Confedilizia: "Come oscillano i costi di gestione di una casa"

Confedilizia: “Come oscillano i costi di gestione di una casa”

Autore Esterno

Confedilizia: “Come oscillano i costi di gestione di una casa”

domenica 19 Ottobre 2025 - 11:23

Case, immobili e condominio in pillole. La rubrica settimanale di Confedilizia

La rubrica settimanale di Confedilizia

LE GRANDI OSCILLAZIONI DEI COSTI DI GESTIONE DI UN’ABITAZIONE
Ora sono in calo solo grazie alla riduzione dei prezzi dell’energia

L’inflazione scende. Negli ultimi mesi ha oscillato tra l’1,6% e l’1,7% e oggi è molto inferiore sia a quella europea (2,2%), che a quella americana (2,4%), ma, come si sa, queste cifre rappresentano una media tra gli incrementi dei prezzi di centinaia di beni e servizi differenti. Quanto sono saliti quelli legati alla gestione di un’abitazione e che, per questo motivo, riguardano quasi tutti gli italiani?

Si tratta di voci che hanno evidenziato ampie variazioni: secondo l’Istat, la categoria “abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili” – che comprende i canoni di locazione, le utenze (gas, elettricità, acqua) e le spese per materiali e servizi di manutenzione dell’abitazione – ha registrato, nel mese di settembre, una riduzione complessiva delle relative componenti.
Rispetto allo stesso mese del 2024 è stata dell’1%, la più significativa da ottobre 2024, mentre a marzo e aprile si erano registrati aumenti ben superiori all’inflazione, pari rispettivamente al 6% e al 4,6%.

BOLLETTE ENERGETICHE:
Flessione a breve termine,trend decennale in forte crescita

La ragione risiede nell’andamento delle bollette della luce e del gas. Dopo mesi di ribassi, a marzo, aprile e maggio il prezzo dell’elettricità ha preso a salire rispettivamente dell’8,3%, del 9,1% e del 9,4%. Un trend trainato dall’incremento del prezzo del Gas Naturale Liquefatto (GNL), che costituisce una delle nostre principali fonti di energia, non a caso anche le tariffe del gas domestico sono cresciute in doppia cifra nel mese di marzo, prima di scendere. Settembre ha visto, invece, una flessione dei prezzi di gas (-5,6%) ed elettricità (-5,8%).

Tuttavia, è importante sottolineare che, se i prezzi in Italia sono mediamente più alti di quelli del 2015 del 23,1% (anno di riferimento dell’Istat), a causa della fiammata dei costi dell’energia del 2022, oggi la bolletta della luce è del 74% maggiore rispetto a 10 anni fa, e quella del gas del 39,4%.
Pochissime altre voci hanno visto un incremento simile in questi anni, tra queste, quella della bolletta dell’acqua, (+47,6%). I costi relativi alla fornitura idrica, tra l’altro, sono anche quelli che quest’anno hanno visto la maggiore inflazione: +4,8% tra giugno, luglio e agosto, e +4,7% in settembre, dopo incrementi superiori al 6% all’inizio del 2025. Più moderata è invece la crescita del costo della raccolta dei rifiuti, nel mese di settembre dell’1,8%, dopo un lungo periodo di aumenti anche superiori al 3%.

Ancora più marcato l’aumento dei costi di alcuni servizi essenziali per la vita domestica, come le riparazioni e la manutenzione degli immobili: da aprile, con la sola eccezione di luglio, il ritmo di crescita annuo non è mai sceso sotto il 3%.

Gli elettrodomestici diventano più accessibili
Rincari più contenuti, invece, sono stati quelli che hanno colpito altri prodotti e servizi, come mobili e arredi, che nel mese di settembre hanno visto un aumento dello 0,9%, in linea con quello avvenuto nell’ultimo anno, e che in 10 anni sono diventati più costosi del 20,9%, non molto, considerando l’inflazione media. Degno di nota, poi, è l’andamento del prezzo degli elettrodomestici, che nel complesso è stato sempre addirittura in discesa nell’ultimo anno e in settembre è diminuito dell’1,5%.

Si tratta di un calo trainato soprattutto da quello degli elettrodomestici di grandi dimensioni, come frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie, che in settembre hanno visto una riduzione annuale dei prezzi del 2,5% e, rispetto al 2015, del 1,5%. Ovvero: oggi i frigoriferi costano meno di 10 anni fa. Non è esattamente lo stesso per i piccoli elettrodomestici, come frullatori o ferri da stiro, che, dopo una fase di discesa dei prezzi, hanno visto un aumento, seppur lieve, ma anche per essi rispetto allo scorso decennio i rincari sono stati minimi, solo dello 0,7%.
Molto limitati sono pure gli aumenti di prodotti come le stoviglie e gli utensili domestici: +0,9% quello annuo in settembre e +11,9% in 10 anni, oppure delle attrezzature per il giardino, rispettivamente +1% e +9,1%
La crescita dei prezzi – Le spese ricorrenti crescono più di quelle saltuarie

Ciò che emerge con chiarezza è che i costi di manutenzione delle abitazioni presentano due caratteristiche distintive. Da un lato risentono in modo marcato delle oscillazioni legate all’andamento dei prezzi dell’energia; dall’altro, negli anni, si è registrato un incremento molto più consistente delle spese fisse – come bollette e interventi di manutenzione – rispetto ad altre voci di consumo, ad esempio gli elettrodomestici, che incidono solo occasionalmente sul bilancio di una famiglia proprietaria di casa.(fonte Istat)

Il deposito cauzionale va sempre restituito al conduttore in mancanza di apposita domanda giudiziale del locatore?

In materia di locazione, l’obbligazione del locatore di restituire al conduttore il deposito cauzionale dal medesimo versato in relazione agli obblighi contrattuali – tramite la consegna di denaro con funzione di garanzia dell’eventuale obbligo di risarcimento del danno – sorge al termine della locazione non appena avvenuto il rilascio dell’immobile locato, con la conseguenza che, ove il locatore trattenga la somma anche dopo il rilascio dell’immobile da parte del conduttore senza proporre domanda giudiziale per l’attribuzione, in tutto o in parte, della stessa a copertura di specifici danni subiti, il conduttore può esigerne la restituzione (cfr. in punto anche Tribunale Roma, sez. VI, 05/03/2020, n.4931).

Si può vietare ad un condomino d’esporre sulla facciata una bandiera della pace e della Palestina?

Ogni condomino può utilizzare in modo più intenso la facciata condominiale purché non impedisca anche agli altri di farne pari uso e purché non venga alterato il decoro condominiale. Nella fattispecie che ci occupa, sulla scorta degli approdi della giurisprudenza in materia di utilizzo della parte comune e di tutela del decoro dell’edificio, si ritiene che nessun divieto in tal senso può legittimamente essere posto. Ciò anche qualora ci siano sottese ideologie politiche, a meno che ricorra ipotesi di reato (ad esempio reato di apologia del partito fascista).

Da Confedilizia Notizie

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