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Migranti a Castell’Umberto. Confronto tra cittadini ed istituzioni

Claudio Panebianco

Migranti a Castell’Umberto. Confronto tra cittadini ed istituzioni

lunedì 17 Luglio 2017 - 23:42
Migranti a Castell’Umberto. Confronto tra cittadini ed istituzioni

Ieri sera, nell'aula consiliare di Castell'Umberto, il comitato spontaneo "Castell'Umberto senza frontiere" ha coordinato un incontro pubblico, dedicato alla questione migranti, in cui cittadini ed istituzioni si sono confrontati sulla vicenda

Da sabato la protesta del sindaco di Castell'Umberto, Vincenzo Lionetto Civa, contro l'arrivo dei migranti nell'hotel "Il Canguro" di Sinagra (vicinissimo comune del territorio) anima l'opinione pubblica della provincia e non solo. Prima il blocco di auto, poi gli screzi per l'entrata di un gruppo elettrogeno nello stabile e poi addirittura un sit – in permanente proposto dallo stesso Lionetto Civa ed appoggiato dai 45 sindaci dell'area. Un presidio che però viene comunque smentito dall'amministratore di Sinagra, Nino Musca, "Non c'è alcun presidio davanti all'hotel Canguro", ha dichiarato, "Anzi non c'è stato da quando è stato fatto entrare il gruppo elettrogeno per fornire la luce alla struttura, da sabato sera, quindi. Né sindaci, né cittadini stanno protestando davanti all'hotel".

Superando le manifestazioni fisiche di dissenso ed aspettando l'incontro di giovedì con il prefetto Francesca Ferrandino, la giunta di Castell'Umberto, insieme ai cittadini, ha fatto ieri sera il punto della situazione all'incontro aperto voluto dal comitato spontaneo "Castell'Umberto senza frontiere" intitolato "Punti di vista", durato 3 ore. L'aula consiliare, gremita di giovani, adulti, abitanti maturi ed anche cariche istituzionali, è stato teatro di un confronto che ha realmente mostrato una realtà di pareri decisamente spaccata a metà: alcuni ritengono giusto respingere i migranti, sia perchè i mezzi sono insufficienti sia perchè, come dichiarato da membri dell'uditorio, "sarebbe più consono pensare prima agli italiani", altri invece sostengono la via della tolleranza e dell'accoglienza, volendo trovare una soluzione che possa "salvare i ragazzi dai continui spostamenti".

Il gruppo organizzatore della conferenza è "un comitato antirazzista che non condivide l'attuale situazione". "La protesta del sindaco", hanno spiegato i componenti, "si è trasformata in un teatro di pulsione razziste. Vogliamo riportare al centro l'essenziale tema dell'accoglienza". Durante la seduta sono stati presi in esame i commenti considerati "omofobi e razzisti" degli utenti dei social nei confronti delle dichiarazioni pubbliche del sindaco, oltre ai "messaggi chiari di sostegno da parte di enti politici di estrema destra, che ledono l'immagine del paese", ha sottolineato "Castell'Umberto senza frontiere".

"Non vorrei mai essere ospitato in uno stabile dichiarato non a norma e dove mancano i servizi più utili e fondamentali", ha detto Lionetto Civa, "la mia protesta è di matrice sicuramente sociale, per il bene di un aiuto che esista, ma che si basi su criteri di collaborazione effettiva tra più organi". Tra gli interventi degli abitanti quello di Donata Ingrillì, ex sindaco di Mirto nel 1993, "Bisogna dirigersi verso il rispetto dell'uomo, doveva essere una chiamata per gli altri sindaci non volta ad ostacolare, ma ad aiutare. Che il sindaco cambi linea e non mantenga le sue posizioni, questo comportamento non è accettabile da un garante della pubblica sicurezza".

"Questi non scappano dalla guerra", è stato esclamato anche dai presenti, "ma al contrario cercano solo un posto dove ricominciare, magari anche a far danni, come già successo in altri paesi e casi, travestiti da rifugiati e poi loro stessi carnefici, pensiamo prima a noi e poi al resto, se uno stabile non è buono per accogliere gli italiani disperati allora non lo è per nessuno". Un clima certamente ancora teso che continua ad aizzare il fuoco della questione, mentre si attende l'incontro al palazzo del governo per ottenere novità tangibili, posto comunque che, come dichiarato dal capo di gabinetto Caterina Minutoli, non vi sono motivi per spostare adesso i migranti in altra sede.

Claudio Panebianco

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Un commento

  1. MI DOMANDO LA SCIURA PREFETTA VIENE DA MILANO DA CORSO MONFORTE CONOSCE LA SITUAZIONE DI ZONE LOMBARDE DOVE SI VIVE COME IN MEDIO ORIENTE ED E’ IMPOSSIBILE ENTRARE CHE TI MINACCIANO DICENDO BASTARDO E MER….A ITALIANO, ANCORA INTRAPRENDE LA POLITICA DEL VIMINALE TANTO INGINOCCHIATO E COMPLICE DI QUESTI CLANDESTINI? ORMAI ANCHE GLI ELETTORI DELLA SINISTRA I PIU’ DURI E PURI SI SONO STANCATI, VEDASI LA RITIRATA PRECIPITOSA UMILIANTE SULLA LEGGE IUS SOLI REGALAVA LA NAZIONE A QUESTI PREGIUDICATI ALTI FORZUTI E IN SALUTE HANNO SOLDI OGNI GIORNO VIVONO IN HOTEL CON TELEFONINI. I BABBEI ITALIANI ZITTI E SILENZIOSI PER PAURA DI ESSERE CALUNNIATI. SCIURA SIA ITALIANA HA GIURATO FEDELTA’ ALLO STATO ALL’ATTO DELL’ASSUNZIONE. MINNITI STA CAMBIANDO

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