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Covid Asp Messina: ecco l’esposto di De Luca contro il dg La Paglia

Rosaria Brancato

Covid Asp Messina: ecco l’esposto di De Luca contro il dg La Paglia

giovedì 24 Dicembre 2020 - 07:00

Il j'accuse del sindaco nei confronti del manager è stato trasmesso alla commissione ispettiva dell'Asp ed alla Procura

L’esposto è firmato dal sindaco De Luca e dall’assessore Dafne Musolino ed è stato trasmesso, con tanto di allegati, sia alla Commissione ispettiva nominata dall’assessore Razza che alla Procura della Repubblica. Con la documentazione si chiede la rimozione del direttore generale dell’Asp Paolo La Paglia per le criticità riscontrate nella gestione dell’emergenza covid da marzo ad oggi.

Gestione inefficiente

Esponiamo le maggiori criticità rilevate- scrivono De Luca e Musolino- evidenziando come l’attività posta in essere da ASP non sia stata efficiente e come nulla si sia fatto, almeno fino alla nomina da parte dell’Assessore Regionale avv. Razza della neo commissaria dott.ssa Marzia Furnari, per adeguare la struttura e l’organizzazione aziendale alle reali esigenze del territorio, perpetuando un modello gestionale che si era già rivelato carente all’inizio della pandemia (allorquando il numero dei contagiati era davvero contenuto) e che ha dimostrato tutta la propria inefficienza quando il numero di contagi è aumentato, del tutto prevedibilmente ed in linea con l’andamento epidemiologico nazionale, in modo esponenziale, tanto che da n. 529 contagiati registrati a Messina nel mese di agosto 2020, si è passati a n. 8529 alla data del 18 dicembre 2020”.

4 settori sotto esame

La gestione dell’emergenza Covid, affidata da La Paglia al Commissario ad acta già Dirigente Aziendale dott. Carmelo Crisicelli, rientra comunque nei compiti e nelle funzioni, di vigilanza e controllo dello stesso Direttore Generale, e ciò a maggior ragione nel caso in cui il Commissario Territoriale Covid derivi la sua nomina direttamente dal Direttore Generale, a differenza dei Commissari Covid di Catania e Palermo, nominati dalla Regione. I quattro principali campi nei quali l’azione dell’ASP si è rivelata inefficace nella gestione dell’emergenza COVID sono i seguenti:

  • 1) Dotazione dei posti letto di terapia intensiva, tempi per l’attuazione del piano di realizzazione dei nuovi posti.
  • 2) Tracciamento contatti dei soggetti positivi, soprattutto nell’ambito scolastico.
  • 3) Tempi di attesa indefiniti ed incontrollati per la esecuzione del test molecolare di conferma dell’eventuale contagio da test rapido e tempi di attesa per la comunicazione degli esiti, con conseguente impossibilità dei soggetti in quarantena di conoscere la fine del periodo di isolamento.
  • 4) Mancata tempestiva formazione e trasmissione dell’elenco Utenze A1 per il ritiro da parte del Gestore del servizio integrato di raccolta dei rifiuti dei rifiuti domestici prodotti dalle utenze in isolamento domiciliare.

Carente gestione delle risorse

Le problematiche costituiscono la conseguenza di una carente, per non dire del tutto assente, gestione sistemica delle risorse personali e materiali da parte di ASP Messina che ha causato a sua volta una serie infinita di disagi e disservizi a discapito dei cittadini messinesi, aggravando un quadro già di per se estremamente complesso.

Il caso dei posti letto

1) Dotazione dei posti letto di terapia intensiva, tempi per l’attuazione del piano di realizzazione dei nuovi posti. In assenza di una informazione ufficiale, stante il continuo rimbalzare di notizie contraddittorie, smentite e precisazioni che non consentivano di comprendere di quanti posti letto (tra terapia intensiva e degenza ordinaria) disponesse effettivamente la città di Messina, il sindaco ha convocato le strutture sanitarie pubbliche della città per avere un quadro aggiornato della situazione il 23 ottobre.

Numeri ballerini

Nel corso della riunione si apprendeva che per tutta la città di Messina e la sua provincia erano disponibili solo n. 12 posti letto di terapia intensiva realizzati dal Policlinico Universitario. Secondo il piano regionale, redatto dall’Assessorato Regionale alla Salute, i posti per Messina e provincia avrebbero dovuto essere 19, ossia 12 presso il Policlinico e n. 7 presso il Papardo ma i detti ultimi 7 posti non erano stati realizzati perché i vertici dell’A.O. Papardo non avevano ben compreso la mission, pensando che sarebbe bastato ricavare n. 7 posti letto di sub intensiva presso il reparto di pneumologia per potere ritenere soddisfatta l’offerta sanitaria!

