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Coronavirus, dati regionali gonfiati? I veri numeri e il problema informativo

Alessandra Serio

Coronavirus, dati regionali gonfiati? I veri numeri e il problema informativo

sabato 30 Maggio 2020 - 08:10
Coronavirus, dati regionali gonfiati? I veri numeri e il problema informativo

Le Asp di Catania e Messina segnalano alla Regione che i dati diffusi sul coronavirus sono diversi da quelli effettivi. Gli errori e i numeri veri

I dati diffusi dalla Regione Siciliana sui contagiati da Coronavirus non coincidono con quelli comunicati dalle Asp delle varie province. In particolare non coincidono i soggetti considerati attualmente positivi dalle Asp, tra positivi in isolamento domiciliare e ospedalizzati, e gli attualmente positivi del bollettino giornaliero regionale. E la forbice è ampia, con oltre due terzi di casi in più nel bollettino regionale.

LA DENUNCIA DELL’ASP CATANIA – Il primo a mettersi al riparo è stato il direttore generale dell’Asp di Catania Maurizio Lanza, che due giorni fa ha scritto al servizio epidemiologico della Regione, segnalando forte e chiaro l’anomalia. A sentire Lanza emergono due dati. La Regione comunica giornalmente un numero di attuali positivi più alto del numero effettivo, quello rivelato dall’Asp e comunicato giornalmente alla Regione. Oggi il dato regionale è circa 5 volte più alto di quello censito dall’Asp.

Al contrario, il dato dei contagi complessivi, da inizio epidemia, è leggermente più alto di quello comunicato dalla Regione. “Secondo la Regione i positivi dall’inizio dell’emergenza sarebbero oltre 600 contro gli 800 che dichiara l’Asp (dati riferiti alla provincia di Catania ndr)” ha fatto notare la deputata regionale M5S Josè Marano, che ha subito raccolto e rilanciato la denuncia dell’Asp di Catania. Il che sembra suggerire che il dato comunicato dalla Regione è quanto meno non aggiornato.

La conferma che ci sia anzitutto un problema di aggiornamento temporale arriva dal fatto che, sommando in vari modi i vari dati incolonnati quotidianamente dall’Asp (positivi isolati a casa, positivi ricoverati, guariti in ospedale, dimessi, decessi), non c’è una combinazione che corrisponda al dato di attuali positivi e di totali comunicati dalla Regione. Insomma, parafrasando Totò, la somma non fa mai il totale.

La stessa indicazione viene fuori dal raffronto e l’analisi quotidiana dei soli dati comunicati dalla Regione. Analisi dalla quale emerge una ulteriore indicazione: la maggiore discrasia sembra riguardare il dato dei guariti, che la Regione aggiorna con minore frequenza, e la differenza tra i guariti complessivi effettivi e i dimessi dalle strutture ospedaliere.

Per maggiori approfondimenti su questi dettagli leggi qui IL PEZZO ESPLICATIVO di Marco Ipsale e l’articolo in cui il nostro giornale segnalava le anomalie già il 30 aprile.

Ma da quanto va avanti questa “anomalia” dei dati e a quando potrebbe risalire l’errore iniziale che si è accumulato nel tempo? Andiamo con ordine, ci torneremo nel prosieguo, quando avremo affrontato altri passaggi. Vediamo intanto qual è la situazione a Messina.

E A MESSINA? – Secondo il direttore generale Asp Messina Paolo La Paglia, che parla dopo la denuncia del collega catanese: “…. c’è un errore nel flusso dei dati regionali,ma i nostri numeri sono esatti”. Il dottore Carmelo Crisiscelli, commissario Covid Asp Messina, chiarisce: “Anzitutto sul dato complessivo potrebbe esserci un errore a monte, forse mai corretto. Erano stati inclusi nella nostra provincia, infatti, i dati censiti all’Oasi di Troina. A parte questo, noi comunichiamo giornalmente alla Regione i dati, che proprio da ieri ci ha chiesto di fornire ulteriori informazioni sui singoli casi, per avere informazioni più specifiche e corrette (ndr, i dati dei pazienti)”.

Insomma, la denuncia dell’Asp di Catania si è fatta sentire. “Abbiamo più volte fatto notare alla Regione le anomalie”, dice a sua volta il commissario Crisiscelli, che approfondisce un altro aspetto, a chiarimento del fatto che i numeri Asp sono quelli effettivamente rappresentativi: “I nostri dati coincidono con quelli dell’Istituto superiore di Sanità, abbiamo ricontrollato anche stamattina”

A titolo esemplificativo, l’Asp di Messina il 28 maggio ha comunicato alla Regione che c’erano 35 attuali positivi, mentre il bollettino regionale parlava di 275 casi.

report Asp Messina casi covid 19 28 maggio 2020
report Asp 28 maggio 2020

A nostra precisa domanda a proposito dell’ISS, il dottor Crisiscelli chiarisce un ulteriore passaggio. Fino a fine marzo i tamponi raccolti dai laboratori provinciali e risultati positivi venivano trasmessi per la conferma all’Istituto superiore di Sanità, e la regione Siciliana nel bollettino quotidiano comunicava sia il dato dei “positivi locali” che il numero dei positivi confermati dall’ISS. “Una pratica abbandonata poco dopo perché la differenza tra i due dati, si è visto, era dovuta al tempo che serviva all’ISS per processare e confermare tutti i tamponi. Alla fine però abbiamo visto che i numeri coincidevano e non sono stati più trasmessi”.

