Crisi climatica. Come il verde aiuta le città, cosa si può fare a Messina

Crisi climatica. Come il verde aiuta le città, cosa si può fare a Messina

Alessandra Serio

Crisi climatica. Come il verde aiuta le città, cosa si può fare a Messina

domenica 11 Ottobre 2026 - 07:56

Analisi e suggerimenti dell'agronoma Roberta Andaloro per la rubrica su come la città può affrontare i cambiamenti climatici

Messina – Tornano i dialoghi di Tempostretto con gli esperti di settore per capire come Messina può affrontare la crisi climatica. Dopo aver introdotto il tema e fatto il punto sui villaggi con il presidente dell’Ordine degli Agonomi e forestali Stefano Salvo, interviene Roberta Andaloro. L’agronoma paesaggista spiega come il verde può aiutare la resilienza delle città ai cambiamenti climatici e quali sono gli interventi pubblici adottabili in fretta e spesso a costi contenuti.

“Il verde aiuta le città a combattere alti tassi di inquinamento e temperature sempre più alte, certo. A patto però che sia ben pensato. Non basta un albero, non è sufficiente un albero qualunque e piantarne in grandi quantità. I fondi sono essenziali ovviamente, ma tutto deve partire dalla progettazione e dal ciclo dell’acqua”, spiega Andaloro.

La pianificazione e progettazione del verde è essenziale, ma che strumenti hanno le istituzioni?

“La legge 10 del 2013 introduce una serie di strumenti. Il Piano del Verde, che aiuta nella mappatura e la gestione degli interventi. E la legge urbanistica regionale 19/2020 prevede come obbligatorio il rilievo e l’analisi del verde urbano come obbligatorio per tutti i comuni sopra il 15 mila abitanti. Oltre ad essere una novità assoluta a livello nazionale in materia urbanistica, questo strumento è molto utile per gli enti pubblici che con un unico strumento, e unico incarico, ovvero lo studio agricolo forestale per la redazione del Piano urbanistico generale, possono già dotarsi di uno studio della consistenza delle aree verdi e ipotesi di sviluppo , e possono redigere più velocemente un regolamento del verde”

Il piano del verde è utile contro cambiamenti climatici e isole di calore? Da dove si parte?

“Come per tutti gli strumenti di pianificazione, dalla redazione di una mappatura, un “atlante per macroaree” utile per la scelta di essenze compatibili con il territorio. Serve una breve ma significativa analisi delle peculiarità, delle capacità di evolversi, i punti di forza e la fragilità dei luoghi, quindi un excursus delle piante significative presenti e quelle che potrebbero rispondere a delle precise esigenze. Tale atlante è utile anche per la redazione di concorsi di progettazione, bandi di gara, determinare le urgenze del territorio agricolo e urbano e definire gli interventi di riqualificazione, piani urbanistici. Infine sono utili per evitare che nuovi interventi possano nascere solo da esigenze specifiche, e non strutturati in un sistema di aree verdi capaci di contrastare cambiamenti climatici e isole di calore”.

Davvero serve uno strumento di pianificazione urbanistica per, in fondo, piantare alberi?

Assolutamente sì, gli alberi non sono tutti uguali, ve ne sono di più adatti in alcuni punti rispetto ad altri. Per esempio nelle aree più urbanizzate con marciapiedi stretti anziché i tigli o il bagolaro che con i rami invadono i balconi delle abitazioni, potrebbero essere più utili gli agrumi, per esempio. L’approccio quantitativo può rivelarsi fallimentare, se adottato senza ragionare in termini di sistema e infrastrutture verdi. Gestire il territorio comunale con un piano del verde consente di modulare gli interventi suddividendo gli interventi in fasi a lungo, medio e breve termine, con particolare riguardo per la pianificazione generale e interventi immediati di “agopuntura” urbana, che aiutano ad evitare il ripetersi di questi errori.

E i cittadini, cosa possono fare?

Che i cittadini diventino consapevoli della fragilità paesaggio, anche urbano è fondamentale. La tutela spetta a tutti, ognuno per i propri compiti. E’ quindi essenziale che si attuino forme di informazione tese a coinvolgerli, mobilitando in prima battuta le associazioni (le proloco ad esempio), le amministrazioni ed in particolare le scuole.

Articoli correlati

2 commenti

  1. Questa stanani è una bella notizia, grazie di averla pubblicata.. gli alberi, il verde fanno la loro parte.. L’unico dubbio è se le ultime amministrazioni non hanno trovato i soldi per mettere in sicurezza i torrenti dal Papardo a Santa Margherita ecc.. troveranno i soldi per programmare un progetto genere.. lidea del verde a Messina è come lo spartitraffico del viale della libertà.. piantati e cespuglietti di gran carriera e adesso non sanno nemmeno cone gestirli..

    1
    2
  2. Fino a quando si parlerà sempre e solo di cambiamenti climatici sarà sempre tardi,…..ormai si tende a dire cosi ovvero fon tempeste mediatiche che provocano allarmismi……..non si pensa mai alla pulizia dei tombini che va fatta anzitempo e non, forse se si fa, in pieno inverno…….vanno puliti i torrenti……il dissesto idrogeologico non causato dal cambiamento climatico ma dal dissesto che l’uomo crea costruendo e sporcando dove non dovrebbe farlo
    FINIAMOLA CON QUESTA CAMPAGNA MEDIATICA DI CAMBIAMENTO CLIMATICO…….e bastaaaa

    2
    3

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED