Alluvione. “Sciolto” il nodo ordinanze: tra oggi e domani a casa in 450. Gli sfollati divisi tra felicità e paura

Alluvione. “Sciolto” il nodo ordinanze: tra oggi e domani a casa in 450. Gli sfollati divisi tra felicità e paura

Alluvione. “Sciolto” il nodo ordinanze: tra oggi e domani a casa in 450. Gli sfollati divisi tra felicità e paura

mercoledì 23 Dicembre 2009 - 08:44

L'ok arrivato intorno alle 22 di ieri sera. I cittadini di Messina chiedono però maggiore attenzione e certezze: «Abbiamo paura vogliamo essere certi che la tragedia non si ripeta». A Giampilieri prosegue “l'imbrigliamento” della montagna. Oltre 1 milioni di euro per la Caritas Diocesana di Messina

Dopo una giornata di notizie altalenanti e di attesa, la conferma è arrivata solo nella tarda serata di ieri, intorno alle 22.00: via agli “autografi” da parte del soggetto attuatore Giuseppe Buzzanca alle ordinanze per la revoca di sgombero di 450 unità abitative comprese nelle “zone verdi” di Giampilieri Superiore, aree non a rischio.

Un regalo che gli sfollati di Messina sud, o almeno per una parte di loro, speravano di poter trovare sotto l’albero di questo Natale 2009, un Natale che a fatica potrà essere dimenticato. Sentimenti contrapposti quelli che animano il “popolo” degli alluvionati, in bilico tra la voglia di tornare alla normalità e la paura che quella montagna possa nuovamente “svegliarsi”: una sensazione chiaramente avvertita anche nel corso del confronto avuto ieri dai rappresentanti dei cominati con l’euro-parlamentare del Pd Rita Borsellino: «Vogliamo tornare nelle nostre case, ma al tempo stesso abbiamo biosgno di certezze, dobbiamo essere certi di non correre più nessun rischio e prtediamo che quella parete collinare sia messa in sicurezza».

Come detto però i sentimenti tra gli abitanti di Messina sud, molti dei quali ancora ospitati nelle strutture alberghiere della città, non sono univoci. C’è infatti chi tra quei vicoli non vuole più metterci piede, preferendo dunque trascorrere anche le festività natalizie in albergo in attesa di tempi più sicuri. A tal proposito, questa la tesi sostenuta da alcuni cittadini che invece hanno voluto immediatamente far ritorno nelle proprie comunità: «Siamo sicuri che tanti decideranno di abbandonare gli hotel con l’arrivo della primavera, quando il tempo si sarà stabilizzato e ci sarà minore rischio di temporali e dunque di frane».

Eppure, nonostante punti di vista spesso opposti, c’è un denominatore comune che “unisce” coloro che nella notte assassina hanno avuto perdite umane, affettive e “materiali”: la sensazione di navigare a vista senza una direzione, una sensazione avvertita in modo ancor più forte proprio nella giornata di ieri quando non trapelava nessuna notizia rispetto alla firma delle ordinanze di rientro da parte del primo cittadino: «Non ci fanno sapere nulla – affermavano i residenti dei villaggi – stanno venendo anche dei giornalisti per sapere quali saranno le famiglie che potranno rientrare ma noi non sappiamo nulla, anzi la maggior parte delle notizie le apprendiamo dalla stampa».

Fortunatamente però nel giorno della vigilia della vigilia di Natale qualche certezza in più è arrivata, e pian piano tra oggi e domani i 450 fortunati trascoreranno le feste seduti intorno al tavolo di casa propria, abbandonata in fretta e furia ormai quasi tre mesi fa. Tra Natale e Capodanno invece dovrebbe essere il turno degli abitanti delle zone di Molino e Briga. A Giampilieri continua il via vai di camion che abbandonano il paese ancora carichi di fango e materiali di risulta da eliminare; sulle pareti delle colline invece si intravedono quelli che da -giù- appaiono come piccoli “puntini” arancioni sospesi nell’aria, a cui spetta il difficile compito di “imbrigliare” quella montagna per cercare di contenere la caduta di terra e pietre nella strada sottostante. (vedi foto)

Prosegue invece a distanza il “duello verbale” tra il primo cittadino Buzzanca e il parlamentare del Pd Francatonio Genovese. Quest’ultimo che in commissione Bilancio alla Camera ha ottenuto l’approvazione di un contributo di 1,5 milioni di euro alla Caritas di Messina, afferma: «Mi sono giunti alle orecchie gli strali velenosi del Sindaco di Messina, ma non voglio alimentare le polemiche. Mi limito ad invitare lui e le forze di maggioranza ad impegnarsi per portare a Messina nuove risorse per affrontare l’emergenza alluvione con maggiore serenità».

Tornando invece allo staziamento di fondi, l’erogazione delle somme avverrà in tre annulità, di (800, 300 e 400 milioni di euro) e sarà finalizzata alla realizzazione di opere ed iniziative di aggregazione sociale nei territori devastati dai tragico evento. «Insieme ai deputati del PD presenti in Commissione Bilancio – ha commentato l’On. Genovese – ho ritenuto che fosse doveroso dare un sostegno significativo alla Caritas Diocesana di Messina che si sta impegnando nella ricostruzione del tessuto sociale di quelle realtà del nostro territorio così duramente colpite».

(foto Sturiale)

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