Il consuntivo 2014 e le dichiarazioni poco profetiche di Signorino in Aula. Il dissesto è quasi realtà? - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Il consuntivo 2014 e le dichiarazioni poco profetiche di Signorino in Aula. Il dissesto è quasi realtà?

Danila La Torre

Il consuntivo 2014 e le dichiarazioni poco profetiche di Signorino in Aula. Il dissesto è quasi realtà?

venerdì 01 Aprile 2016 - 14:05
Il consuntivo 2014 e le dichiarazioni poco profetiche di Signorino in Aula. Il dissesto è quasi realtà?

Nell’adunanza del 13 aprile, potrebbe giocare un brutto scherzo all’amministrazione il mancato rispetto dei parametri deficitarietà, in virtù del quale il Comune rischia di essere considerato dalla Corte dei conti un ente strutturalmente deficitario e come tale impossibilitato ad accedere alla procedura di riequilibrio. A quel punto il default sarebbe inevitabile

«La gestione amministrativa del 2014 raggiunge importanti risultati di consolidamento del percorso di risanamento finanziario dell’ente e consente di affrontare il presente in maniera gestibile e sostenibile, pur tra vincoli e complessità». Con queste dichiarazioni, rilevatesi nelle ultime ore poco profetiche, l’assessore al bilancio e vice-sindaco Guido Signorino, iniziava il 29 dicembre la sua illustrazione in Consiglio comunale dei contenuti del bilancio consuntivo 2014.

Tuttavia proprio quel rendiconto è oggetto delle recenti osservazioni da parte della Corte dei Conti, che non si è limitata ad accendere il semaforo rosso sull’ ultimo bilancio approvato dal Comune di Messina ma ha lasciato ai posteri una sorta di testamento, con cui prima o poi gli amministratori di Palazzo Zanca dovranno fare i conti : la crisi del Comune è irreversibile (vedi articolo a parte).

Irreversibile, vale adire che he non si può invertire, e quindi non ammette correzioni e aggiustamenti ma solo una presa d’atto e le inevitabili conseguenze.

Eppure, dopo la durissima nota della magistratura contabile ,a Palazzo Zanca non si è registrata alcuna reazione ufficiale. Anzi, quasi come l’ennesimo richiamo della Corte dei conti non esistesse, sindaco e giunta hanno indetto per domani una conferenza stampa «per dare informazioni sul percorso che è stato seguito per giungere all’approvazione delle delibere» approvate nell’ultima seduta di giunta, tra cui ci sono il bilancio di previsione 2015-2017, il riaccertamento straordinario dei residui, l’affidamento del servizio di gestione del ciclo integrato dei rifiuti alla società in house providing AMAM spa. Nel comunicato inviato in redazione neanche un cenno alla relazione firmata dal magistrato istruttore Gioacchino Alessandro, che – di fatto- mette il Comune di Messina davanti allo specchio e nitida come non mai appare l’immagine del default.

Il futuro dell’ente potrebbe essere già deciso il 13 aprile, quando la Sezione di controllo si riunirà per pronunciarsi con una deliberazione, che –viste le premesse – potrebbe definitivamente ed inesorabilmente mettere con le spalle al muro Palazzo Zanca, così come avvenne nel novembre del 2012. In quell’occasione i magistrati contabili recapitarono all’ente , ai tempi guidato dal commissario straordinario Luigi Croce, la deliberazione n.355, con cui si concedevano 30 giorni di tempo per attuare le necessarie misure correttive finalizzate a superare «i gravi ed evidenti squilibri strutturali di bilancio suscettibili di provocare il dissesto dell’ente, che impongono di attivare senza indugio la procedura prevista dall’art. 6, comma 2, del decreto 6 settembre 2011, n. 149».

Il Comune scampò all’ultimatum della Corte dei conti grazie al famoso decreto 174/2012, meglio conosciuto come “salva- comuni”, con il quale il Governo decise di lanciare un’ancora di salvezza agli enti in pre-dissesto per scongiurarne il fallimento. Dopo tre anni e mezzo, tre diverse versioni del piano di riequilibrio e varie rimodulazioni, fatte o ancora da fare, il Comune di Messina continua la sua lenta agonia, che – a detta dei magistrati contabili – sta soprattutto impedendo la par condicio creditorum. Il Piano di riequilibrio è ancora al vaglio del Ministero, che lo tiene a "bagnomaria" da oltre un anno, nonostante la persistente inerzia dell’amministrazione Accorinti, che non ha ancora apportato alla manovra finanziaria le ultime modifiche sollecitate da Roma ad ottobre scorso.

Nell’adunanza del 13 aprile, potrebbe giocare un brutto scherzo all’amministrazione il mancato rispetto dei parametri deficitarietà, in virtù del quale il Comune richia di essere considerato dalla Corte dei conti un ente strutturalmente deficitario e come tale impossibilitato ad accedere alla procedura di riequilibrio. A quel punto il dissesto sarebbe inevitabile.

