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Coronavirus in Calabria, week end ancora in zona arancione. Zona rossa per Montalto U. e Paravati

Dario Rondinella

Coronavirus in Calabria, week end ancora in zona arancione. Zona rossa per Montalto U. e Paravati

venerdì 30 Aprile 2021 - 11:28

Il comune di Montalto Uffugo nel cosentino e la frazione di Paravati di Vibo Valentia, passano in zona rossa

Domani per la Calabria, sarà un “Primo maggio”, così come anche domenica in zona “arancione rafforzato” a causa dei dati in merito ai contagi Covid nella nostra regione che restano sempre alti, come conferma la Fondazione Gimbe, perché da un’analisi di quest’ultima settimana è emerso un incremento dei nuovi positivi. Oltre alla Calabria in zona arancione ci sono altre regioni, a Sicilia, Basilicata , Puglia e Valle d’Aosta, la Sardegna resta in zona rossa, mentre le restanti regioni in zona gialla potranno festeggiare questo lungo week end più in libertà.

Ritornando alla Calabria, che la situazione resta preoccupante è data principalmente da un Rt medio di 0,93 e le terapie intensive occupate continuano ad attestarsi oltre la soglia del 30% (come riportato dalla statistica del Sole 24ore) e dalla istituzione di due nuove zone rosse, per i comuni di Montalto Uffugo (in provincia di Cosenza) e nella frazione Paravati di Mileto (Vibo Valentia).

Il provvedimento, è stato firmato dal presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, ieri sera e  prende atto dell’interlocuzione con i sindaci dei comuni di Montalto Uffugo e Mileto e con i dipartimenti di Prevenzione delle Azienda sanitarie provinciali di Cosenza e di Vibo Valentia.

ZONA ROSSA

L’ordinanza istituisce le due zone rosse “dalle ore 5 del 30 aprile a tutto il 13 maggio 2021”, tenuto conto che «l’incidenza del contagio, negli ultimi 7 giorni, rispetto alla popolazione residente, registra valori superiori ai livelli di allerta e interessa un cospicuo numero di individui di età pediatrica, con possibili ripercussioni nel setting scolastico».

SCUOLA

Nei Comuni interessati dall’ordinanza “sono limitate a non più del 50% della popolazione studentesca le attività scolastiche e didattiche in presenza della scuola secondaria di secondo grado, fermo restando quanto previsto all’art. 1 comma 3 del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52”.

“Resta ferma la possibilità per i Comuni di intervenire – è scritto ancora – con l’adozione di ulteriori provvedimenti in relazione alla situazione epidemiologica caratterizzante il singolo territorio di riferimento, nel rispetto del principio di proporzionalità e adeguatezza correlato al rischio da fronteggiare”.

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