Concorso Cavaleri, 3°posto Giulia Olivieri: "Intervista a un giovane leghista" - Tempostretto

Concorso Cavaleri, 3°posto Giulia Olivieri: “Intervista a un giovane leghista”

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Concorso Cavaleri, 3°posto Giulia Olivieri: “Intervista a un giovane leghista”

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martedì 11 Giugno 2019 - 08:00
Concorso Cavaleri, 3°posto Giulia Olivieri: “Intervista a un giovane leghista”

Messina- I temi dei vincitori del concorso Silvana Romeo Cavaleri sull'argomento "Come i giovani vedono i migranti"

Continua la pubblicazione dei temi vincitori del Concorso Silvana Romeo Cavaleri al quale hanno partecipato 120 studenti dei licei cittadini

III POSTO – GIULIA OLIVIERI (II A MAUROLICO)

Intervista a un giovane leghista: emergenza migranti

Giornalista: Alessio Petrolio, diciottenne milanese fresco di diploma, ha recentemente fatto parlare di sé, grazie alla pubblicazione su Facebook di un post riguardante l’emergenza migranti, diventato virale.

Oggi, Alessio è qui con noi per parlarci della tanto discussa visione politica comune a lui e a molti altri italiani.

Giornalista: Nelle ultime settimane, il tuo post ha raggiunto quasi due milioni di condivisioni. Ti aspettavi questa notorietà?

Alessio Petrolio: Devo essere sincero: non avrei mai immaginato tanti sostenitori, ma quest’ondata di consensi mi restituisce una nuova fiducia nel mio Paese.

La verità è che pochi italiani hanno davvero a cuore il futuro della nazione. Non si può parlare di immigrazione senza che qualche bifolco comunista dica la propria, e fidatevi: si tratta sempre di qualche sciocchezza sui “diritti umani” e “xenofobia” e altre baggianate di fantasia che non interessano a nessuno. Ai tempi del Duce, questa libertà di espressione non sarebbe stata tollerata!

G: E a proposito di xenofobia: quanto il razzismo ha impatto sull’opinione pubblica?

AP: Glielo dico io: assolutamente nulla, concetti che non hanno niente a che vedere l’uno con l’altro. Il razzismo non è un problema italiano: è quello che si sono inventati i terroni per giustificare la loro pigrizia. Ma non è di questo che oggi discutiamo: parliamo di immigrati.

G: Hai parlato, nel tuo post, di una “eccessiva indulgenza” da parte dello Stato nei confronti di questi migranti: a cosa ti riferisci?

AP: La risposta è molto semplice: bisogna guardare ai fatti. Queste persone, no, questa gentaglia, si imbarcano su delle chiatte fatiscenti, portandosi dietro i bambini e famiglia, si fanno la loro piccola vacanza marittima, e poi pretendono di venire accolti qui da noi, con la scusa della “disperazione” e del “cercare futuro migliore” e altre fesserie (che raccontano i comunisti, s’intende). Innanzitutto, se vogliono un “futuro migliore”, si risolvano i problemi loro e di quei paeselli da dove vengono: questa scusa della guerra e della fame non ha né capo né coda. Qualcuno potrebbe dire (e sarebbe un beota): “Le guerre vengono finanziate dai paesi occidentali, però”. Ed è qui che si sbaglia: l’Occidente venderà pure le armi, ma poi sono loro che le usano, quindi non c’entra proprio niente. Poi, se hanno i mezzi per comprare le armi, che li usino per sbrigarsi i loro affarucci di Stato: e che non vengano a lamentarsi di dittature o cose simili, perché, se le lasciano salire al potere, evidentemente essere oppressi non dispiace loro più di tanto. Venendo alla fame: vi pare che gli italiani non abbiano fame? Eccome se hanno fame, solo che hanno la decenza di non lamentarsene. Almeno, così è qui al Nord, non saprei dire lo stesso per i terroni (pure loro hanno il vizio di venire qui di tanto in tanto, ma almeno sanno la lingua più o meno comprensibilmente).

G: Che rischi comporta l’accoglienza migranti? Quali sono le conseguenze?

AP: Ancora una volta, la realtà parla da sé: queste persone vengono qui per farsi mantenere a carico dello Stato! Vivono a spese degli italiani e, quei pochi che non sono scansafatiche, rubano il lavoro a tanti giovani cittadini! Il bello è che molti sono pure scansafatiche, che li trovi sempre al semaforo a vendere fazzoletti e ombrelli, o a chiedere l’elemosina. C’è chi ha almeno il buon senso di morire di fame, invece di andare a chiedere i soldi altrui!

G: Cosa dovrebbe fare lo Stato per migliorare questa situazione? Qual è il compito dei nostri politici?

AP: Tanto per cominciare, rispedire questi villici lì da dove sono venuti, e con loro pure tutta quella mandria di figli, che quella gente lì, purtroppo, si riproduce facilmente. Ricorrere alla castrazione chimica parrebbe una buona soluzione, almeno secondo la mia modesta opinione, ma pare sia una violazione dei diritti umani, o cose del genere. Dunque, siccome non vogliamo offendere nessun estremista sinistroide, ci si limiterebbe a smettere di soccorrere tutti i barconi sperduti nel Mediterraneo. Sospetto che avrebbero da ridire anche su questo, ma si tratta pur sempre di un affare che, di fatto, italiano non è: che ci pensi la Francia, o la Germania, a soccorrere questi soggetti: il dovere dello Stato è pensare prima agli italiani. Non si può certo perdere tempo con inutili questioni morali! Gli italiani si nutrono di pane e di pasta, non di uguaglianza e solidarietà!

G: Grazie per essere stato qui con noi! Adesso passiamo la linea ai colleghi del TG2!

Annunciatore: “Affonda barcone vicino le coste di Lampedusa, in ritardo i soccorsi: centotrentasette morti…”

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Un commento

  1. ahahahah “come i giovani vedono un immigrato ” . Effettivamente pensandoci bene i siciliani non sono mai emigrati .

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