L’amministrazione Accorinti avrà dieci giorni di tempo per presentare una memoria difensiva capace di smontare “l’impianto accusatorio” della magistratura contabile. Se non dovesse riuscirci, il default sarà l’unica soluzione possibile alla irreversibilità della crisi finanziaria certificata dalla Corte dei conti.

Danila La Torre

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16 commenti

  1. kuigibeninati 1 Aprile 2016 14:27

    Non comprendo perché l’Amministrazione, dopo averle tentate tutte e constatata l’impossibilità “reale” di poter riequilibrare la situazione dell’Ente con mezzi ordinari, dovrebbe presentare memorie difensive e continuare a difendere l’indifendibile. Piuttosto bene farebbe l’Amministrazione a chiedere al MINT ed Al MEF un tavolo di concertazione sulle misure da adottare per concordare come fare uscire la Città dall’attuale stato di crisi economica e finanziaria con il minor trauma possibile! Altrimenti i commissari che saranno inviati da Roma agiranno da tecnici, tenendo in scarsa considerazione la già delicata situazione occupazionale ed aziendale che a cominciare dalle partecipate vede la produzione di continui ed inammissibili deficit!

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  2. kuigibeninati 1 Aprile 2016 14:27

    Non comprendo perché l’Amministrazione, dopo averle tentate tutte e constatata l’impossibilità “reale” di poter riequilibrare la situazione dell’Ente con mezzi ordinari, dovrebbe presentare memorie difensive e continuare a difendere l’indifendibile. Piuttosto bene farebbe l’Amministrazione a chiedere al MINT ed Al MEF un tavolo di concertazione sulle misure da adottare per concordare come fare uscire la Città dall’attuale stato di crisi economica e finanziaria con il minor trauma possibile! Altrimenti i commissari che saranno inviati da Roma agiranno da tecnici, tenendo in scarsa considerazione la già delicata situazione occupazionale ed aziendale che a cominciare dalle partecipate vede la produzione di continui ed inammissibili deficit!

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  3. domani c’è un conferenza stampa? allora dichiareranno il dissesto oppure non hanno capito un tubo ,come d’altronde hanno fatto in questi tre anni.

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  4. domani c’è un conferenza stampa? allora dichiareranno il dissesto oppure non hanno capito un tubo ,come d’altronde hanno fatto in questi tre anni.

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  5. Leggo con interesse KUIGIBENINAT, il quale pone nel suo commento due questioni, una è politica, riguarda la scelta di ACCORINTI di disattendere, qualcuno dice TRADIRE, la promessa elettorale del DISSESTO e scegliere il PIANO. L’altra è tecnica, riassunta bene nella frase DOPO AVERLE TENTATE TUTTE, nei due anni in cui i DEBITI non sono aumentati, questo dobbiamo dircelo, mantenuti i servizi essenziali, compresi gran parte dei SERVIZI SOCIALI, pagati gli stipendi, addirittura onorato il loro contratto decentrato in un periodo in cui la spesa per il PERSONALE doveva diminuire, a prescindere dai pensionamenti, versate puntualmente le indennità ai Consiglieri, anche delle Circoscrizioni, ecc ecc. L’auspicio di KUIGIBENINAT è quello di RENZI?

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  6. Leggo con interesse KUIGIBENINAT, il quale pone nel suo commento due questioni, una è politica, riguarda la scelta di ACCORINTI di disattendere, qualcuno dice TRADIRE, la promessa elettorale del DISSESTO e scegliere il PIANO. L’altra è tecnica, riassunta bene nella frase DOPO AVERLE TENTATE TUTTE, nei due anni in cui i DEBITI non sono aumentati, questo dobbiamo dircelo, mantenuti i servizi essenziali, compresi gran parte dei SERVIZI SOCIALI, pagati gli stipendi, addirittura onorato il loro contratto decentrato in un periodo in cui la spesa per il PERSONALE doveva diminuire, a prescindere dai pensionamenti, versate puntualmente le indennità ai Consiglieri, anche delle Circoscrizioni, ecc ecc. L’auspicio di KUIGIBENINAT è quello di RENZI?

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  7. Esplicito meglio il mio interrogativo: RENZI si comporterà come fece BERLUSCONI con il suo medico personale e sindaco di Catania, salvando la città etnea? Sono sicurissimo di NO. Anche Catania è sotto vigilanza della Corte, eppure RENZI e ALFANO hanno versato nel mese di ottobre 2015, prima dell’approvazione del CONSUNTIVO 2014 e PREVISIONALE 2015, avvenute il 31 dicembre, €59.999.127 il 94,2% del FONDO DI SOLIDARIETA’ 2015 di €63.660.352. A Messina il DPCM assegnò €71.654.790, trasferite ZERO euro. euro.http://finanzalocale.interno.it/apps/floc.php/fondo_solidarieta/index/codice_ente/5190210150/cod/27/md/0. http://finanzalocale.interno.it/apps/floc.php/pagamenti/index/codice_ente/5190480470/anno/2015/cod/7/md/0/trimestri/AC/scelta_vista/1.