La catena di riunioni

L’Amministrazione comunale provvedeva a convocare le Direzioni Sanitarie ed il Commissario Covid territoriale nei successivi venerdì del 30 ottobre, il 6, 13, 20, 27 novembre, il 4 e l’11 dicembre 2020 per avere un quadro preciso della situazione. Successivamente, anche grazie alle continue riunioni, l’assessore Razza ha deciso di potenziare tutte le Asp della Sicilia e di creare strutture più ampie nelle Asp delle Città Metropolitane di Messina, Catania e Palermo. Gran parte di tali misure, tra le quali vi è l’incremento del personale non sono ancora entrate in vigore, se non per procedure di assunzione del personale a tempo determinato, con la conseguenza che alla data attuale nulla è cambiato rispetto ai mesi iniziali della pandemia.

Il Dg dell’Asp sempre assente

In questo quadro spicca la totale assenza della figura del D.G. dell’ASP, che non solo ha trascurato di partecipare a qualsiasi convocazione nonostante avesse sempre ricevuto la lettera di invito, ma ha – ancor più gravemente – omesso di vigilare sulla situazione e di adottare i provvedimenti di sua specifica competenza, anche eventualmente segnalando e denunciando l’inadeguatezza dell’offerta ospedaliera al competente Assessorato regionale.

La Paglia-Ponzio Pilato

Sembra doversi infatti ritenere che con la delega della gestione dell’emergenza covid al dott. Carmelo Crisicelli, nominato Commissario Territoriale ad acta per il Covid 19 dallo stesso DG dott. La Paglia, quest’ultimo abbia inteso sollevarsi da qualsiasi responsabilità o abbia ritenuto di non dovere svolgere neppure una attività di controllo e valutazione dell’operato del commissario delegato, cosi trascurando colpevolmente di svolgere le sue stesse funzioni ed ignorando la richiesta, proveniente sia dai cittadini che dagli organi istituzionali, di attuare una gestione della crisi sanitaria efficiente ed ispirata ai principi di trasparenza e tempestività dell’azione.

I posti letto “fantasma”

Da ultimo va segnalato che, con riferimento alla situazione dei posti letto di terapia intensiva, solo a seguito dell’incontro avvenuto lunedì 21 dicembre 2020 con la neo commissaria Covid per Messina, dott.ssa Marzia Furnari e con il D.S. dott. Bernardo Alagna, è stata chiarita la situazione dei Presidi Ospedalieri di Barcellona e Taormina con riferimento ai posti letto covid di terapia intensiva. Infatti, nel corso di tale ultimo incontro, è stato finalmente chiarito che entrambi i presidi sanitari dispongono, rispettivamente, di n. 2 e di n. 4 posti letto di terapia intensiva c.d. “tecnici”, cioè disponibili in senso tecnico ma non utilizzati in quanto non dotati di personale sanitario (rianimatori anestesisti). A tal riguardo è stato anzi chiarito che i posti letto del PO Cutroni Zodda non sono più neppure inseriti nella piattaforma GECOS proprio perché, se se ne ravvissasse la necessità, non sarebbero materialmente fruibili.

Il caso delle scuole

  • 2) Mancato tracciamento contatti dei soggetti positivi, soprattutto nell’ambito scolastico e mancata attuazione delle misure di contenimento del contagio previste dalla circolare Assessore alla Salute del 24/9/2020;Il sindaco e l’assessore Musolino si soffermano a lungo sulla vicenda delle scuole ripercorrendo le tappe che hanno portato alla chiusura di tutte le scuole materne elementari e medie, sia pubbliche che private (e per le quali si sono innescate anche polemiche e ricorsi al Tar.

La confusione regna sovrana

Le criticità emergevano tutte in modo drammatico nel corso dell’incontro che il Comune di Messina organizzava con il Provveditore agli Studi, i Dirigenti Scolastici e l’Asp di Messina dal quale “è agevole concludere che la confusione regna sovrana, le norme che dovrebbero disciplinare la casistica dei contagi Covid in ambito scolastico ed extra scolastico è in gran parte disapplicata, il modello organizzativo dell’ASP risulta inadeguato per mezzi e numero del personale dedicato che non riuscendo a fornire un puntuale esame delle segnalazioni causa ritardi che si traducono in ulteriori inefficienze che, a loro volta, costituiscono la vera ragione di un altissima percentuale di dispersione scolastica, che attualmente si attesta al 50%”.

