Le sigle sindacali lamentano di non aver ancora avuto un confronto con l’azienda e pongono tra le questioni quella dell’organico sottodimensionato. Problema riconosciuto anche dal presidente: «Copriamo solo 80 unità sulle 140 disponibili»
La complessa situazione dell’Azienda acque meridionali di cui il neo-presidente Tanino Sutera ha effettuato una dettagliata descrizione nel corso dell’intervista di qualche giorno fa, non ha lasciato indifferenti i rappresentanti delle sigle sindacali di Filcem Cgil, Getano Morabito, Femca-Cisl Stefano Trimboli e Uilcem-Uil Carlo Caruso. Quest’ultimi, infatti, lamentano il venir meno di relazioni industriali e invitano la società a convocare con la massima urgenza un tavolo di confronto in cui discutere in modo chiaro della problematiche che si trascinano ormai da anni.
Tra i vari e eventuali punti all’ordine del giorno, il sottodimensionamento dell’organico ed il fatto che che quasi tutto il lavoro di pronto intervento è assegnato in appalto. Un aspetto che Sutera non dimentica di considerare e rispetto al quale afferma: «Soffriamo anche di una oggettiva carenza di organico, al momento risultano impiegate all’Amam 80 unità rispetto alle 140 che sarebbero necessarie. Molti lavorano effettuando gli straordinari che sono assolutamente corrisposti. Se l’azienda non soffrisse questo empasse finanziario sarebbe possibile effettuare anche nuove assunzioni dando così spazio ai giovani e competenti laureati. Al momento però risulta impossibile percorrere questa strada».
(foto Dino Sturiale)
