Alla tre giorni a Caltagirone di "Ti Amo Sicilia", voluta da Cateno De Luca, è stata lanciata la proposta economica per la Sicilia
CALATAGIRONE – “Come fermare la fuga dei cervelli? Occorre creare un fondo sovrano siciliano per attrarre investimenti”. Nella tre giorni voluta da Cateno De Luca si è parlato del progetto del Centro studi “Ti amo Sicilia”. “Lo sviluppo del lavoro e delle opportunità del territorio rappresentano la sfida per far ripartire la Sicilia che attualmente attira solo l’1% degli investimenti esteri”. È questa l’idea lanciata dal Centro studi “Ti Amo Sicilia” durante il quarto panel della giornata di confronto a Caltagirone nella Galleria “Luigi Sturzo”.
A “esporre le proposte per una programmazione innovativa” sono stati il coordinatore dei lavori, Michele Limosani (docente Unime di Economia), e il relatore Roberto Cellini (anche lui docente di Economia, università di Catania), moderati da Pippo Trimarchi, editore di Tempostretto.
“La necessità di trovare un argine alla fuga di cervelli, che rappresenta un fallimento della politica nazionale e regionale, è stato al centro del dibattito. Il grido d’allarme è stato lanciato, soprattutto, dai giovani”, fa sapere il Centro studi.
“La valorizzazione della Zes, Zona economica speciale, è uno dei modelli di programmazione innovativo interregionale a tutela delle filiere e della concorrenza regionale, ma da solo non basta”, è emerso dal confronto. “Serve un vero coordinamento anche da parte delle università per la capacità di trasferire la tecnologia al mondo delle imprese, ma non possono fare questo lavoro da sole”, si è concluso.
Nel corso del dibattito sono intervenuti Carmelo Satta (presidente Fenai Group), Guido D’Amico (presidente Confimprese Italia), Federica Pollari (Patto per restare), Roberto Franchina (presidente regionale Piccola Industria – Confindustria Sicilia), Francesco Lucchesi (segretario regionale Cgil Sicilia).