Una sola Usca scolastica

Riportando le varie note, i verbali delle riunioni, l’esposto evidenzia una situazione di caos e di difficoltà nell’individuare la catena dei contagi, le modalità di tracciamento, i tempi per la messa in quarantena e l’avvio della Dad. Una situazione caotica peraltro con l’attivazione di una sola usca scolastica alla data del 24 novembre, per non parlare di un numero verde per le scuole al quale però nessuno risponde.

Le criticità

“Non sono state attivati gli indirizzi di posta elettronica dedicati alle comunicazioni delle scuole e non è stata attivata alcuna task force per la gestione delle comunicazioni dei contagi o per risolvere i numerosi quesiti posti dalle scuole. Tutte le mail vengono inviate all’indirizzo del dott. Crisicelli Commissario Covid, il quale sembra essere l’unico soggetto preposto alla lettura, all’esame ed alla formulazione delle risposte. Risulta dunque necessario che il Commissario sia posto nelle condizioni di potere operare efficacemente e non debba dividere la sua giornata tra l’esecuzione di tamponi da un lato e la lettura delle mail dall’altro (attività che di solito esegue a tarda notte inviando risposte che, gioco forza, verranno lette solo l’indomani mattina da parte dei Dirigenti che invece hanno bisogno di risposte celeri per affrontare emergenze continue).

Le polemiche sulle scuole

Solo in seguito alle polemiche, ai provvedimenti di chiusura di tutte le scuole si è arrivati, nel mese di dicembre all’avvio di uno screening nelle scuole, di concerto tra Comune e Asp. Difatti, con l’O.S. n. 343 del 29/11/2020 infatti, veniva disposta la chiusura delle scuole dal 30 novembre fino al 6 dicembre 2020, disponendo che in tale periodo si svolgessero i test tamponi sulla popolazione scolastica con adesione volontaria.

Lo screening per le scuole

La campagna di indagine è iniziata l’1 dicembre e si è conclusa il 10 dicembre 2020: si è trattato, a ben vedere, della prima vera indagine epidemiologica sulla popolazione scolastica di Messina ed è stata organizzata interamente dall’Amministrazione comunale con la collaborazione (dovuta istituzionalmente) dell’ASP di Messina. Gli esiti di tale campagna sono stati significativi perché consentono di dimostrare come l’assenza delle procedure di contact tracing costituisca una grave carenza nelle attività di prevenzione del contagio, finendo per diventare una concausa del contagio stesso.

I dati

Contemporaneamente, tuttavia, il Sindaco aveva disposto che la Polizia Municipale, sezione di Polizia Giudiziaria acquisisse presso gli Istituti scolastici, il dato effettivo dei soggetti contagiati. Da tale indagine emergeva che i contagi nelle scuole erano n. 65 (come da relazione che si allega alla presente). Il dato, che inizialmente veniva contestato anche dalla stessa ASP, veniva invece platealmente confermato dallo stesso Ufficio Scolastico Provinciale che pubblicava sul proprio sito internet le rilevazioni sul contagio eseguite mediante le comunicazioni inviate dagli stessi Dirigenti Scolastici all’Ufficio Scolastico provinciale e che confermavano che il numero tale dei contagi tra gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado era pari a n. 65.

I rischi per il 2021

A tale quadro, assolutamente sconfortante, va aggiunto che, anche a seguito dell’incontro del 21 dicembre 2020 con la nuova Commissario Emergenza covid, dott.ssa Furnari, si è avuta la conferma che l’ASP di Messina continua a non eseguire i tracciamenti dei contatti stretti dei soggetti contagiati all’interno della comunità scolastica, per cui le stesse criticità che hanno originato i provvedimenti di chiusura delle scuole sono destinate a ripresentarsi e, prevedibilmente, anche ad aggravarsi.

E dal 7 gennaio….?

Si rammenta al riguardo che il primo provvedimento di chiusura delle scuole cittadine, disposto con O.S. n. 307 del 30/10/2020, è stato chiesto proprio dall’ASP di Messina, Commissario Covid Crisicelli, che con nota del 30/10/2020 avanzò richiesta al Sindaco di disporre la chiusura delle scuole dal 31/10/2020 fino all’8/11/2020 proprio per consentire all’ASP di svolgere in sicurezza i controlli sui contatti stretti dei soggetti contagiati. Risulta evidente che senza l’avvio e la esecuzione in modo costante ed organizzato di una campagna di contact tracing la situazione non potrà che peggiorare, soprattutto non appena riprenderanno le lezioni di presenza degli istituti superiori il cui inizio è stato fissato dal Governo per il prossimo 7 gennaio.