DIAMO I NUMERI. Sì, MA COME? – Quindi l’Istituto Superiore di Sanità non ha un monitoraggio proprio ma si affida ai dati locali. Ma ha il dato ISs è esatto, a sentire l’Asp di Messina.

Aprendo la pagina di riferimento nel sito del Dipartimento della Protezione Civile nazionale (vedi qui) si trovano i dati aggiornati quotidianamente. Dati che, scrive il Dipartimento, sono quelli trasmessi dal Ministero della Salute e al 28 maggio davano in Sicilia un totale di 3438 casi complessivi totali, dei quali 1072 in provincia di Catania, 565 in provincia di Messina.

Un numero – 3438 – che coincide con quello comunicato dalla Regione. Mentre il numero di 565 dati della provincia di Messina comunicato dalla Protezione civile nazionale non corrisponde con quello comunicato dall’Asp alla Regione, che censisce 466 casi segnalati fino ad oggi.

La Protezione civile riporta anche le tabelle con i dati divisi per provincia, aggiornati quotidianamente (vedi qui). I file inseriti sono però di lettura quanto meno ostica, per i non addetti ai lavori.

QUESTA LA STRINGA CON I DATI DEL 28 MAGGIO:

_ 2020-05-28T17:00:00,ITA,19,Sicilia,083,Messina,ME, – 38.19 39 58 45, 15.55 57 2302,565

QUESTA LA LEGENDA: data,stato,ricoverati_con_sintomi,terapia_intensiva,totale_ospedalizzati,isolamento_domiciliare,totale_positivi,variazione_totale_positivi,nuovi_positivi,dimessi_guariti,deceduti,totale_casi,tamponi,casi_testati,note_it,note_

IL BUG INFORMATIVO- Il sito della Protezione Civile nazionale riporta i dati così come appena scritto sopra. Nei bollettini diffusi ai media, sui canali ufficiali e nelle conferenze stampa, i dati hanno sempre coinciso con quelli comunicati dalla Regione.

Anche l’Istituto superiore di Sanità mette on line open source molto materiale informativo, è possibile consultarlo qui, la leggibilità dei dati è più o meno quella del sito della protezione civile.

GLI ERRORI “FISIOLOGICI” E QUELLI METODOLOGICI – La mancanza di univocità tra i rilevamenti ai vari livelli, la differenza di compilazione delle tabelle, è un problema più volte denunciato. Così come il ritardo tra il risultato del tampone acquisito dal laboratorio e la comunicazione dello stesso risultato alla persona positiva. Stesso discorso vale per il risultato della negatività del tampone ai guariti, sia nel caso dei primi che dei successivi tamponi somministrati per verificare la guarigione.

E’ spesso capitato che persone risultate positive venissero a conoscenza del risultato anche settimane dopo il tampone. A Messina, l’Asp comunica direttamente ai cittadini ai quali è stato somministrato il tampone il risultato, mentre per la Provincia è previsto che a farlo siano gli enti locali. I corti circuiti informativi, però, sono stati all’ordine del giorno.

A parte questo aspetto, però, è impossibile non notare che l’unico dato offerto ai media e facilmente consultabile direttamente dai comuni cittadini è quello che sembra meno attendibile. E soprattutto resta una domanda. Perché la Regione elabora dati propri, che poi comunica, anziché limitarsi a ribaltare quelli delle Asp, visto che non ha strumenti di rilevazione diversi da quelli offerti dai laboratori delle Asp?

DA QUANTO VA AVANTI L’ANOMALIA – Il 3 aprile il bollettino della Regione Siciliana indicava 300 contagiati in provincia di Messina. L’Asp alla stessa data ne certificava 267, 128 ricoverati e 139 in isolamento domiciliare. Il 23 aprile la Regione comunica 397 attuali positivi. Per l’Asp di Messina sono 276, 103 ricoverati e 173 isolati. La forbice tra il dato delle Asp e quello della Regione si è allargato sempre di più, l’errore non sembra aver trovato correzione.

Soprattutto: l’anomalia tra i due dati è già rilevante a inizio aprile, a meno di un mese dall’inizio dell’emergenza. Come se il ritardo si fosse accumulato quasi da ancor prima della rilevazione del dato epistemologico.

Pubblichiamo qui sotto, per ogni considerazione possibile, l’infografica dell’Istituto superiore di Sanità, aggiornato al 20 maggio, che rileva l’andamento dei casi siciliani dal 31 gennaio, da quando il Governo ha proclamato lo stato di crisi. Il report prodotto dall’ISS consultabile sul sito ufficiale vede coinvolto, per la regione Sicilia, il dottor Salvatore Scondotto. Attuale presidente dell’Associazione italiana di epidemiologia (AIE) è epidemiologo, esperto di sanità pubblica, Scondotto è dirigente presso l’Osservatorio epidemiologico della Regione Sicilia.

Coronavirus andamento, ISS Sicilia al 20 maggio 2020

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