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Confartigianato Messina: “Confinamento da evitare, sì ai vaccini anti Covid”

Redazione

Confartigianato Messina: “Confinamento da evitare, sì ai vaccini anti Covid”

sabato 04 Settembre 2021 - 09:05

Il segretario di Confartigianato Messina, Francesco Giancola, fa il punto sulla situazione delle imprese artigiane in rapporto alle vaccinazioni, alla riforma della giustizia, indebitamento imprese verso la pubblica amministrazione ed occupazione lavoratori in azienda

“In linea con la struttura nazionale, non possiamo permetterci che la pandemia si abbatta nuovamente sul nostro tessuto economico e dobbiamo avviare tutte le iniziative di sensibilizzazione alla vaccinazione anti-covid. Da quasi due anni le nostre aziende soffrono per queste aperture contingentate, soffrono per le quarantene preventive e obbligatorie dei dipendenti che influiscono sulla produttività, soffrono della chiusura dei mercati e delle fiere internazionali, sono in affanno sulla gestione patrimoniale-finanziaria perché le entrate sono insufficienti e per contro sono stati tanti i costi per adeguarsi alle nuove normative anti-covid. Dobbiamo capire che gli imprenditori messinesi non hanno aspettato gli aiuti, si sono impegnati tanto per non restare chiusi. Ma oggi per lavorare è fondamentale essere vaccinati, anche per garantire una maggiore tutela ai colleghi di lavoro. Le nostre imprese hanno fatto tutto quello che era necessario per essere in regola con le norme anti-covid, ed ora è prioritario impedire un nuovo confinamento”.

Il segretario di Confartigianato Messina, Francesco Giancola, fa il punto sulla situazione delle imprese artigiane in rapporto alle vaccinazioni, alla riforma della giustizia, indebitamento imprese verso la pubblica amministrazione ed occupazione lavoratori in azienda

“È inutile ricordare che la chiusura anche di una piccola e media impresa genera danni economici e sociali incalcolabili. Per i titolari delle aziende è un grosso rischio per cui servirebbe che il garante consentisse al datore di lavoro di sapere chi, fra i suoi collaboratori, è vaccinato e chi non lo è per approntare le giuste misure di sicurezza interna, dal momento che è l’imprenditore il responsabile dei contagi che si possono verificare in azienda. La riforma del lavoro deve affrontare questo problema, immaginando azioni destinate alle politiche attive e alla formazione. In particolare su due livelli: finanziando i progetti degli istituti tecnici e attraverso la creazione di figure professionali delle quali si sente un gran bisogno: elettricisti, idraulici e fornitori. Sul fronte occupazione per noi lasciare a casa un dipendente è un grosso problema, i collaboratori hanno un carattere di familiarità e significherebbe disperdere un grosso investimento fatto sulla sua formazione: non dimentichiamo che il valore artigiano passa anche dalla competenza che i collaboratori acquisiscono in azienda. Altro tema centrale è quello del coinvolgimento del territorio nei processi decisionali insieme alla necessità di approvare riforme che tengano conto dell’aspetto dimensionale delle imprese, e i processi di transizione in chiave green devono essere accompagnati economicamente da parte dello Stato. Tutto questo anche per valorizzare il grande lavoro che abbiamo fatto in questi mesi, considerando che le imprese artigiane di tutto il territorio messinese hanno un peso molto rilevante per la nostra piccola economia siciliana, con punte d’eccellenza nel settore enogastronomico bar, pizzerie, ristoranti, attività del settore turismo e delle ceramiche. Inoltre, vogliamo riprendere la denuncia di Confartigianato sui debiti della pubblica amministrazione verso le imprese e i ritardi di pagamento dei Comuni italiani (ricordiamo che la nostra provincia è nei primissimi posti in questi ritardi). Si deve sottolineare ed affermare le difficoltà degli artigiani e dei piccoli imprenditori alle prese con la carenza di liquidità dovuta anche ai mancati incassi delle fatture che li costringe a rivolgersi alle banche, con l’alto costo delle materie prime e con la scarsa disponibilità di manodopera. La nostra Confederazione, attraverso il presidente nazionale di Confartigianato, Marco Granelli, ha quindi riproposto, quale soluzione più efficace, la compensazione diretta e universale tra i debiti e i crediti degli imprenditori verso la pubblica amministrazione. In merito alla riforma della giustizia che impatta profondamente e direttamente sulla filiera produttiva, come Confartigianato abbiamo sempre chiesto di avere tempi veloci per evitare di far ristagnare i procedimenti che bloccano la produttività delle imprese. E va tenuto in debita considerazione l’impatto che la Giustizia ha sull’attrattività degli investimenti, visto che nessun potenziale investitore vorrebbe trovarsi in un Paese nel quale non si riescono ad avere tempi certi”.

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