I ritardi e la confusione

3) Tempi di attesa indefiniti ed incontrollati per la esecuzione del test molecolare di conferma dell’eventuale contagio da test rapido e tempi di attesa per la comunicazione degli esiti, con conseguente impossibilità dei soggetti in quarantena di conoscere la fine del periodo di quarantena. Sicuramente la gestione dei tamponi molecolari, i tempi di esecuzione degli stessi, la comunicazione degli esiti, l’aggiornamento della piattaforma hanno rappresentato fino ad ora la maggiore criticità nella gestione dell’emergenza sanitaria covid da parte dell’ASP di Messina.

Le segnalazioni

Sono numerosissime le segnalazioni di soggetti, risultati positivi a tampone rapido, che rimangono in attesa per giorni e giorni prima che l’Asp li convochi per l’esecuzione del tampone molecolare. E anche dopo l’esecuzione di questo test, l’attesa non è terminata, perché i tempi di comunicazione degli esiti spesso sono lunghissimi. Ma si sono registrati anche casi di soggetti che non hanno mai ricevuto la comunicazione dell’esito del test molecolare e, per alcuni ancora più sfortunati, l’Asp ha addirittura comunicato di avere smarrito l’esito dell’esame! Come se ciò non bastasse, l’Asp non procede ad aggiornare in tempo reale la piattaforma dei soggetti affetti da contagio, così che anche gli enti preposti alla vigilanza sanitaria non possono garantire tale importante attività.

Il caso dei rifiuti

4) Mancata tempestiva formazione e trasmissione dell’elenco Utenze A1 per il ritiro da parte del Gestore del servizio integrato di raccolta dei rifiuti dei rifiuti domestici prodotti dalle utenze in isolamento domiciliare. Al riguardo si premette che l’ordinanza di Musumeci classifica i rifiuti in tre categorie: Tipologia A): rifiuti urbani prodotti nelle abitazioni dove soggiornano positivi al tampone in isolamento o in quarantena obbligatoria; Tipologia A1): rifiuti urbani prodotti nelle abitazioni dove soggiornano soggetti in isolamento fiduciario Tipologia B): rifiuti urbani prodotti dalla popolazione generale in abitazioni dove non soggiornano soggetti positivi al tampone

La gestione dei rifiuti

Il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento della prima tipologia dei rifiuti (A) è demandato all’ASP territorialmente competente mentre il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento della seconda tipologia di rifiuti (A1) continua ad essere curato dal Comune tramite il gestore affidatario del servizio di raccolta dei rifiuti nel territorio comunale avvalendosi di personale appositamente addestrato. Spetta sempre all’Asp formare l’elenco delle utenze A e A1 e trasmetterlo alla ditta affidataria per i rifiuti della prima categoria (A), ed al Comune per il servizio di raccolta dei rifiuti della seconda categoria (A1).

L’elenco con 3 mesi di ritardo

Tanto premesso, l’ASP ha trasmesso l’elenco dei rifiuti categoria A1 solo il 17 dicembre 2020 mentre l’Ordinanza Presidenziale è stata emessa il 25 settembre 2020, cioè quasi 3 mesi fa! Nell’esposto vengono evidenziate le sollecitazioni fatte dal Comune all’Asp per avere gli elenchi. La Messinaservizi Bene Comune ha inviato una nota l’8 novembre. Il 9 novembre è stata la SRR Area Metropolitana ad invitare i Comuni e le Asp ad attenersi a quanto disposto dalla Regione. Il 25 novembre è la volta dell’assessore alla protezione civile Minutoli, dopo aver ricevuto presso il COC numerose richieste di ritiro dei rifiuti sia da parte di soggetti posti in quarantena in quanto positivi al COVID (rifiuti categoria A), sia da parte di soggetti posti in isolamento domiciliare (rifiuti categoria A1), ad invitare l’ASP a comunicare se il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti categoria A era stato affidato ad una ditta specializzata, nonché a fornire gli elenchi. Il 30 novembre è la volta del Dipartimento Servizi Ambientali scrivere all’Asp.

La diffida del Comune

Per un mese e mezzo però l’Asp non ha risposto, lasciando gli utenti privi del servizio di raccolta rifiuti che, in assenza di una previa classificazione tra rifiuti di categoria A e di categoria A1, non potevano essere raccolti. Il 4 dicembre l’assessore Musolino diffida l’Asp a trasmettere entro 3 giorni l’elenco delle utenze A1 al Dipartimento Servizi Ambientali avvisando che decorso infruttuosamente il termine concesso, tutti gli atti sarebbero stati trasmessi in Procura per la valutazione delle condotte dell’Azienda e delle sue palesi inadempienze. La nota restava priva di un riscontro ufficiale, anche se il Commissario Crisicelli assicurava a più riprese l’Assessore di avere incaricato un dipendente di compilare il detto elenco e trasmetterlo, di fatto ammettendo che ancora ai primi di dicembre non si era provveduti a tale adempimento.”