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  8. Esplicito meglio il mio interrogativo: RENZI si comporterà come fece BERLUSCONI con il suo medico personale e sindaco di Catania, salvando la città etnea? Sono sicurissimo di NO. Anche Catania è sotto vigilanza della Corte, eppure RENZI e ALFANO hanno versato nel mese di ottobre 2015, prima dell’approvazione del CONSUNTIVO 2014 e PREVISIONALE 2015, avvenute il 31 dicembre, €59.999.127 il 94,2% del FONDO DI SOLIDARIETA’ 2015 di €63.660.352. A Messina il DPCM assegnò €71.654.790, trasferite ZERO euro. euro.http://finanzalocale.interno.it/apps/floc.php/fondo_solidarieta/index/codice_ente/5190210150/cod/27/md/0. http://finanzalocale.interno.it/apps/floc.php/pagamenti/index/codice_ente/5190480470/anno/2015/cod/7/md/0/trimestri/AC/scelta_vista/1.

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  9. I link sono per chi non crede a mariedit. Nel precedente commento vi ho fornito quelli relativi ai PAGAMENTI effettuati dal Ministero di Angelino ALFANO in direzione di Catania e Messina. I link seguenti sono relativi al calcolo del FONDO DI SOLIDARIETA’ COMUNALE dopo il DPCM del 10 settembre 2015. CATANIA http://finanzalocale.interno.it/apps/floc.php/fondo_solidarieta/index/codice_ente/5190210150/cod/27/md/0. MESSINA http://finanzalocale.interno.it/apps/floc.php/fondo_solidarieta/index/codice_ente/5190480470/cod/27/md/0. Perché Messina è stata penalizzata pur avendo tutti i documenti contabili in ordine, cioè il CONSUNTIVO 2013 e PREVISIONALE 2014, come il comune di Catania?

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  10. I link sono per chi non crede a mariedit. Nel precedente commento vi ho fornito quelli relativi ai PAGAMENTI effettuati dal Ministero di Angelino ALFANO in direzione di Catania e Messina. I link seguenti sono relativi al calcolo del FONDO DI SOLIDARIETA’ COMUNALE dopo il DPCM del 10 settembre 2015. CATANIA http://finanzalocale.interno.it/apps/floc.php/fondo_solidarieta/index/codice_ente/5190210150/cod/27/md/0. MESSINA http://finanzalocale.interno.it/apps/floc.php/fondo_solidarieta/index/codice_ente/5190480470/cod/27/md/0. Perché Messina è stata penalizzata pur avendo tutti i documenti contabili in ordine, cioè il CONSUNTIVO 2013 e PREVISIONALE 2014, come il comune di Catania?

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  11. sergio indelicato 1 Aprile 2016 17:46

    Credo ci sia una verità che in pochi hanno il coraggio di scrivere, ovvero tutta una serie di incongruenze finanziarie ed economiche che andrebbero SMANTELLATE. Ciò significherebbe portare alla luce fatti e sopratutto misfatti che così pesantemente hanno inciso sui bilanci comunali. Peccato , perchè malgrado ero e sono di altre idee politiche, mi ero quasi convinto che qualcosa poteva finalmente cambiare e invece , come cantava il buon Lauzi “sono rimasto l’illuso di sempre”

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  12. sergio indelicato 1 Aprile 2016 17:46

    Credo ci sia una verità che in pochi hanno il coraggio di scrivere, ovvero tutta una serie di incongruenze finanziarie ed economiche che andrebbero SMANTELLATE. Ciò significherebbe portare alla luce fatti e sopratutto misfatti che così pesantemente hanno inciso sui bilanci comunali. Peccato , perchè malgrado ero e sono di altre idee politiche, mi ero quasi convinto che qualcosa poteva finalmente cambiare e invece , come cantava il buon Lauzi “sono rimasto l’illuso di sempre”

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  13. Franco Caliri 1 Aprile 2016 21:33

    Secondo me, la seconda. Vedrai che diranno che loro sono bravi e belli e che la situazione è rosea e per niente preoccupante. Poi interverrà il lacchè che ci riempirà di numeri….

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  14. Franco Caliri 1 Aprile 2016 21:33

    Secondo me, la seconda. Vedrai che diranno che loro sono bravi e belli e che la situazione è rosea e per niente preoccupante. Poi interverrà il lacchè che ci riempirà di numeri….

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  15. Franco Caliri 2 Aprile 2016 11:24

    Come previsto, il lacchè ci ha riempito dei soliti, inutili, numeri. Piuttosto che ammettere il fallimento suo, dello scalzo e dei compagni di merende, cerca di confondere i messinesi con le sue sciocchezze. Ma i messinesi, ai numeri del lacchè, non credono più da tempo.

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  16. Franco Caliri 2 Aprile 2016 11:24

    Come previsto, il lacchè ci ha riempito dei soliti, inutili, numeri. Piuttosto che ammettere il fallimento suo, dello scalzo e dei compagni di merende, cerca di confondere i messinesi con le sue sciocchezze. Ma i messinesi, ai numeri del lacchè, non credono più da tempo.

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