La manifestazione di dissenso contro il dietro-front del governo Monti avviata da questa mattina. A sostenere la dottoressa, anche i titolari delle altre parafarmacie della città: «Basta alle lobbies e ai giochi di poter di Fedefarma e FoFi»
No alle lobby. E’ questo il perché della protesta della dottoressa Donatella Marchesini, titolare dell’omonima Parafarmacia di via Cesare Battisi, che da questa mattina ha iniziato lo sciopero della fame per protestare contro la mancata liberalizzazione decisa dal governo Monti. Una scelta che secondo la dottoressa è “pilotata” «dalle lobbies Federfarma e Fofi che dovrebbe tutelare gli interessi della categoria e che invece tutela solo i farmacisti, in tutto 18 mila, con grave danno per tutti coloro che sono iscritti all’ordine, in totale 70 mila». La dottoressa che intende portare avanti finché sarà possibile la propria manifestazione di dissenso, dice basta alla lobbies e agli interessi di bottega: i cittadini devono essere liberi di rivolgersi al farmacista che più gli aggrada. A sostenere la protesta i colleghi di tutte le altre Parafarmacie di Messina
A livello nazionale, il presidente del Forum italiano delle Parafarmacie, Giuseppe Scioscia, insieme a Massimo Brunetti dell’Anpi (Associazione nazionale Parafarmacie italiane) e Fabio Romiti del Mlfn (Movimento nazionale liberi farmacisti) affermano: «Eravamo preparati ai colpi di coda dell’ultimo minuto ma non ci aspettavamo che ancora una volta le lobby più potenti potessero avere la meglio sulla razionalità economica. Continueremo tuttavia a combattere con determinazione tenace perché riteniamo che è dall’apertura dei mercati che passa la crescita di un paese e dunque la creazione di nuovi posti di lavoro».
Ma sulla vicenda riguardante il dietrofront alle liberalizzazioni, interviene anche il Codacons. L’associazione, si legge in una nota, «ha deciso di passare alle vie legali» e di «denunciare le due organizzazioni dei farmacisti alla Procura della Repubblica di Roma, chiedendo di valutare se la minaccia di serrate e proteste possa configurare eventuali reati, come procurato allarme o violenza verso un organo collegiale, ossia il Consiglio dei Ministri. Consiglio dei Ministri che, non a caso, ha fatto immediatamente marcia indietro, annullando la vendita dei farmaci di fascia C nei supermercati e inventandosi una nuova classe di farmaci declassati, senza obbligo di ricetta, quantitativamente non definita – prosegue l’associazione – Scelta, quella del Governo, incostituzionale, considerato che chi ha bisogno dei farmaci di classe A o C è discriminato e danneggiato in violazione dell’art. 3 della Costituzione rispetto a chi potrà acquistare i nuovi farmaci declassati».

Tutti i liberi professionisti (avvocati, ingegneri, architetti, commercialisti ecc..), notai, farmacisti, tassisti, perfino gli edicolanti ricattano il governo relativamente alle liberalizzazioni. Alla fine non se ne farà nulla e di mezzo ci andranno solo i lavoratori dipendenti pubblici e privati. Che, tanto per cambiare continueranno ad essere gli unici a pagare per intero le tasse, per giunta alla fonte, in mezzo ad una giungla di farabutti che evadono o nel migliore dei casi eludono.
Cara dottoressa, da consumatori e come suoi clienti, condividiamo e sosteniamo la sua protesta, ma vorremmo anche avere il piacere di trovarla sempre in salute a esercitare la sua professione! Stamattina caffelatte, pane e marmellata!
Giustissima l’osservazione di Algiar!!!
solo che mi chiedo quando verrà liberalizzato il Contratto a Tempo Indeterminato degli Statali.
Costoro che sono la causa dell’indebitamento dello Stato sono inamovibili e acriticabili.
La crisi non sanno neanche che esista: I dipendenti delle imprese private vengono licenziati senza preavviso e chi lavora viene spremuto, Gli autonomi pagano tasse sul lavoro e sull’Impresa e vedono il reddito svanire sempre più.
Ormai il ceto medio alto è rappresentato, soprattutto a Messina, solamente dal dirigente statale, che fa il buono ed il cattivo tempo senza conoscere la parola responsabilità su nulla. E’ autoreferente e autocontrollante e incapace di offrire qualsiasi servizio alla collettività.
Messinesi ve ne accorgereste se domani i dipendenti del Comune o della Provincia entrassero in sciopero? Francamente no, come quando si assentano sul lavoro.
ormai sono troppi ed inutili per riuscire a nascondersi dietro i pochissimi che per dignità lavorano.
Giustissima l’osservazione di Algiar!!!
solo che mi chiedo quando verrà liberalizzato il Contratto a Tempo Indeterminato degli Statali.
Costoro che sono la causa dell’indebitamento dello Stato sono inamovibili e acriticabili.
La crisi non sanno neanche che esista: I dipendenti delle imprese private vengono licenziati senza preavviso e chi lavora viene spremuto, Gli autonomi pagano tasse sul lavoro e sull’Impresa e vedono il reddito svanire sempre più.
Ormai il ceto medio alto è rappresentato, soprattutto a Messina, solamente dal dirigente statale, che fa il buono ed il cattivo tempo senza conoscere la parola responsabilità su nulla. E’ autoreferente e autocontrollante e incapace di offrire qualsiasi servizio alla collettività.
Messinesi ve ne accorgereste se domani i dipendenti del Comune o della Provincia entrassero in sciopero? Francamente no, come quando si assentano sul lavoro.
ormai sono troppi ed inutili per riuscire a nascondersi dietro i pochissimi che per dignità lavorano.