L’elenco e le perplessità

L’elenco arriva il 17 dicembre e per di più ad un indirizzo mail personale, quello dell’assessore Musolino. Nella mail c’era il solo elenco dei nominativi dei soggetti in isolamento domiciliare per il ritiro dei rifiuti categoria A1. Il 18 dicembre su disposizione del Sindaco, la sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia Municipale di Messina ha acquisito, presso la piattaforma ASP accessibile presso il COC, i nominativi dei soggetti che risultano essere positivi al covid 19, formando il relativo elenco dei soggetti i cui rifiuti rientrano nella categoria A, e devono cioè essere ritirati dalla ditta appaltatrice del relativo servizio per l’ASP.

L’elenco dei vigili urbani

Ebbene, l’elenco formato dalla Polizia Municipale si compone di ben 1021 nominativi, ma va precisato che si tratta di soggetti registrati come positivi al contagio dal 25 novembre 2020 fino al 15 dicembre 2020, quindi mancano i soggetti positivi antecedenti al 25 novembre per i quali non sia intervenuta la negativizzazione, e mancano inoltre i contagiati dal 15 dicembre fino alla data odierna. La Polizia Municipale sezione di polizia giudiziaria ha provveduto inoltre ad acquisire l’elenco utenze A1. Si tratta di un elenco con n. 72 persone, che sono risultate positive al tampone rapido positivo eseguito tra il 13 ed il 17 dicembre 2020.

“E’ inattendibile”

Risulta evidente che l’elenco utenze A1 è assolutamente inattendibile atteso che, sono quelle in cui risiedono i soggetti posti in isolamento fiduciario perché sottoposti a tampone rapido in attesa di eseguire il tampone molecolare, oppure perché si tratta di soggetti che sono entrati in contatto con soggetti risultati contagiati. Pertanto, se i soggetti contagiati risultanti in piattaforma sono già, alla data del 18/12/2020, n. 1.021 ammettendo che ciascuno di essi sia entrato in contatto almeno con una persona, i soggetti i cui rifiuti rientrano nella categoria A1 dovrebbero essere almeno altrettanti a quelli della categoria A nella migliore delle ipotesi!

Le domande….

Come è possibile, quindi, che le utenze A1 siano solo 72? Dove sono finiti tutti gli altri soggetti in attesa di tampone molecolare? E come è possibile che nell’elenco non compaiano i soggetti venuti a contatto con i soggetti positivi? E infine, dov’è il tracciamento dei soggetti entrati in contatto con i soggetti positivi? Questi dati vengono totalmente OMESSI!

I rischi per i messinesi

Le conseguenza di questa omissione sono gravissime e rischiano di avere ripercussioni dirette sulla salute pubblica: i rifiuti dei soggetti A1 NON possono essere conferiti insieme ai rifiuti ordinari, ma devono essere conferiti in doppio sacco e ritirati dalla MSBC. Ma la MessinaServizi Bene Comune non ha mai ricevuto l’elenco di queste utenze mentre queste utenze dove hanno conferito i rifiuti fino ad ora?

Il j’accuse di De Luca

In conclusione De Luca e Musolino ritengono la gestione dell’emergenza da parte di La Paglia inadeguata, carente e deficitaria. Il Dg non ha eseguito una attenta programmazione delle esigenze territoriali, modulando l’offerta sanitaria in modo da garantire i livelli di assistenza previsti dalla legge; Ha omesso di vigilare sull’attività svolta dal Commissario Territoriale Covid dott. Crisicelli Carmelo, delegato dallo stesso DG alla gestione dell’emergenza territoriale. Non ha adottato provvedimenti correttivi in ordine alle rilevate criticità che gli sono state segnalate e denunciate anche dall’Amministrazione Comunale con molteplici note, convocazioni ai tavoli tecnici e diffide. Ha omesso di implementare ed adeguare le risorse dell’azienda, di fatto perpetuando lo stesso modello gestionale nonostante il numero di contagi in città sia passato da n. 529 (nel mese di agosto 2020) a n. 8529 (alla data del dicembre 2020). Non ha coinvolto la Conferenza dei Sindaci, organismo consultivo, di vigilanza e controllo.

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