Calderone servizi sociali: le anomalie delle coop, gli sprechi, i furbetti - Tempostretto

Calderone servizi sociali: le anomalie delle coop, gli sprechi, i furbetti

Rosaria Brancato

Calderone servizi sociali: le anomalie delle coop, gli sprechi, i furbetti

mercoledì 10 Ottobre 2018 - 05:37
Calderone servizi sociali: le anomalie delle coop, gli sprechi, i furbetti

"Ci sono conflitti d'interesse nei dipartimenti e anomalie nei servizi". Nel mirino dell'amministrazione un sistema trasformato nel corso degli anni e che con la massima spesa garantisce un servizio minimo.

Il sistema delle cooperative “modificato geneticamente” sarà smantellato.

Dentro il pentolone dei servizi sociali, con il passare degli anni, è finito di tutto, un sistema le cui “perversioni” sono state pagate dai lavoratori delle coop (sotto pagati, mal pagati, trasformati in bacini elettorali e spesso costretti a subire veri e propri “ricatti occupazionali”) e dai destinatari del servizio, siano essi anziani, minori a rischio o disabili.

L’idea dell’amministrazione è la creazione di un’Istituzione dei servizi sociali che gestisca direttamente il settore e gli operatori dando risposte alle reali esigenze del territorio, attraverso quella mappatura dei bisogni, annunciata dall’ex amministrazione Accorinti nel 2013 e mai avviata.

Il sindaco nei giorni scorsi ha più volte lanciato frecciate sui bandi fotocopianon avverrà più, basta con gli sprechi”, sul metodo del vuoto per pienouna furbizia per la quale, giusto per fare un esempio, risultano mille assistiti e invece sono meno di 700. E se leggiamo meglio scopriamo che marito e moglie vengono conteggiati separatamente”, il risultato è massima spesa con il minore servizio.

Con questo sistema abbiamo scoperto di sessantenni in grado di andare in bici tutti i giorni ma ai quali il Comune fornisce assistenza domiciliare per disbrigo pratiche….”

A proposito di assistenza domiciliare, per fare altri esempi, risultano complessivamente circa 6 mila ore di pulizie al costo di 300 mila euro. Stando a queste cifre un’ora di pulizia nell’abitazione di un assistito costa al Comune circa 45 euro…

De Luca ha intenzione di aprire anche il capitolo Casa Serenaci costa un milione e mezzo l’anno, incassiamo poco più di 100 mila euro per le rette. Ci sono una cinquantina di ospiti Quel che è peggio è che il rapporto è di un lavoratore per anziano, neanche in una clinica svizzera”.

Gli strali del sindaco, ieri come in altre occasione sono diretti alla cooperativa Genesiè veramente strano che riesca ad aggiudicarsi tutti gli appalti. C’è solo la Genesi a Messina?”. La coop è finita più volte al centro dell’attenzione come Assopigliattutto (leggi qui), per l’aggiudicazione delle gare con il 100% di ribasso (leggi qui). La coop è finita anche al centro di un’inchiesta (leggi qui).

Il sistema delle cooperative va cambiato. Abbiamo scoperto che non c’è una mappatura dei bisogni, eppure ci sono tanti bisogni personalizzati…..Ci sono casi di conflitti d’interesse con dirigenti del dipartimento che hanno figli nelle coop che si aggiudicano gli appalti, c’è uno stesso dirigente che contrariamente alla normativa anticorruzione e per la trasparenza guida da 30 anni il settore. Spendiamo soldi di assistenza per disbrigo pratiche… La nostra proposta è l’Istituzione dei servizi sociali, ma se ne avete altre discutiamone”.

E’ stata la consigliera del M5S, nonché presidente della commissione consiliare servizi sociali Cristina Cannistrà che ha ribadito la necessità di avere chiarezza sul futuro dei lavoratori delle cooperative. De Luca ha risposto che si dovrà conciliare il rispetto delle clausole sociali con il reale fabbisogno ed ha invitato i consiglieri ad indicare il criterio da seguire “se hanno priorità i giovani specializzati o chi ha più esperienza”.

Restando nell’ambito dei servizi sociali il sindaco ha poi spiegato che il milione e mezzo destinato con fondi Pon Metro all’alfabetizzazione dei Rom è stato rimodulato e reimpiegato per i disabili.

Prossimo passo dell’amministrazione aprire un altro calderone, quello della gestione dell’accoglienza dei migranti e anche qui ci saranno molte sorprese (e qualche monopolio)

CASA DI VINCENZO

La Casa di Vincenzo non chiude affatto. Il servizio di assistenza continua. E’ stato padre Pati che ci ha consegnato le chiavi

E’ l’assessore ai servizi sociali Alessandra Calafiore a spiegare come stanno le cose per la Casa di Vincenzo destinata ai senza tetto. L’amministrazione Accorinti ha pagato negli anni scorsi circa 40 mila euro a Padre Pati per la gestione della struttura per i senza tetto. Nell’ambito del Pon Metro l’amministrazione Accorinti ha inserito il progetto “Strada” che destinava circa 600 mila euro alla Casa di Vincenzo.

Noi abbiamo deciso di rimodulare questo progetto anche per altri interventi e padre Pati ha deciso di conseguenza. Ci ha consegnato le chiavi della struttura. Ma i 15 senza tetto attualmente ospitati continueranno a restarci. Abbiamo stanziato 15 mila euro per lavori di ristrutturazione e durante quel periodo saranno spostati nei locali della Ex Ipab. Ho chiesto a molte parrocchie, solo la Croce Rossa ci sta dando una mano. Finiti i lavori i senza tetto torneranno alla Casa di Vincenzo e noi pubblicheremo una manifestazione d’interesse per l’importo di 50 mila euro l’anno che è quanto possiamo stanziare e quanto aveva destinato la precedente amministrazione”.

Rosaria Brancato

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