nostra costa,anch’essa
    devastata dalla furia di una esigua minoranza di messinesi,che se ne è appropriata o rubata,fate voi.
    BRAVISSIME le giornaliste di TempoStretto,spero in un approfondimento della questione ,magari con una inchiesta video/fotografica.

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