La Corte d’Appello di Messina ha confermato la condanna a 3 mesi e 10 giorni di reclusione per l’ex assessore comunale di Barcellona, Luigi La Rosa per voto di scambio mentre ha dichiarato non doversi procedere per morte dell’imputato per il dirigente dell’Aias Pietro Arnò.
Si tratta di uno stralcio
dell’operazione antimafia -Gabbiani-, condotta dalla DIA e dai carabinieri, sulle indebite pressioni che sarebbero state esercitate nei confronti del dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Barcellona, ing. Salvatore Bonavita, in relazione all’affidamento della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti alla cooperativa -Libertà e lavoro- che da 26 anni gestisce il servizio pubblico senza gara d’appalto.
In primo grado, nel 2005, Arnò era stato condannato a 5 mesi e 10 giorni per voto di scambio e turbativa d’asta, 3 mesi e 10 giorni per voto di scambio a La Rosa, l’assoluzione per entrambi dall’accusa di minaccia aggravata dall’uso di metodi mafiosi.
I giudici della Corte d’Appello oggi hanno completamente accolto le richieste del pg Franco Langher.
L’ex assessore e presidente dell’Aias di Barcellona e presidente del Collegio del revisori dei conti al comune del Longano Luigi La Rosa doveva rispondere di voto di scambio, per aver ceduto a più elettori buoni benzina in occasione delle elezioni provinciali della primavera 2003, in cambio della promessa di voto.
